Facebook punta sull’Europa per il “metaverso”: saranno assunti 10mila lavoratori in 5 anni

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I vicepresidenti di Facebook Nick Clegg e Javier Olivan hanno annunciato che l’Europa «sarà messa al centro dei nostri piani per aiutare a costruire il metaverso, la piattaforma informatica del futuro, una nuova generazione di esperienze virtuali interconnesse che utilizzano tecnologie come la realtà virtuale e aumentata». Questo significa che nei prossimi cinque anni saranno a disposizione dell’Unione Europea 10.000 posti di lavoro per aiutare a costruire la piattaforma informatica chiamata il metaverso.

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Fonte: pexels

Vi abbiamo parlato proprio recentemente di quello che sta passando Facebook, un periodo non poi così fluente. Tralasciando il down che ha colpito i server del social, di Whatsapp e di Instagram, c’è anche Frances Haugen, la talpa di Facebook, ex ingegnere informatico, second cui il social starebbe da anni scientemente ingannando gli investitori e gli azionisti manipolando i dati sul numero di utenti effettivamente iscritti e attivi. Per questo motivo ha presentato un esposto alla SEC, ovvero l’authority della borsa statunitense, per denunciare questa situazione. 

«I vertici della compagnia sanno come rendere Facebook e Instagram più sicuri, ma non apporteranno i cambiamenti necessari perché hanno messo i profitti astronomici davanti alle persone. Nessuna autorità può affrontare il problema, perché Facebook non vuole che sappiano abbastanza sulle sue cause: altrimenti non ci sarebbe stato bisogno di un whistleblower», ha detto, chiedendo anche l’aiuto del Congresso. «Non c’è nessuno al momento che possa chiedere conto della responsabilità a Mark Zuckerberg, tranne lui stesso».

«La quotazione in borsa di Facebook si basa quasi interamente sulle proiezioni dei ricavi futuri delle inserzioni pubblicitarie», ha detto la talpa. Continua, poi: «Facebook sta manipolando alcune delle metriche principali, agli investitori e agli inserzionisti vengono proposti numeri non corretti. La manipolazione dei dati riguarda anche il numero di contenuti prodotti e la crescita del numero di utenti individuali iscritti e attivi (soprattutto per le demografiche di maggiore valore».

L’iniziativa del metaverso e soprattutto la decisione di Facebook di assumere tantissima gente, tra cui anche tanti italiani, sarà abbastanza per poter far dimenticare agli utenti di questo periodo di secca?

Facebook e il metaverso

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Fonte: pexels

L’azienda di Mark Zuckerberg ha spiegato che «nell’iniziare il viaggio per trasformare il metaverso in una realtà, una delle più urgenti priorità per Facebook è quella di trovare ingegneri altamente specializzati: non vediamo l’ora di lavorare con i governi di tutta l’Ue per trovare le persone giuste e i mercati giusti per portare avanti questo obiettivo, come parte di una prossima campagna di reclutamento che avverrà in tutta la regione». Ma, sicuramente, molti di voi si staranno chiedendo: cos’è il metaverso?

È lo stesso social a dare una definizione al metaverso, ovvero «un set di spazi virtuali dove si può creare ed esplorare con altre persone che non sono nel nostro stesso spazio fisico», quindi un posto online in cui tutto è possibile: «interagire con gli amici, lavorare, giocare, imparare, comprare, creare e molto altro», insomma un modo per far comunicare le persone con il mondo fisico, aggiungendo anche dei dettagli digitali. In più però, sarà possibile anche avere delle esperienze in una galassia virtuale iperconnessa.

Clegg e Olivan hanno affermato che «questo investimento è un voto di fiducia nella forza dell’industria tecnologica europea e nel potenziale del talento tecnologico europeo. L’Europa è estremamente importante per Facebook» e, a testimonianza di ciò, ci sono anche gli investimenti messi in campo dalla società come «il laboratorio europeo di ricerca sull’intelligenza artificiale in Francia e la sede dei Facebook Reality Labs a Cork».

«La regione sarà messa al centro dei nostri piani per aiutare a costruire il metaverso che ha il potenziale di aiutare a sbloccare l’accesso a nuove opportunità creative, sociali ed economiche. Questo investimento è un voto di fiducia nella forza dell’industria tecnologica europea e nel potenziale del talento tecnologico europeo. Una delle più urgenti priorità è quella di trovare ingegneri altamente specializzati, una campagna di reclutamento avverrà in tutta la regione».

Menlo Park

Luca Colombo, responsabile di Facebook Italia, ha invece affermato: «Questo è un voto di fiducia nella forza dell’industria tecnologica e nel talento europeo, anche dell’Italia. Facebook è all’inizio di un percorso entusiasmante per contribuire a costruire la piattaforma informatica del futuro e saranno i talenti europei a plasmarla fin dall’inizio». Tuttavia, non a tutti piace quest’idea. Infatti si pensa che l’azienda stia monopolizzando il mondo. Il social risponde dicendo che «nessuna azienda possederà e gestirà da sola il metaverso» e che «come internet, le sue caratteristiche principali saranno l’apertura e l’interoperabilità».

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Facebook poi ha ricordato che «le aziende europee sono all’avanguardia in diversi campi, che si tratti della biotecnologia tedesca che ha contribuito a sviluppare il primo vaccino mRrna (contro il coronavirus, ndr) o della coalizione di neo-banche europee che stanno facendo da apripista al futuro della finanza. La Spagna sta assistendo a livelli record di investimenti in startup che soddisfano qualsiasi bisogno, dalla consegna di generi alimentari online alla neuro-elettronica, mentre la Svezia è pronta a diventare, entro il 2023, la prima società al mondo senza contanti».

È auspicabile che Facebook non sia l’unico soggetto che va a realizzare pezzi di metaverso, ma che tutti possano concorrere a farlo. Il web è una tecnologia che è di tutti: sul web a tutte le aziende è permesso di sviluppare i propri progetti. Il web nasce come lavoro del Cern messo nel pubblico dominio. Sarebbe importante che Facebook facesse un lavoro del genere mettendo il metaverso nel pubblico dominio, così da consentire a tutti di costruire il proprio pezzettino di metaverso. Altrimenti, se quello di Facebook dovesse diventare nel tempo il metaverso e noi volessimo farci qualcosa, dovremmo pagare un dazio a Zuckerberg: non si tratterebbe di creare un mondo, ma di comprare pezzetti di un mondo già colonizzato da Facebook.

E voi cosa pensate di questa situazione? Ritenete che sia una buona possibilità per l’Italia e per l’Europa?

Autore

  • Giulia, 22 anni, blogger. Amo scrivere, leggere, guardare serie tv e anime, i gatti e seguire le giuste polemiche. Instagram: @murderskitty

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