Dei genitori protestano contro una docente che avrebbe “traumatizzato i bambini” con Love Actually

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È successo a Prato: un gruppo di genitori (sulle varie testate si legge “un gruppo di mamme“, ma personalmente preferisco dire “un gruppo di genitori” per non far passare l’idea che solo le mamme si preoccupano dei propri figli) si è scagliato contro l’insegnante di una scuola primaria che avrebbe fatto vedere alla classe della quinta elementare il film “Love actually”, un film che tuttavia ha il bollino giallo e che avrebbe “traumatizzato i bambini”, tanto che i genitori hanno chiesto l’allontanamento dell’insegnante. La vicenda è avvenuta a metà dicembre, ma solo negli ultimi giorni se ne sta parlando.

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Una scena di Love Actually

Love actually è una commedia del 2003 diretta da Richard Curtis ambientato in una Londra contemporanea, in cui si intrecciano diverse storie d’amore, romantiche, pazzesco, alcune più sciocche ma tutte divertenti a modo loro. Il personaggio centrale è il nuovo primo ministro scapolo David (Hugh Grant), che non può esprimere i suoi sentimenti crescenti per la sua nuova assistente personale Natalie (Martine McCutcheon). Allo stesso tempo, la sorella maggiore di lui, Karen (Dame Emma Thompson) viene a coscienza del flirt di suo marito Harry (Alan Rickman) con un’impiegata di nome Mia (Heike Makatsch).

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Cast di Love Actually

L’amico di Karen, Daniel (Liam Neeson) è invece uno scrittore vedovo il cui figlio di undici anni Sam (Thomas Brodie-Sangster) chiede consigli d’amore su una ragazza per la quale ha una cotta. Nel frattempo, Jamie (Colin Firth) è un altro scrittore che lascia la sua ragazza (Sienna Guillory) dopo aver scoperto che l’ha tradito, quindi si trasferire in Francia per ultimare il suo romanzo e li intraprende una relazione con una cameriera di nome Aurelia. E, infine, Sarah, la segretaria americana di Harry, che mette in dubbio la sua storia d’amore che persegue Karl (Rodrigo Santoro).

Insomma, una trama di certo non troppo impegnativa, ma siamo sicuri che sia adatta per un pubblico di bambini di 10 anni? No, probabilmente. O meglio… Non per i bambini di dieci anni fa, oggi considerando con quanta facilità utilizzano uno smartphone e navigano su TikTok dove sentono parolacce, vedono balletti provocanti e chi più ne ha più ne metta (o ancora, vogliamo parlare di Squid Game che la gran parte dei bambini ha visto?), forse è un film che pur avendo parole pesanti, non sarebbe in grado di traumatizzare dei bambini. Ma io non sono una professionista, né una mamma, navigo solo sui social incontrando fin troppi bambini.

Love Actually e la polemica dei genitori

I genitori che vogliono tenere i propri bambini nelle bolle finché non sentono o vedono parolacce da loro, dai loro smartphone o dai loro computer non accettano che una docente abbia fatto vedere Love Actually ai propri figli innocenti. Non voglio schierarmi da parte della docente, ma neanche da quella dei genitori. Da una parte, i genitori dovrebbero comprendere che se non vogliono che dei bambini di 10 anni sappiano o dicono certe cose, non devono neanche dirle o farle loro, non devono dare loro cellulari e devono monitorare tutto quello che vedono online.

Dall’altra, la docente avrebbe dovuto almeno mandare un avviso a casa (consultando anche la preside, in realtà) per far sapere ai genitori dei propri studenti il film che avrebbero visto, spiegando anche il motivo per cui il film possa essere istruttivo nei confronti degli studenti. Ricordiamo, tra l’altro, che per motivi di copyright non dovrebbe essere possibile far vedere agli studenti un film in dvd (o da Netflix o qualsiasi piattaforma) a una classe, a meno che non si posseggano i diritti per far vedere a un pubblico un dvd destinato alla visione di un privato. Sottolineiamo anche che Love Actually nello specifico è un film bollino giallo, quindi vietato ai minori di 13 anni.

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Una scena controversa in Love Actually

La stessa maestra, in più, non è una novellina, non è una neolaureata alla prima esperienza, quanto più una docente con esperienza ultraventennale nella docenza, e di certo non possiamo dire che il suo è stato un tentativo di plagiare o di corrompere i bambini, ma semplicemente un errore per cui ha già chiesto scusa. Davvero si chiedere l’allontanamento per qualcosa che i bambini possono tranquillamente vedere online? Basta andare a una festa per bambini per rendersi conto di come siano tutti estremamente legati agli smartphone, purtroppo.

«Ci sono ragazze che sono tornate a casa simulando gesti erotici e altre sconcerie. Quel film ha traumatizzato i bambini», ha detto una delle mamme dei bambini, come racconta Il Tirreno. La maestra si è subito scusata e ha detto di aver «sbagliato e mi scusavo, ma che era stato fatto tutto in buonafede secondo un programma di educazione sessuale che avevo annunciato agli stessi genitori all’inizio dell’anno. Ho preso un dvd che avevo in casa, e non sapevo niente del bollino giallo», e si è scusata in più occasioni.

«Seguo i bambini dalla prima elementare, faccio il mio lavoro con impegno e passione che mi è riconosciuto anche da altri genitori di questi bambini», ha detto ancora la docente. E in effetti, altri hanno espresso solidarietà nei suoi confronti: «Ho ricevuto mail e messaggi di vicinanza da altri genitori. Per conto mio posso continuare a scusarmi, se avessi saputo del bollino non lo avrei fatto. Ma chiedere il mio allontanamento dal lavoro è di un’ingiustizia assoluta. Faccio il lavoro con passione».

La maestra ha sbagliato a non avvisare i genitori e a non valutare per bene il film (perché per educazione sessuale ci sono tanti altri film o semplicemente modi per coinvolgere la classe), ma merita davvero l’allontanamento solo per questo, considerando che ci sono docenti che quotidianamente abusano psicologicamente dei propri studenti e nessuno si ostina a fare nulla.

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