Trump contro Meloni, dall’alleanza agli attacchi pubblici: tutti gli scontri che hanno segnato il rapporto tra i due leader
Quello che fino a poco tempo fa sembrava uno dei rapporti politici più solidi tra Europa e Stati Uniti si sarebbe trasformato in uno dei confronti diplomatici più discussi degli ultimi mesi. Al centro della vicenda ci sono il presidente americano Donald Trump e la presidente del Consiglio italiano Giorgia Meloni, protagonisti di una serie di tensioni e scambi di accuse che hanno attirato l’attenzione della stampa internazionale.
L’ultimo episodio sarebbe avvenuto dopo il G7 del 18 giugno, quando Trump, durante una telefonata con La7, avrebbe attaccato duramente Meloni sostenendo che la premier italiana lo avrebbe “implorato di fare una foto” durante il vertice. Parole che hanno immediatamente scatenato polemiche e che Meloni ha respinto con fermezza, definendole “dichiarazioni totalmente inventate” e affermando di essere “francamente allibita”.

Table of Contents
ToggleI problemi nel paradiso Meloni-Trump
Dall’intesa iniziale alle prime crepe
L’inizio del secondo mandato di Trump era stato caratterizzato da toni molto diversi. Nei primi mesi del 2025, il presidente statunitense aveva espresso pubblicamente il proprio apprezzamento nei confronti della leader italiana, arrivando a definirla “una delle vere leader del mondo”.
Anche Meloni aveva più volte sottolineato l’importanza del rapporto con Washington, cercando di mantenere aperto un dialogo privilegiato con la Casa Bianca. Tuttavia, i primi segnali di divergenza sono emersi sul tema dei dazi commerciali introdotti dagli Stati Uniti nei confronti dell’Unione Europea. Pur evitando uno scontro diretto, la premier italiana aveva definito la misura “sbagliata”, cercando al tempo stesso di assumere il ruolo di mediatrice tra Bruxelles e Washington.
Da quel momento, il rapporto avrebbe iniziato a mostrare alcune crepe che, nel corso dei mesi successivi, si sono trasformate in veri e propri contrasti politici.
Il caso Sigonella e le tensioni sulla politica estera

Uno dei momenti più delicati sarebbe arrivato tra marzo e aprile del 2026, durante la crisi tra Stati Uniti e Iran. Secondo le ricostruzioni riportate da diverse fonti, due velivoli militari americani avrebbero richiesto l’utilizzo della base di Sigonella, in Sicilia.
La richiesta sarebbe stata respinta dopo alcune verifiche sugli accordi esistenti tra i due Paesi. Una decisione che avrebbe provocato irritazione a Washington e che, secondo molti osservatori, avrebbe segnato un punto di svolta nei rapporti tra Trump e il governo italiano.
Da quel momento, il presidente americano avrebbe iniziato a manifestare pubblicamente un atteggiamento sempre più critico nei confronti di Meloni, accusandola di non sostenere con sufficiente convinzione le strategie statunitensi sul piano internazionale.
Lo scontro sul Papa e le accuse reciproche
Un’altra frattura significativa sarebbe nata attorno alle dichiarazioni di Trump nei confronti di Papa Leone XIV. Le parole del presidente americano avrebbero suscitato forti reazioni nel mondo politico e religioso, spingendo Meloni a prendere apertamente le distanze.
La presidente del Consiglio aveva definito quelle affermazioni “inaccettabili”, ribadendo la propria vicinanza al Pontefice. La risposta di Trump non si sarebbe fatta attendere: il presidente americano avrebbe accusato la leader italiana di ignorare questioni internazionali più urgenti, in particolare il rischio legato al programma nucleare iraniano.
Lo scambio di dichiarazioni ha contribuito ad alimentare la percezione di una crescente distanza tra due leader che, fino a pochi mesi prima, sembravano condividere molte posizioni politiche.
L’attacco dopo il G7

