Assolto Cristian Filippo: coltivava cannabis per motivi di salute

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Leggendo la storia di Cristian Filippo, ricordatevi quali partiti politici sono contro la legalizzazione della cannabis, hanno votato contro la legalizzazione lo scorso febbraio e che continua a farne una campagna politica di ignoranza nel proprio programma elettorale. Cristian Filippo è un giovane di 26 anni affetto da fibromialgia ed è divenuto noto al pubblico perché nel 2019 è stato arrestato dai carabinieri di Paola (provincia di Cosenza, in Calabria) con l’accusa di coltivazione e detenzione a fine di spaccio di sostanze stupefacenti, ma lui la utilizzava solo per alleviare i dolori provocati dalla sua patologia.

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A febbraio fu definito inammissibile il referendum sulla cannabis legale, così come quello sull’eutanasia. Ovviamente in un’Italia che si definisce un paese civile ma che non ha il coraggio e la forza di andare verso il progresso, ma soprattutto contro le mafie o il fascismo, questo non stupisce più di tanto. Perché come si nega l’esistenza del fascismo, quanti sono i politici che possono davvero dire di andare contro le mafie? E no, non rispondete Matteo Salvini, perché l’unica cosa che fa è indossare una mascherina con la foto di Paolo Borsellino.

Qualche mese fa, quindi, il referendum sulla cannabis illegale, che dà tanto sollievo alle persone con diverse malattie come Cristian Filippo, fu bocciato. Di cosa dobbiamo vergognarci? Di come dei politici che dovrebbero essere contro la mafia e soprattutto contro lo spaccio (visto che rompono le scatole ogni giorno), abbiano fatto di tutto per far sì che la cannabis diventasse legale, quindi togliendola dagli spacciatori illegale che dovrebbero trovarsi un altro lavoro, rendendo le strade più sicure e, soprattutto, togliendo soldi alla mafia.

«Le politiche proibizioniste italiane non hanno scalfito un mercato che conta 6.1 milioni di consumatori in Italia, ma all’opposto hanno criminalizzato i cittadini, riempito le carceri, intasato i tribunali e spinto i giovani nelle mani della criminalità organizzata», leggiamo nell’appello destinato a parlamentari e istituzioni di megliolegale.it. «L’uso della cannabis in Italia è già libero, noi firmatari chiediamo di renderlo legale e sicuro», aggiungono, chiedendo ai parlamentari di farsi avanti «per il rispetto dei nostri diritti di iniziativa legislativa aderendo all’intergruppo Parlamentare per la legalizzazione e avviando un dibattito serio e responsabile su questo tema».

Cristian Filippo è stati assolto perché il fatto non sussiste

La sentenza sul caso di Cristian Filippo è stata emessa dal giudice monocratico di Paola, Carla D’Acunzio, che ha accolto la richiesta del difensore del giovane, Gianmichele Bosco. Anche il sostituto procuratore di Paola ne aveva chiesto l’assoluzione. Il ragazzo era stato arrestato all’inizio di giugno 2019, perché aveva coltivato 2 piantine con le quali ricavava la sostanza utile ad attenuare i dolori della sua malattia cronica. Rischiava fino a sei anni di carcere, sebbene la terapia a base di cannabis fosse per lui una necessità.

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Dal 2019 fino a oggi, Cristian Filippo ha portato avanti la sua battaglia in Tribunale, sostenuto dall’associazione Meglio Legale che gli ha offerto assistenza legale tramite il lavoro dell’avvocato Gianmichele Bosco, del Foro di Catanzaro. Più volte, ha dichiarato che quella piccola coltivazione gli serviva semplicemente perché non riusciva a ottenere lo stesso trattamento tramite il Sistema Sanitario Regionale, in quanto la Calabria è una delle tre regioni che non hanno recepito le direttive del Ministero della Salute per la cannabis terapeutica.

«Milleduecento giorni. Dal giugno 2019 ad oggi ci sono voluti milleduecento giorni per stabilire che Cristian era innocente. Non è solo il tempo a pesare in questa storia: è lo stigma che rovina la vita persino a chi della cannabis ha bisogno per curarsi. È il pregiudizio fatto proprio dalle istituzioni, da chi non vede l’assurdità di un sistema che impegna forze dell’ordine, avvocati, tribunali per processare un ragazzo che non era certo uno spacciatore e che per quella cannabis ha pure una prescrizione medica», ha detto Antonella Soldo, coordinatrice di Meglio Legale.

Cristian Filippo si dice ovviamente «felicissimo di questa assoluzione, c’è voluto molto tempo e l’attesa di questo momento non è stata facile. Questa conclusione è un messaggio importante, non solo per me, ma per tutte le persone che si trovano nelle mie condizioni: la mia è stata una necessità. Ho voluto sopperire a una mancanza e l’ho voluto fare senza andare nelle piazze di spaccio. Speriamo che in Italia altri non si ritrovino nelle mie situazioni, sono stati tre anni d’inferno».

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L’avvocato Gianmichele Bosco commenta: «Finalmente è stata fatta un po’ di giustizia per Cristian Filippo che da anni subisce vessazioni dovute a una legislatura che non tutela chi utilizza canapa per scopro terapeutico. Speriamo che questa sentenza possa aiutare il legislatore affinché intervenga in merito, non è giusto che questi soggetti abbiano una duplice difficoltà: data dalla malattia e dalla difficoltà nell’avere una terapia». Cristian Filippo è riuscito a vincere contro una regione e un’Italia retrograda, che si dice dalla parte del malato, ma solo di quello ormai morto.

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