Maricoin: la prima criptovaluta LGBT, che non piace molto alla comunità

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Il nuovo anno ci ha portato una nuova criptovaluta, questa volta che ha a che fare con la comunità LGBT: si chiama Maricoin e dopo una settimana di test pilota in un popolare quartiere LGBT a Madrid, è stata ufficialmente lanciata venerdì scorso, alla fine del 2021. Le criptovalute ormai sono una parte integrante della realtà di tantissime persone che hanno deciso di investire, per cui non stupisce il fatto che sia stata creata anche una moneta che ricordi la comunità LGBT.

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Il suo nome è una parola macedonia che gioca proprio su uno slur omofobo spagnolo, che potrebbe essere paragonato al frxcio italiano o al fagxot inglese. I trasferimenti tra gli utenti che decideranno di acquistare i maricoin saranno chiamati “trans“. L’obiettivo principale della creazione di questa nuova criptomoneta, il cui progetto ha iniziato a prendere vita nel 2017, quindi ben cinque anni fa, è quello di provare a far raggiungere un certo potere alla comunità LGBT.

Il co-fondatore, Juan Belmonte, ha riferito alla Fondazione Thomson Reuters che, «dal momento che anche noi spostiamo questa economia, perché la nostra comunità non dovrebbe trarne profitto, invece di banche, compagnie assicurative o grandi aziende che spesso non aiutano le persone LGBTQIA+?». Il maricoin, sottolineano i fondatore, sarà utilizzato come opzione di pagamento per le aziende LGBT in tutto il globo, e chi vuole può utilizzarlo come «manifesto per l’uguaglianza».

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I fondatori

Chi deciderà di fermare questo manifesto sarà inserito su una mappa disponibile per tutti i viaggiatori LGBT, «se violano uno qualsiasi dei punti del nostro manifesto contro la discriminazione, per esempio se licenziano una donna incinta a causa della sua gravidanza, saranno espulsi dalla maricoin», ha aggiungo l’amministratore delegato Francisco Alvarez sempre alla Fondazione Thomson Reuters. Al momento, fanno sapere, sono circa 8000 le persone sulla lista d’attesa del maricoin.

«Saremo in grado di dare microcrediti alle persone per creare un piccolo caffè LGBTI-friendly in Colombia, o per sostenere progetti che aiutano i rifugiati queer a fuggire da paesi dove sarebbero lapidati a morte», hanno aggiunto ancora. Tuttavia, sui social, sono in molti a criticare questa moneta, soprattutto per il nome che hanno scelto che tutto sembra tranne che LGBT-Friendly.

Maricoin: cosa ne pensa il web

Insomma, sembra proprio che la moneta LGBT alla comunità LGBT non piaccia, probabilmente perché si chiama come un insulto con cui molti di loro sono stati chiamati più volte. Chissà cos’ha portato i creatori a pensare che questo sarebbe potuto andare bene.

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Fonte: Twitter
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