5 film storici sulla resistenza da vedere oggi

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O partigiano, portami via, o bella ciao, bella ciao, bella ciao ciao ciao. Oggi ci saranno delle persone che cercheranno in tutti i modi di dimostrarsi delle fecce umane cercando di gettare fake news e cattiverie su coloro che più di 75 anni fa hanno liberato l’Italia donandoci quello che oggi diamo per scontato: la libertà. La libertà dai totalitarismi, dalle dittature, dal fascismo. Altre, invece, celebreranno con un sorriso questa giornata di liberazione, magari ascoltando le canzoni tipiche o anche guardando dei film storici sulla resistenza. Proprio di questi parleremo oggi.

Il 25 aprile si celebra la Festa della Liberazione, ovvero la giornata in cui i partigiani, la resistenza, hanno avuto la meglio contro l’occupazione nazista, la giornata in cui nel 1945 l’Italia ha potuto tornare a respirare dopo un ventennio di fascismo. E se qualcuno oggi oserà dire che, era meglio quando c’era lvi, o addirittura vi chiamerà comunisti perché per gli ignoranti essere antifascisti implica anche essere comunisti, se avranno l’ardore di difendere Mussolini, voi ricordategli quell’«unico errore di Mussolini».

La cinematografia nel primo dopoguerra

La cinematografia bellica in Italia si sviluppa dal ’38, ricordiamo infatti che durante il fascismo sono pochissimi i film in cui si parla apertamente di fascismo, bensì sono molto popolari i film coloniali, che affiancavano la propaganda del regime. Mussolini si rende infatti conto dell’importanza del cinema, ma il suo regime preferisce una propaganda indiretta in questo senso. Escluso qualche film, non si è mai parlato di fascismo nei film durante il ventennio e durante il periodo di guerra, non si vedono i tipici simboli, bensì ne si osservano gli ideali.

Siamo nel 1945, nel primissimo dopoguerra, quando viene girato Roma città aperta in una Roma completamente distrutta. Il film di Rossellini non è proprio un film bellico, quanto più uno dei primi film neorealistici quando ancora il neorealismo non era stato inventato (sappiamo che la corrente arriva dalla Francia solo tre anni dopo). Con Roma città aperta, però, si vede la capitale nel dopoguerra, non con finzione o aggiunte, ma semplicemente per com’era: distrutta. Anche in questo caso, però, non ci sono fascisti.

È come se l’Italia del dopoguerra abbia voluto dimenticare il fascismo, o forse proprio rinnegare. I nemici, le forze del male che la resistenza deve combattere sono i nazisti, mentre i buoni sono il popolo con i comunisti e i cattolici. Il nazista, comunque, è rappresentato con una mascolinità ambigua, perverso e sadico, tutte caratteristiche giustificate dalla sua omosessualità. Il cinema della resistenza prende tutte le caratteristiche che erano state affibbiate all’uomo nazista e fascista durante il cinema del fascismo, e le ribalta completamente.

I film sulla resistenza da vedere oggi

Ma passiamo a oggi, passiamo ai film che fino a oggi hanno fatto la storia del cinema della resistenza e che potreste vedere da soli, con la vostra famiglia o con i vostri amici, insomma con chi preferite condividere questo momento storico.

Roma città aperta (1945)

La vicenda inizia dopo l’armistizio di Cassibile: gli Alleati sono sbarcati in Italia e avanzano verso nord ma ancora non sono giunti nella capitale, dove la resistenza è già attiva. Giorgio Manfredi, militante comunista e uomo di spicco della resistenza, sfugge a una retata della polizia e si rifugia presso Francesco, un tipografo antifascista, il quale, il giorno seguente, dovrebbe sposare Pina, una vedova madre d’un bambino.

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Roma Città Aperta è presente su Facebook

Paisà (1946)

Attraverso sei episodi indipendenti l’uno dall’altro, il film rievoca l’avanzata delle truppe alleate in Italia. Si inizia con un episodio sullo sbarco in Sicilia, dove una ragazza e un soldato americano vedono troncare sul nascere la loro storia d’amore.

Segue una scena a Napoli: i protagonisti sono un soldato afroamericano e un bambino che lo deruba. Inseguendolo, il bambino scopre la vita misera che conduce con la famiglia e decide di non denunciarlo.

Il terzo episodio si svolge a Roma, dove un soldato incontra una prostituta e le racconta di una ragazza che aveva conosciuto tempo prima: l’uomo non sa che quella giovane di cui serba il ricordo è proprio lei.

Il quarto rievoca le drammatiche giornate della liberazione di Firenze, dove una donna cerca un suo amico pittore, ora capo partigiano.

Il quinto si svolge in Romagna nella riposante quiete di un piccolo convento sulla linea gotica, sconvolto dagli eventi.

L’ultimo, ambientato nel Delta del Po, esalta la coraggiosa opera dei partigiani italiani nelle paludi della Valle padana.

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Paisà è gratuito su Youtube

Mussolini – Ultimo atto (1974)

25 aprile 1945. Mussolini abbandona Milano dopo che il cardinale Schuster gli aveva proposto di arrendersi al Comitato di Liberazione Nazionale, che ormai occupava la città. L’ex Duce si reca a Como per tentare di superare il confine con la Svizzera, per fuggire o per consegnarsi agli Alleati, che gli garantirebbero un processo, a differenza dei partigiani. Ufficiali tedeschi in ritirata verso la Germania lo scortano e tentano di fargli superare i posti di blocco travestendolo da soldato della Wehrmacht. Tuttavia, Mussolini viene riconosciuto da un gruppo di partigiani, catturato e tenuto prigioniero. Da Milano, intanto, il CLN dà l’ordine di eseguire la condanna a morte. L’importante compito viene assegnato al colonnello Walter Audisio, nome di battaglia Valerio.

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Mussolini – Ultimo atto è su Youtube

Il partigiano Johnny (2000)

Rientrato in divisa nella natia Alba (CN) dopo l’8 settembre l’universitario Johnny va nelle Langhe e si unisce prima a una banda di comunisti, poi a una formazione di monarchici. Disilluso da entrambi, si ritrova a passare da solo il duro inverno del ’44, ma scopre la vera ragione d’essere partigiano, rimanendo sé stesso.

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Il partigiano Johnny è su Youtube

The forgotten front – La resistenza a Bologna (2020)

Un aspetto finora non raccontato del Secondo Conflitto Mondiale: la vita di una città, Bologna, che si trovava sulla cosiddetta Linea Gotica, cioè lo spartiacque tra l’Italia liberata e la dominazione nazifascista. Attraverso documenti e materiali in parte inediti, il documentario ripercorrere le storiche vicende che videro coinvolta tutta la città di Bologna, nel periodo tra il 1943 e il 1945.

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The forgotten front – La resistenza a Bologna è gratuito su Rai Play
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