Doppio femminicidio a Castelfranco: uomo spara a moglie e figlia

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Pochi giorni. Sono passati pochissimi giorni da un altro doppio femminicidio, ed ecco che oggi piangiamo altre due donne, ascoltiamo le solite storielle che ci raccontano i politici su quante donne muoiano. Ma poi nessuno ci protegge. «Lei aveva paura, oggi ci sarebbe stata la sentenza di separazione e proprio ieri sera la ragazza mi diceva che lui, il marito della madre, avrebbe potuto fare di tutto, perché è una persona cattiva», ha detto l’amica e vicina di casa di Renata Alexandra Trandafir, 22enne uccisa insieme alla madre, Gabriela, 47enne, dal marito.

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Durante gli ultimi due anni i casi di femminicidio sono aumentati fin troppo, e sapete quali sono state le reazioni di alcuni cittadini (uomini e donne) italiani? «È normale che i femminicidi aumentino, siamo stati chiusi in casa per due anni», scrivono alcuni. Altri invece aggiungono che «le donne sono insopportabili, quindi gli uomini raggiungono il limite della sopportazione». Femminicidio e victim blaming, come è stato fatto alla giovanissima Roberta Siragusa. In altri casi, invece, si tende semplicemente a umanizzare l’assassino.

In occasione della Giornata contro la violenza sulle donne la Polizia Criminale ha postato sul sito del Viminale i dati che vanno dal 1° gennaio 2021 al 21 novembre 2021, secondo cui su un totale di 263 omicidi volontari compiuti in Italia il 35% (quindi 93) sono femminicidi. “Ma è sempre un omicidio, non è un femminicidio“. Apriamo quest’altra parentesi per chi ancora non ne conosce la differenza. Se un giorno decidi di uccidere una persona a caso che incontri per strada, e per casualità è una donna, quello è un omicidio. Se invece decidi di uccidere la tua fidanzata perché vuole lasciarti, quello è un femminicidio.

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Lidia Miljkovic e Gabriela Serrano sono state uccise qualche giorno fa dallo stesso uomo. Prima del femminicidio, qualche anno prima di questo doppio femminicidio, Lidia Miljkovic era stata brutalmente picchiata dall’ex marito, e lui l’aveva persino denunciata per “presunto abbandono dei figli”. A rivelarlo è stato il titolare della ditta per cui la donna lavorava, specializzata in catering. Benedetto Mondello, il titolare, ha rivelato ai giornalisti che lui le «aveva fracassato il cranio». Nel 2019 poi lei aveva ottenuto il divieto di avvicinamento per l’assassino.

Ennesimo femminicidio in Italia

Renata Alexandra Trandafir e Gabriela Trandafir. Rispettivamente figlia e madre di 22 e 47 anni. Entrambe sono state trovate senza vita in casa e morte per colpi di arma da fuoco nel comune di Castelfranco Emilia, in provincia di Modena. L’assassino è il marito della donna (non padre della figlia), Salvatore Montefusco, imprenditore edile. I vicini hanno parlato delle paure della ragazza, che descriveva l’uomo come «una persona cattiva, succederà qualcosa, è capace di tutto».

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Le due donne di origine rumena sono state uccise intorno a mezzogiorno di oggi, e secondo le informazioni trapelate l’uomo di 69 anni si è costituito ai carabinieri ed è stato accompagnato in caserma per essere sottoposto a un interrogatorio. Non si sanno ancora i motivi che l’abbiano portato al duplice omicidio, ma oggi, come fa sapere Repubblica, era prevista l’udienza di separazione. Nella famiglia c’è anche un ragazzo minorenne, che fortunatamente non è stato vittima della furia dell’uomo.

I carabinieri sono stati allertati anche dai vicini che hanno sentito degli spari. «Lei aveva paura, oggi ci sarebbe stata la sentenza di separazione e proprio ieri sera la ragazza mi diceva che lui, il marito della madre, avrebbe potuto fare di tutto, perché è una persona cattiva», ha detto l’amica e la vicina di casa della vittima del femminicidio più giovane. Quando avremo più informazioni, anche sul movente, vi aggiorneremo. Intanto, però, non possiamo che essere arrabbiati per tutte le donne che stanno venendo uccise da uomini che avrebbero dovuto solo rispettarle.

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