Halloween 2026: l’origine dei fantasmi

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Ottobre porta con sé il vento freddo e le foglie che cadono, in attesa del gran finale… Halloween! Come nostra consuetudine inauguriamo la nostra rubrica spettrale con l’arrivo della spooky season: quest’oggi parliamo di fantasmi!

Se invece avete prima voglia di porgere un’occhiata ai nostri racconti trascorsi, qui trovate una serie di spunti:

Halloween 2026: l’origine dei fantasmi

I fantasmi pullulano le storie più spaventose tramandate fino ai nostri giorni, donando quell’aspetto misterioso dovuto all’incapacità di testimoniare o meno la loro esistenza attraverso il metro di giudizio più razionale a nostra disposizione: la scienza.

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Fonte: Unsplash

Siamo soliti immaginarli nella nostra testa come creature vestite di bianco, spettri capaci di fluttuare nell’aria e ben visibili al calare della notte, ma ne esistono di ogni natura e forma in leggende e libri. Infatti, il genere della “storia di fantasmi” ottiene enorme successo, sposandosi con la letteratura dell’orrore e diventando ispirazione per le penne di tanti celebri scrittori (Shakespeare, per citarne uno, o le storie di “Le mille e una notte“).

Se vogliamo però scovare l’origine della loro leggenda, dobbiamo scavare ancora più in là nel passato, quando ancora i fantasmi non erano fonte di paura e sgomento. Se pensiamo ad esempio agli spiriti che risiedono nell’Ade per la mitologia greca, incontrati spesso sul proprio cammino dai grandi eroi epici – come testimonia anche la “Odissea” di Omero. In seguito, anche nelle credenze di greci e romani, l’idea di spirito si legò a quella di morti in seguito ad una violenza o senza una dignitosa sepoltura. Rancorosi al punto da non poter trovare pace negli Inferi, tornavano nel mondo dei vivi in cerca di vendetta.

In Oriente, allo stesso modo, i miti di tali creature si legano all’idea della morte e della vendetta.

Con la religione cristiana si trova discordanza tra fede e Chiesa. La credenza di presenze ultraterrene dei defunti si lega al desiderio di sapere cosa aspetta gli esseri umani dopo la morte, domanda a cui la Chiesa dovrebbe aver già risposto, cercando quindi di scoraggiare l’appoggio di tali leggende. Ma la possibilità di avere interazioni con i propri cari ormai scomparsi sottoforma di fantasmi spinge l’uomo a credere a queste apparizioni.

Spesso si tratta infatti di suggestioni, dovuti a rumori sospetti o allucinazioni. La scienza ha provato a studiare questi fenomeni – si parla della teoria della variazione dei campi magnetici dello neuroscienzato Michael Persinger – non ottenendo però riscontri solidi a conferma dell’esistenza dei fantasmi.

Nei media i fantasmi appaiono generalmente come Poltergeist o come spiriti infestanti. Nel primo caso si tratterebbe di spiriti la cui presenza diventa nota attraverso ai suoni emessi, e non alla loro visione. Si percepiscono attraverso, ad esempio, il fruscio di oggetti spostati e anche gettati a terra, o lo sbattere di porte e finestre. Sono anche generalmente legati ad un ambiente ben preciso, così come gli spiriti infestanti.

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Dal film “Poltergeist” – Fonte: Lega Nerd

Questi ultimi, infatti, possono ritrovarsi in luoghi aperti o chiusi, e agiscono secondo proprie abitudini e consuetudini, incuranti di chi possa vederli. Appaiono come siamo soliti immaginare contraddistinti dal colore bianco, ma con i volti visibili e come sagome poco nitide.

Avvistamenti di fantasma trovano spiegazione anche con il riconoscimento di figure umane ancora in vita, stratagemma alla base de “Il Fantasma dell’Opera” di Gaston Leroux, dove il fantasma non è altro che un uomo dal volto sfigurato che sfrutta a suo piacimento tale nomea.

Famoso è anche “Il Fantasma di Canterville“, di cui Oscar Wilde ne è l’autore, dove però lo spirito di un nobile che infesta il castello di Canterville Chase diventa oggetto di scherno, eliminando l’elemento spaventoso dall’immagine dello spirito defunto.

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Sir Simon de Canterville – Fonte: Monster Wiki

I fantasmi rimangono, però, creature che turbano l’animo umano, ma allo stesso tempo devono la loro origine al desiderio di trovare conforto al pensiero di cosa possa attenderci alla nostra morte. In particolare, credendo che la morte non sia solo la fine della nostra vita, ma possa continuare come altra sostanza.

Giulia, Giu per chiunque. 21 anni. Studentessa di lettere e fonte di stress a tempo pieno. Mi diletto nello scrivere di ogni (ma soprattutto di F1) e amo imparare. Instagram: @ xoxgiu

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