Ludwig: storia di neonazismo italiano – Una tazza d’horror #8

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Bentornati in un nuovo episodio di Una tazza d’horror. Oggi vi parliamo di una storia di crimine con origini neonaziste, giusto per ricordarvi chi è il vero nemico da combattere, e chi vuol capire capisca. Marco Furlan e Wolfgang Abel, rispettivamente di Padova e di Monaco di Baviera, firmavano i loro crimini nei confronti di omosessuali, prostitute, senzatetto, drogati, con il nome Ludwig e lo stemma nazionalsocialista tedesco accanto. Il tutto, è avvenuto non più di 38 anni fa, dal 1977 al 1984.

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La storia dei serial killer Ludwig

Marco Furlan e Wolfgang Abel, ai tempi del primo omicidio di 17 e 18 anni, facevano parte dell’alta borghesia dei tempi. Il primo era residente nel quartiere di Borgo Trento, figlio del primario del centro ustionati dell’Ospedale Civile Maggiore di Verona, laureando in fisica all’Università di Padova (durante i vari omicidi, continuava a studiare e a sostenere esami); il secondo, invece, viveva a Negrar, ma originario di Monaco di Baviera. Suo padre era un consigliere delegato di una compagnia assicurativa tedesca, e al momento dell’arresto era laureato in matematica a pieni voti, lavorando nella compagnia del padre.

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Ludwig

Ma com’è nato questo connubio fatale sfociato in Ludwig? Cosa ha spinto due giovani adolescenti di buona famiglia a uccidere ben 10 persone (certe, 28 sospettate)? I due si sono conosciuti alle superiori e hanno subito condiviso l’idea di eliminare tutto ciò che, ai loro occhi, fosse “deviato” (non fa un po’ impressione questa parole dopo che l’ha usata persino Giorgia Meloni per descrivere delle persone malate?): prostitute, barboni, omosessuali, tossicodipendenti, preti “peccaminosi”, discoteche e sale cinematografiche a luci rosse.

Era il 25 agosto 1977, nella bella e romantica città di Romeo e Giulietta, Verona, che si è consumato il primo crimine: i due hanno buttato una bottiglia molotov dentro a una Fiat 126 dentro cui dormiva un senzatetto, Guerrino Spinelli, che è morto dopo otto giorni di sofferenza. A dicembre dell’anno successivo, poi, è toccato a Luciano Stefanato, omosessuale accoltellato con 30 ferite. Sul suo cadavere, al momento del ritrovamento, c’erano ancora due lame conficcate nella schiena.

Un anno dopo, poi, la furia di Ludwig si è scatenata contro il giovane Claudio Costa, di 22 anni, colpevole di essere tossicodipendente. Nel 1980, invece, c’è stata la prima vittima donna: una prostituta di 52 anni di nome Alice Maria Baretta, uccisa con colpi di ascia e martella. E il 25 novembre di quell’anno, in una lettera firmata Ludwig con stemma della Germania nazionalsocialista, il duo rivendica i delitti, inviando una lettera al quotidiano Il Gazzettino:

«L’organizzazione Ludwig si assume la responsabilità delle seguenti uccisioni:
Guerrino Spinelli, Verona, Agosto 77
Luciano Stefanato, Padova, dicembre 78
Claudio Costa, Venezia, Dicembre 79.

Come prova dell’autenticità di questa rivendicazione riportiamo alcuni particolari riguardanti gli attentati che non sono di dominio pubblico. Nel primo si è fatto uso di 4 bottiglie Molotov (non 2 come riportano i giornali) confezionate con fiaschi da 2 litri di cui 2 sono state lanciate dentro la macchina e 2 fuori. Nel secondo sono stati usati coltelli con manico di plastica e di colore rosso-arancione. Per quel che riguarda il terzo sono stati utilizzati due coltelli da cucina con il manico di plastica bianca che sono stati gettati sotto il ponticello vicino al quale è stata colpita la prima volta la vittima morta nello stesso vicolo dopo altre due colluttazioni.
GOTT MIT UNS».

L’anno successivo poi sono stati accusati di aver dato fuoco (quasi ironico, considerando il lavoro del padre di Furlan) alla torretta di Porta San Giorgio a Verona, che era divenuto un ricovero per sbandati, tossicodipendenti e senza casa, in cui morì anche un diciassettenne, ma furono assolti nonostante la rivendicazione tramite una lettera a La Repubblica:

«LUDWIG
LA NOSTRA FEDE È NAZISMO
LA NOSTRA GIUSTIZIA È MORTE
LA NOSTRA DEMOCRAZIA È STERMINIO
RENDIAMO NOTO CHE ABBIAMO PUNTUALMENTE RIVENDICATO IL ROGO DI SAN GIORGIO A VERONA CON IL MESSAGGIO
INVIATO A ‘LA REPUBBLICA’.
ALLEGHIAMO UN DISCHETTO METALLICO
IDENTICO A QUELLO APPLICATO SULLA
PIÙ GRANDE DELLE TRE TORCE USATE.
GOTT MIT UNS»

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Ludwig

Nell”82, la vittima furono due preti, padre Gabriele Pigato e padre Giuseppe Lovato, aggrediti mentre stavano passeggiando in via Cialdini con dei colpi di martello. L’anno successivo, uccisero anche il sacerdote Armando Bison, trovato con un punteruolo piantato nel cranio con attaccato un crocifisso. Qualche mese dopo, invece, diedero fuoco al cinema a luci rosse “Eros“, uccidendo le sei persone che si trovavano all’interno, incluso un medico che era entrato per soccorrere le vittime. Ne ferirono 32. Nello stesso anno attaccarono e incendiarono anche un sex club di Amsterdam, uccidendo 13 persone, e poi nel 1984 una discoteca a Monaco di Baviera, dove morì una cameriera.

L’ultimo crimine, però, si è consumato in provincia di Mantova, nella discoteca Melamara in cui erano presenti 400 ragazzi. Tuttavia, non andò come speravano. Programmavano di dar fuoco con diverse taniche di benzina la moquette e poi tutto l’edificio, ma in seguito a dei provvedimenti, il materiale era ignifugo e quindi ha consentito alla sicurezza di far uscire tutti. In quest’occasione, furono scoperti e arrestati. In tutto, hanno ucciso 28 persone, ma la giustizia italiana (non) ha fatto il suo corso: nel 2010 i due erano già entrambi liberi.

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Ludwig

A entrambi è stata riconosciuta la seminfermità mentale (ricordate il loro status social: non dico niente ma ci siam capiti), entrambi sono stati condannati a trent’anni di carcere, entrambi hanno cercato di scappare e non andare in carcere durante la decorrenza dei tempi di carcerazione, ma entrambi comunque nel 2010 erano libere e, addirittura, nel 2008 Furlan ha preso una seconda laurea con lode in ingegneria informatica. Tuttavia, Abel è in coma dal settembre del 2021 dopo una caduta grave in casa, e sembra che non si sveglierà mai più.

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