Mahmood e il suo primo manga: arriva il Ghettolimpo

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Il Lucca Comics è sempre uno degli eventi più attesi dagli appassionati di anime, manga, fumetti, cosplay e chi più ne ha più ne metta, dell’anno, e anche in questo caso non ha minimamente deluso. Tra i tanti artisti presenti alla tradizionale fiera amata da tutti i “nerd“, quest’anno c’è stato anche Mahmood che ha presentato il suo manga “Ghettolimpo”, un progetto che coinvolge tantissime persone e diversi fumettisti italiani, uscito lo scorso 2 novembre.

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Per chi non lo conoscesse, Mahmood è il nome d’arte di Alessandro Mahmoud, nato a Milano nel 1992. È un cantautore e rapper italiano popolare per aver vinto l’edizione del 2019 di Sanremo con il brano “Soldi”, classificandosi anche secondo all’Eurovision Song Contest dello stesso anno. Al Lucca Comics ha presentato il suo primo manga in collaborazione con la casa editrice di fumetti “Shockdom” e la celebre Mondadori (potete infatti trovare il suo libro proprio sul loro sito).

Quando ha concepito l’album “Ghettolimpo”, Mahmood ha scelto che ogni brano fosse associato a un personaggio, che ogni canzone avesse una forma a cui gli occhi potessero guardare, a partire da Inuyasha, chiaro tributo a Rumiko Takahashi. Il passo successivo è stato realizzare il racconto di tutte le canzoni dell’album proprio sotto forma di fumetto, in collaborazione con la crew di Shockdom, una delle case editrici più all’avanguardia in Italia, nonché editore della rivista “Manga Vibe”, dedicata esclusivamente al Manga italiano. Il volume, interamente curato da Mahmood, coinvolge quindi alcuni fra i migliori giovani fumettisti e sceneggiatori italiani offrendo un vero e proprio viaggio visivo nella sua anima.

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Questo manga infatti è una sorta di riscoperta visuale che era stata già proposta con l’uscita del suo album, omonimo, ma che nasce soprattutto dalla sua passione per la serie Inuyasha, che i fan sanno essere anche uno dei titoli delle sue canzoni più famose. Nel fumetto è trasformata nel capitolo Inner-yasha. Mahmood ha spiegato che «è quello che si nasconde, un po’ l’anima per me. Parlo di una relazione tormentata in cui serve creare una specie di crisalide all’interno di noi stessi per trattenere il nostro demone interiore».

Mahmood: il manga e il commento al Senato

«Questa passione ce l’ho dalla prima media, ma li vedevo già, solo che credevo fossero normali cartoni animati. Poi con Inuyasha ho imparato i termini: anime, manga. Ed è diventata la mia passione. Con Ghettolimpo riesco a ricreare per ogni canzone una specie di fumetto… qualsiasi parola mi sembra riduttiva, la prima volta che l’ho visto mi sono appassionato», ha detto il cantante durante il Lucca Comics.

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Ringrazia poi le persone che lo hanno accompagnato in questo progetto: «Voglio ringraziare i ragazzi di Shockdom perché hanno fatto molto bene, e lo so che se me lo dico da solo… Ma mi sono rivisto molto in questo tipo di disegno. Racconta una storia che non è proprio quella del disco, è una versione più fantasy e romanzata». Spiega anche che questo è stato un periodo difficile per lui, poiché aveva smesso di scrivere ma poi ha ripreso, ritenendosi fortunato nell’avere un team lo «stimola a viaggiare, a scrivere con gente nuova. E io ho la necessità di scrivere altrove. A Parigi ero lì per la moda e poi ho lavorato al disco. Scrivere in un’altra città è stimolante».

Parla poi del suo appartamento di Milano, quello bruciato in seguito al tragico incendio (potrebbe interessarvi: Milano, grande incendio di un grattacielo: «70 famiglie senza una casa, non è rimasto nulla»): «Adesso non ho casa, e non si trova a Milano, ragazzi, perciò sto un attimo nascosto da mamma. Però ci sono famiglie che realmente hanno perso tutto. Io ero in affitto», un dettaglio che tantissime persone hanno dimenticato quando questa tragedia ha avuto luogo e i giornali continuavano a parlare solo di Mahmood.

Infine, ha anche commentato quello che è successo in Senato qualche giorno fa, quando è stato affossato il DDL Zan ma, principalmente, dopo che è avvenuto, con quelle agghiaccianti urla, applausi, baci e abbracci, dinnanzi all’affossamento di una legge che mirava a proteggere: «Le ultime cose che sono successe in Senato mi hanno lasciato nello sconforto totale: quegli applausi, una cosa triste. Applaudire per aver bloccato una legge che andava a salvaguardare i diritti non ha proprio senso». Già, Mahmood. Non ha avuto sento, ed è stato di cattivo gusto.

Autore

  • Giulia, 22 anni, blogger. Amo scrivere, leggere, guardare serie tv e anime, i gatti e seguire le giuste polemiche. Instagram: @murderskitty

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