Fanpage oscurata per un’inchiesta su Durigon

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Fanpage piace e non piace, tuttavia se si parla di censura nel 2021 dobbiamo per forza stare dalla sua parte e soprattutto spargere la voce di quel che è successo. «Il Tribunale di Roma vuole sequestrare e oscurare i contenuti dell’inchiesta Follow The Money del team Backstair di Fanpage.it su Claudio Durigon e sui fondi della Lega», hanno scritto in un articolo, spiegando tutta la situazione che si sono trovati a vivere. La stessa situazione è stata spiegata anche in un video postato sui social.

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Durigon

Pensavamo che dopo il suo essersi auto affossato, non avremmo più sentito parlare di Claudio Durigon. In fin dei conti aveva dato le dimissioni e tutti avevamo ripreso a vivere la nostra vita tranquillamente, tuttavia non sembra essere andata così, poiché proprio oggi veniamo a conoscenza di questa terribile notizia. E no, non stiamo esagerando definendola terribile, perché questa è una vera e propria negazione di libertà di stampa e di opinione, non quello che succede quando vi viene chiesto di non usare slur omofobi e razzisti.

L’inchiesta che riguarda Durigon di Fanpage risale allo scorso luglio. Si chiama Follow The Money e i redattori di una delle testate giornalistiche più famose in Italia e soprattutto sui social avevano mostrato «un video in cui l’onorevole Claudio Durigon diceva a un suo interlocutore che non bisognava preoccuparsi dell’inchiesta della procura di Genova sui 49 milioni di Euro che la Lega avrebbe sottratto allo Stato italiano perché il generale della guardia di finanza “l’abbiamo messo noi”».

Ovviamente una dichiarazione del genere non poteva che creare tantissimo scalpore, soprattutto perché pronunciata da un segretario del governo del primo partito d’Italia. E infatti Fanpage ne aveva accettato tutte le conseguenze, come i giornalisti sono abituati a fare in ogni inchiesta. Hanno ricevuto delle diffide e delle querele, poiché, come hanno scritto, «chiunque si ritenga offeso o diffamato dai nostri articoli ha diritto di far valere le sue ragioni in un Tribunale, e ci sono un giudice e tre gradi di giudizio per accertarlo». Tuttavia la situazione è precipitata.

Fanpage: la censura dell’inchiesta senza un processo

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Fonte: Fanpage

Oggi Fanpage denuncia un atto gravissimo avvenuto in Italia, nel 2021, verso una testata giornalistica. Oggi ai redattori è arrivata una notifica, ovvero il sequestro e l’oscuramento preventivo dell’inchiesta Follow The Money. Perché è gravissimo, perché questi provvedimenti «non dovrebbero essere emessi in un Paese in cui vige la democrazia e la cui Costituzione, perciò, non lo consente». Parliamo spesso della Polonia, della Bielorussia, dell’Ungheria, dell’Afghanistan, ma in Italia a quanto pare la situazione non è così diversa se decidi di colpire una persona che sembra essere ancora fin troppo potente.

L’articolo 21 della nostra Costituzione, recita: «La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure. Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili», allora in che modo è stato deciso il sequestro preventivo di un’inchiesta di Fanpage sebbene non ci sia alcuna ipotesi di reato?

Non si può sequestrare e oscurare il contenuto giornalistico per il reato di diffamazione, come confermato da numerose sentenze della Corte di Cassazione. Non si può sequestrare e oscurare in via preventiva, prima che la verità sia accertata. Non si può sequestrare e oscurare perché non vi è più l’esigenza cautelare, in quanto il video e la notizia sono stati ripresi da più giornali, circolano in rete e sono quindi di dominio pubblico. E non si può procedere contro ignoti, come ha fatto il Pm, quando gli autori dei servizi sono noti come lo è il direttore e possono difendersi se indagati, ma non possono se non sono iscritti.

Fanpage

Fanpage e tutto il mondo giornalistico, e non solo, adesso chiede risposte e le pretende subito, perché in uno Stato civile una cosa del genere non è minimamente accettabile. «Quanto sta accadendo a Fanpage.it altro non è se non una intollerabile violazione del diritto di cronaca», ha scritto il senatore del Gruppo Misto, Sandro Ruotolo, in una nota firmata insieme allo scritto Maurizio De Giovanni, mandando anche la sua «solidarietà per la decisione del Giudice delle indagini preliminari del tribunale di Roma che vuole oscurare i contenuti dell’inchiesta giornalistica Follow The Money sui fondi della Lega e su Claudio Durigon».

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Fonte: Fanpage

Anche Valeria Fedeli, senatrice del PD, ha scritto un tweet ritenendo «gravissimo e anticostituzionale l’oscuramento dell’inchiesta di @fanpage su #Durigon ordinato da un gip di Roma. Art 21 dice che la stampa non può essere sottoposta ad autorizzazioni o censure. Questa lo è e in democrazia ogni attacco al diritto di cronaca non è accettabile.» Invece di piagnucolare quando viene chiesto di non dire degli slur omofobici, misogini o razzisti perché sono irrispettosi nei confronti di altre persone, proviamo a unirci tutti insieme, dalla destra alla sinistra, per far sì che venga fatta giustizia su questa situazione, affinché non si ripeta mai più. Solidarietà a Fanpage.

Autore

  • Giulia, 22 anni, blogger. Amo scrivere, leggere, guardare serie tv e anime, i gatti e seguire le giuste polemiche. Instagram: @murderskitty

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