Il mostro di Udine – Una tazza d’horror #7

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Siamo giunti al settimo appuntamento di Una tazza d’horror, ci tenevo a ringraziarvi del supporto che state dando e per il bel riscontro sull’articolo della vera storia di The Orphan. Oggi andremo a parlare del caso sul mostro di Udine, consigliato da Marco. Vi ricordo che se volete consigliarci casi potete tranquillamente farlo nel modulo che inseriremo alla fine di quest’articolo.

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Ritratto del presunto serial killer di Udine

La storia del mostro di Udine

Il mostro di Udine è un serial killer, mai identificato, responsabile di vari omicidi commessi tra il 1971 ed il 1989, in Friuli. La maggior parte di loro furono delle prostitute; quattro di loro vennero uccise nella stessa maniera e si ipotizzò che furono commessi dallo stesso individuo  il cosiddetto “mostro di Udine”, in quanto quattro cadaveri mostravano lo stesso sfregio sul ventre fatto con una lama simile a un bisturi.

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Le 10 vittime assassinate dal killer

Fra gli anni cinquanta e il 1971 a Udine e provincia si era verificato un solo omicidio di prostitute e 13 fra il 1971 e il 1989, quindi altri tre dal 1991 al 2004, e nessuno dal 2004 in poi. Della sequenza di vittime uccise dalla stessa persona, la serie di omicidi attribuibili al Mostro di Udine incomincia il 19 febbraio 1980, quando a Pradamano viene scoperto il cadavere di Maria Carla Bellone, 19 anni; seguiranno Luana Giamporcaro il 24 gennaio 1983 e Aurelia Januschewitz, il 3 marzo 1985.

La serie si interruppe con Marina Lepre, che non era però una prostituta ma una maestra di scuola elementare, uccisa il 26 febbraio 1989. Le quattro vittime presentano una lunga incisione a forma di “S” sul ventre e molte ferite al collo e alla gola.  Del delitto di Marina Lepre venne indagato un ginecologo, schizofrenico, che non ha mai svolto l’attività di medico, che era stato sorpreso vicino al luogo del delitto ma che uscì dall’indagine per mancanza di prove.  Successivamente si ipotizzò l’esistenza di due diversi serial killer, uno che agiva con il bisturi e l’altro che strangolava prostitute ma non ci sono stati seguiti e i casi risultano irrisolti.

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Il 15 marzo 2019 viene avanzata dall‘avvocato Federica Tosel, legale dei familiari di Maria Luisa Bernardo e Maria Carla Bellone (due delle donne uccise tra il 1971 e il 1989), una richiesta di riapertura delle indagini.

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