Hawkeye: recensione terzo episodio

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Bentornati sul nostro blog per l’appuntamento settimanale con la serie Hawkeye! Nella recensione dei primi due episodi abbiamo iniziato a conoscere la protagonista femminile Kate, ci è stato spiegato come il suo destino si è intrecciato con quello di Occhio di Falco e il collegamento con l’armatura appartenuta ad un Ronin, alter ego di Clint.

Fonte: Twitter

Occhio di Falco è il supereroe più umano tra gli Avengers, ma anche il personaggio dell’Infinity Saga che ha collezionato più traumi che gloria. Hawkeye non è tuttavia una serie introspettiva dai toni cupi, bensì ci narra l’incontro tra Clint e la sua erede, Kate Bishop, usando toni leggeri, ironici e divertenti, il tutto contornato da un’ambientazione natalizia che non guasta mai. Ciò traspare dalla visione dei primi due episodi, che si trovano su Disney+ dal 24 novembre.

Oggi analizzeremo il terzo episodio, uscito l’1 Dicembre 2021, sedetevi comodi e buona lettura!

Un nuovo personaggio: chi è Maya Lopez

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Sul finale del secondo episodio, l’ultima inquadratura è stata incentrata su Maya Lopez, una ragazza nata sorda e con una protesi alla gamba. La terza puntata di Hawkeye inizia con un flashback datato 2007, in cui viene mostrata Maya da bambina alle prese con le problematiche legate all’apprendimento e alla comunicazione per non udenti, la vediamo infatti sia tra i banchi di scuola sia sul ring con il suo karategi.

Il flashback mostra anche suo padre William Lopez, a cui la piccola è molto legata poichè l’ha sempre incoraggiata a dare il meglio di sè nelle sfide che la vita le propone, così da dimostrare di essere capace di realizzare qualsiasi cosa nonostante le difficoltà.

In un  salto temporale scopriamo che William è stato ucciso dal Ronin, probabilmente durante il corso degli eventi accaduti tra Infinty War ed Endgame, e il momento in cui Maya diventa ufficialmente leader della Tracksuit Mafia (La Mafia in Tuta).

Ritorno al presente: Clint e Kate vs Mafia

Tornando al presente vediamo Clint che prova a comunicare con Maya nel linguaggio dei segni, cercando di spiegarle che il Ronin è morto, ucciso da Vedova Nera, ma Maya non gli crede e punta alla gola di Kate in cerca di risposte. Dopo una serie di divertenti dialoghi tra i membri della Mafia Clint coglie il momento propizio e riesce a liberarsi, lo vediamo finalmente alle prese con qualche suo primo slow motion e qualche colpo alla Hawkeye. 

Maya è un po’ più difficile da sconfiggere poichè si destreggia bene con le arti marziali e i colpi ben assestati, ma alla fine Clint riesce a guadagnare tempo a sufficienza per liberare Kate e rubare una macchina per fuggire dal covo dei mafiosi.

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Occhio di Falco chiede dunque a Kate di guidare, e vediamo una serie di dialoghi esilaranti in cui i due fuggitivi non riescono a comunicare poochè Clint ha perso il suo apparecchio acustico durante lo scontro. Personalmente ho apprezzato molto queste scene poichè hanno spezzato il tono un po’ drammatico e melanconico dei primi venti minuti dell’episodio.

Tra le vie di una New York innevata Occhio di Falco sfodera le sue nuove frecce; si susseguono una serie di sequenze che riprendono i due all’interno dell’auto e l’inseguimento all’esterno, il tutto accompagnato da musiche natalizie.

ll terzo episodio di Hawkeye si conclude dunque con Clint e Kate che decidono di entrare nel sistema di sicurezza di Bisho Security per cercare informazioni su Kazi e sulla Mafia in Tuta. Mentre Kate riesce a recuperare alcuni dei file legati a Kazi, che si scopre essere un impiegato per la Sloan Ltd, Clint si trova faccia a faccia con una vecchia conoscenza: la spada Ronin, impugnata da Jack.

Considerazioni finali ed easter eggs

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Personalmente do un giudizio poisitivo a questo terzo episodio, a livello di trama non succede nulla di così sconvolgente ma nel compenso l’episodio è scorrevole, ottima scelta nei piani sequenza e nelle coreografie e giusto equilibrio con spassosi dialoghi.

Ho molto apprezzato l’assenza della componente uditiva in alcuni frame, caratterizzare in questo modo la sordità credo abbia permesso a tutti gli spettatori di avvicinarsi alla realtà di questi personaggi, così da rendere più coinvolgente la visione dell’episodio.

Con l’introduzione di Maya e della mafia entra in gioco anche “lo zio”, una comparsa che forse tanto sconosciuta non è: alcuni sostengono che si tratti di Kingpin, il boss della malavita newyorkese nel MCU. I fan più incalliti sperano che nel caso si trattasse di lui fosse interpretato da Vincent d’Onofrio, già visto nella serie Daredevil prodotta da Netflix e sotto i diritti della Disney.

Una delle teorie più accreditate sostiene che Kingpin sarà presente nei prossimi episodi della serie Occhio di Falco, è che lui sia “lo zio” di cui tutti parlano, a capo dunque della Mafia in Tuta e perfino al di sopra di Maya.

Sarà tutto vero? Lo scopriremo negli episodi successivi, prossimo appuntamento l’8 dicembre!

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