Erasmus: il mio primo convegno

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Bentornati nel nostro appuntamento settimanale con l’Erasmus! Questa penultima settimana di novembre non è stata poi così fruttuosa, più che altro perché i primi giorni li ho passati a riprendermi da Budapest, dove non avevo assolutamente dormito. Vi dico solo che quando sono andata alla lezione delle 10, ho rischiato di addormentarmi, e non perché la lezione fosse noiosa. Anzi, è una delle mie preferite, adoro come spiega la professoressa, adoro l’argomento, ma davvero avevo troppe poche ore di sonno. Per il resto, la parte più importante di questa settimana è stata mercoledì. Ora ci arriviamo.

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Siamo ritornati alla Sfinge

Come è iniziata questa settimana ve l’ho ovviamente già detto perché lo scorso articolo della rubrica Erasmus è uscito lunedì invece di domenica, poiché ero in viaggio, per cui partiamo da martedì. Martedì ho continuato a recuperare le ore di sonno che lunedì non sono riuscita ad avere poiché avevo lezione (ma comunque ho fatto una bella pennichella nel pomeriggio), e poi mi sono incontrata con una docente del mio scorso Erasmus perché insieme abbiamo partecipato a un convegno con un saggio scritto da me per il suo esame, con ovviamente alcune sue modifiche e con delle aggiunte.

Il convegno è stato mercoledì, per cui tutta quella giornata è stata dedicata alla mia preparazione psicologica per parlare davanti a tante persone. Giovedì vacanza, era una qualche festa in Croazia (o a Zadar, non lo so, ma il bello di essere in Erasmus all’estero è anche questo), per cui relax (o meglio, studio). Venerdì lezione e poi sono stata nel cafè della biblioteca a studiare, poiché il wifi funziona molto meglio rispetto a quello di casa. Sabato spesa e poi un po’ di relax in casa (e ho cucinato anche delle cose molto buone, finalmente). Domenica pranzo con le mie amiche a mensa e poi sempre studio.

L’unica cosa triste di questa settimana è che questa notte il mio ragazzo parte e ritorna in Italia, ma almeno farà lo stesso percorso che dovrò fare io fra tre settimane, per cui lo userò come cavia. Scherzo, dai (o forse no). Sono comunque un po’ triste che se ne vada, ormai mi ero abituata alla sua presenza qui e dovrò riabituarmi a essere sola, a dover cucinare sola, a dover portare le pesanti buste della spesa sola. Insomma, come tutte le altre studentesse Erasmus, e non solo. Ma è solo per altre poche settimane. Vediamo comunque nel dettaglio alcune cose successe.

Erasmus: il mio primo convegno

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Sì, in Croazia le opere d’arte non sono “protette”, per cui puoi “interagirci”

Partiamo dal presupposto che è stato online, quindi diciamo che questo ha contribuito a non farmi avere troppa ansia, anzi, in realtà mi veniva da ridere. No, ma sul serio. Stavo per morire dal ridere. Rido anche solo se ci penso adesso. In partica io avevo la grande responsabilità di recitare le poesie di Grazia Stella Elia, inclusa una in dialetto casalino. Io sono di Brindisi. Mi sono letteralmente fatta inviare degli audio da dei miei amici di lì per comprendere l’accento e ho completamente trascritto le loro pronunce.

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Anche il mio ragazzo con la Sfinge

È stato comunque bello, soprattutto perché al convegno ha partecipato il professor Caon che io ho studiato proprio due settimane fa, per cui trovarmelo davanti a spiegare un argomento che io avevo studiato poco prima, è stato davvero emozionante. Mi sono sentita più euforica di quando mi sono trovata davanti i Maneskin, e non sto scherzando. Sarà questo che mi ha fatto comprendere che forse la mia strada è diventare un’insegnante di italiano L2/LS. Sinceramente mi ci vedrei molto bene.

Per il resto la settimana è stata molto tranquilla. Ho finito il mio seminario e mi sono anche prenotata per l’esposizione, ho studiato abbastanza, ho scritto la mia tesi, ho fatto il power point sui gradi di scuola in Italia. Cose interessanti, ma niente di che rispetto alla precedente. Sono comunque felice, mi sento molto felice in questo secondo Erasmus, sento di essere al mio posto, con le persone giuste (non sto dicendo che quelle dello scorso Erasmus fossero cattive, semplicemente non eravamo troppo in sintonia).

Spero di avere più notizie la settimana prossima, vi anticipo già che mercoledì sarà di nuovo festa, e io andrò a una festa organizzata da una ragazza che è venuta a Budapest insieme a noi. Poi a dicembre si inizia con gli esami, ma non mi sento troppo ansiosa sinceramente. Stranamente sto studiando volta per volta (è quello che succede quando ti piace quello che studi e i docenti ti trattano come se fossi un essere umano, probabilmente), per cui non ho ansia. In ogni caso, alla prossima! Non vedo l’ora di raccontarmi la mia nuova settimana in Erasmus.

Autore

  • Giulia, 22 anni, blogger. Amo scrivere, leggere, guardare serie tv e anime, i gatti e seguire le giuste polemiche. Instagram: @murderskitty

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