L’episodio più recente rappresenta probabilmente il punto più basso raggiunto finora nei rapporti tra i due governi. Le dichiarazioni attribuite a Trump dopo il G7 hanno avuto un’eco immediata sui media internazionali, soprattutto per il tono particolarmente personale utilizzato nei confronti della premier italiana.
Meloni ha risposto con altrettanta fermezza, rivendicando la dignità dell’Italia e respingendo qualsiasi ricostruzione che la dipingesse come subordinata al presidente statunitense. “Io e l’Italia non imploriamo mai”, avrebbe dichiarato, aggiungendo di non comprendere perché Trump continui ad assumere atteggiamenti così aggressivi verso gli alleati occidentali.
Parole che hanno evidenziato come lo scontro non riguardi più soltanto questioni diplomatiche o strategiche, ma abbia assunto una dimensione personale e simbolica.
Io e l’Italia non imploriamo mai. pic.twitter.com/sTpKlqWB67
— Giorgia Meloni (@GiorgiaMeloni) June 19, 2026
La reazione della politica italiana
Ovviamente, l’ultima dichiarazione di Trump ha generato non poco clamore in Italia e soprattutto nella politica italiana. «Le gravi e offensive parole del Presidente Trump nei confronti del Presidente del Consiglio Giorgia Meloni offendono tutta l’Italia. Per questo motivo ho deciso di annullare la mia visita negli Stati Uniti prevista per i prossimi 21 e 22 giugno», ha affermato Antonio Tajani, Vicepresidente del Consiglio dei ministri della Repubblica italiana.
Matteo Renzi, leader di Italia Viva, è un po’ più duro: «Le frasi di Trump sono orripilanti, come sempre. Finalmente se ne è accorta anche la presidente Meloni: buongiorno Giorgia, ben svegliata. Cara Presidente, hai finalmente capito che allearsi con quella gente lì significa essere contro l’Italia? Ora basta cappellini Maga e basta ponti con Trump: l’Italia merita una classe dirigente che si faccia rispettare nel mondo. Una classe dirigente che non implora, mai. E gli Stati Uniti meritano un inquilino alla Casa Bianca che sappia che cosa è il coraggio, che cosa è il rispetto. La destra mondiale ha fallito: oggi lo ha capito anche la Meloni».
Il Presidente del Senato della Repubblica Italiana, Ignazio La Russa, attacca invece Trump: «Le parole del presidente Donald Trump, chiaramente false, sono un evidente tentativo di vendicarsi della premier italiana per il suo non essersi piegata ai voleri del Tycoon. Conoscendola molto bene, posso scommettere di mangiare un pollo vivo piuttosto che credere che Giorgia Meloni supplichi qualcuno. Fa pena chi lo sostiene».
Un rapporto destinato a cambiare?
Al momento non è chiaro se le tensioni tra Washington e Roma siano destinate a rientrare oppure a intensificarsi ulteriormente. Molto dipenderà dalle prossime scelte dei due governi e dagli sviluppi dei principali dossier internazionali, dalla guerra in Medio Oriente ai rapporti con l’Unione Europea.
Quel che appare evidente è che il rapporto privilegiato che sembrava legare Trump e Meloni nei primi mesi del 2025 non esiste più nelle forme originarie. Al suo posto è emerso un confronto sempre più duro, fatto di divergenze politiche, critiche pubbliche e dichiarazioni che hanno trasformato due alleati ideologicamente vicini in protagonisti di uno dei casi diplomatici più discussi del momento.
Giulia, 27 anni, laureata in Filologia Italiana con una tesi sull'italiano standard e neostandard, "paladina delle cause perse" e insegnante di Italiano Lingua non materna. Presidente di ESN Perugia e volontaria di Univox. Amo scrivere, leggere, guardare serie tv e anime, nuotare, i gatti e seguire le giuste polemiche. Instagram: @murderskitty






