Tragedia a Lione: bambina di 11 mesi uccisa con l’acido da una maestra

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Tragedia a Lione, in Francia, dove una bambina è stata uccisa a solo 11 mesi a Lione, città dove il padre, ingegnere originario di Torre Boldone (Bergamo). L’assassina è la sua maestra dell’asilo, una struttura privata chiamata People & Baby, che non sopportava più il suo pianto e l’ha prima cosparsa e poi le ha fatto bere un prodotto disgorgante per lavandini. Dopo essere stata soccorsa e portata in ospedale, la piccola è morta. La maestra adesso è in carcere accusata di omicidio.

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L’asilo People & Baby

Dopo le tante tragedie che abbiamo letto, inclusa quella della piccola Elena Del Pozzo uccisa dalla sua stessa madre, o quella del piccolo che è stato gettato dal balcone dalla sua babysitter (per fortuna, lui è ancora vivo), quella che riguarda questa piccola di colpisce ancora più forte. Un’altra bambina che è stata brutalmente uccisa da qualcuno che aveva il compito di proteggerla e anche volerle bene. Perché essere una babysitter, essere un’insegnante, significa essere una sorta di mamma. Quei bambini si ricorderanno per sempre di te.

Quei bambini si fidano di te. Pendono dalle tue labbra. Fanno quello che tu dici loro di fare. E per questo motivo, vedere una docente che fa del male a dei bambini, che sia in questo caso di Lione o in tutti i precedenti che abbiamo avuto in Italia, fa davvero stringere il cuore. La piccola di Lione merita giustizia, e bisogna anche capire perché un’insegnante, che dovrebbe avere una laurea o comunque una preparazione adeguata, è arrivata a fare un gesto del genere.

Lione: neonata uccisa dalla sua insegnante

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Fabio Bertuletti

I fatti si sarebbero svolti a Lione, in Francia, nella giornata di venerdì 24 giugno. Una maestra dell’asilo nido è stata arrestata con l’accusa di aver ucciso una bambina di undici mesi, dopo averle fatto ingerire un prodotto caustico, perché non sopportava più i suoi pianti. Tutto ciò è stato dichiarato dalla procura di Lione e riportato da prima Bergamo e poi dai vari quotidiani nazionali. Uno dei genitori infatti è Fabio Bertuletti, bergamasco, originario di Torre Boldone e da poco si era trasferito in Francia per questione lavorative con la moglie Sophie.

La piccola, di nome Lisa, è stata trovata in stato di incoscienza dai pompiere che si sono recati nell’asilo e, una volta portata all’ospedale di Bron, è purtroppo deceduta. La donna, fa sapere Le Progres, era l’«unica dipendente del nido presente al momento dei fatti», ed è stata interrogata in carcere dagli inquirenti che inizialmente avevano pensato a un incidente. Ma la realtà dei fatti è molto diversa e, alla fine, ha confessato che, «esasperata dal pianto della bambina l’aveva dapprima cosparsa e poi le aveva fatto bere un prodotto caustico».

Sempre secondo il quotidiano francese, il prodotto in questione sarebbe del Destop, un potente disgorgante liquido a base di soda caustica utilizzato per sturare i lavandini. La dipendente, ha comunicato la procura in un comunicato, è stata arrestata con l’accusa di omicidio volontario, fatto che ha richiesto la sua carcerazione preventiva. Le Figaro ha anche precisato che le indagini proseguono per «determinare le circostanze esatte» di questo episodio e «approfondire gli elementi relativi alla personalità» della donna arrestata.

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Fonte: Agenda Digitale

L’avvocato difensore della donna, Philippe Duplan, l’ha descritto come un «gesto di rabbia e senza intenzioni omicide», ma comunque penso che tutti dovrebbero essere d’accordo sul fatto che non è normale far ingerire dell’acido a una bambina per rabbia. Secondo l’avvocato, la ragazza è molto fragile e subisce una «situazione personale particolare» in quanto «ha avuto da poco un aborto che l’ha sconvolta», per cui non sarebbe dovuta essere lasciata sola con la bambina. Le indagini comunque continueranno per comprendere l’esatta dinamica dell’omicidio.

L’assessore ai Lavori pubblici di Torre Boldone Nicola Gherardi racconta di avere qualche ricordo del padre della bimba «risalente a quando eravamo ragazzi, l’ho perso di vista da quando in seguito si è trasferito per lavoro in Francia, ormai più di 10 anni fa». Don Diego Malanchini, curato dell’oratorio del paese, invece ha detto al Corriere di Bergamo di aver «appreso della tragedia. Ho scambiato qualche messaggio con la nonna della bambina, ma la famiglia ha chiesto di mantenere il massimo riserbo su quanto è successo».

Tuttavia, concludiamo facendovi sapere che l’asilo nido People & Baby era già finito nei guai per altri casi di abuso. Dieci anni fa due bambini sarebbero stati dimenticati all’interno dell’asilo e diversi dipendenti della struttura insieme a dei genitori avrebbero denunciato le condizioni di lavoro, tra personale scarso e problemi di igiene e di sicurezza.

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