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#congiuntifuoriregione: un anno e un lockdown dopo

Ne abbiamo parlato più volte: i congiunti fuori regione sono alcune delle persone che più sono state discriminate nell’ultimo anno. Mentre in zona gialla o arancione tutte le coppie o le famiglie si sono potute riunire, chi ha degli affetti fuori dal confine regionale non vede i suoi cari da mesi, da prima di Natale, da quando è stata istituita la zona gialla rafforzata, che sembra essere stata creata giusto giusto per vietare alle persone di ricongiungersi.

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Photo by RODNAE Productions on Pexels.com

Davvero è più pericoloso aprire tutti i negozi (sia chiaro: nulla contro le aperture, è solo un esempio) e far fare degli assembramenti nelle piazze senza dire nulla di far spostare una singola persona che vuole solo abbracciare i propri affetti, magari facendo anche prima il tampone? Mi sono anche stancata di ripeterlo: i congiunti fuori regione li riconosci perché sono quelli che indossano sempre la mascherina ed evitano gli assembramenti, perché durante il primo lockdown sono quelli che più hanno sofferto.

Torniamo indietro nel tempo, quando a maggio 2020 il lockdown è finito e le persone hanno avuto il permesso di vedere i propri affetti, con la deroga di ricongiungimento. Lo ricordate come, all’improvviso, amici e amiche sono diventati fidanzati o parenti? Perché io lo ricordo. Io ero chiusa in casa ad attendere che qualcuno si ricordasse che esistono anche persone meno fortunate che hanno dei parenti o dei partner fuori regione, mentre nella mia città chiunque faceva quel che gli pareva.

Sapete quando noi congiunti fuori regione abbiamo potuto rivedere i nostri partner, lo scorso anno? A giugno, insieme ai turisti. Quante volte ancora devo ripetere che non siamo turisti? Quante volte devo provare a lottare per i miei diritti e quelli di tutte le persone che si trovano in questa situazione? Quante volte ancora saremo dimenticati, per quanto ancora non potremo vedere i nostri parenti o partner?

Congiunti fuori regione: l'”abitazione”

In molti adesso penseranno «sì, ma adesso puoi spostarti con la deroga dell’abitazione» e hanno assolutamente ragione. Io mi sono tranquillamente spostata con la deroga dell’abitazione e non ho mai avuto alcun problema, tuttavia non tutti vivono la mia situazione. C’è chi non può considerare la casa del partner come un’abitazione, c’è chi è ancora molto giovane, dipendente dai genitori e quindi deve avere il loro consenso per provare a partire.

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Ma non solo. Quante volte abbiamo chiesto informazioni e ci è stato detto «dipende da chi ti ferma»? Ma come può dipendere da chi ci ferma? Davvero noi dobbiamo spendere dei soldi, tanti soldi, per un biglietto e poi affidarci al destino? Poi la multa ce la paga chi ci dice che «dipende da chi ti ferma»? Fortunatamente a molti è andata bene, in fin dei conti abbiamo l’articolo 328 del codice penale dalla nostra parte e se andiamo dal giudice di pace ci sono alte probabilità che annulli la multa, tuttavia non tutti se la sentono di rischiare.

Tra l’altro c’è anche chi non ha la possibilità di stare a casa del partner, magari per problemi con i genitori et similia, per cui se dovesse spostarsi con l’abitazione non avrebbe modo di dimostrare che c’è un’abitazione in cui risiede abitualmente. E voi ve la sentireste di rischiare? Un altro caso è quello delle famiglie. L’abitazione va frequentata periodicamente, ma se, ad esempio, una famiglia si sposta ogni tot mesi, magari per le festività (a Natale quindi non ha avuto la possibilità di spostarsi), non può chiamare quella casa come abitazione.

Vorrei anche aggiungere il fatto che non è giusto, non è giusto che siamo considerati come un’abitazione e non come una coppia o una famiglia, ciò che siamo davvero. Non è giusto che non venga fatta una deroga per farci abbracciare chi amiamo, che dopo più di un anno i congiunti fuori regione siano ancora considerati alla pari del turismo. Se questo è il governo dei migliori ci dimostri che pensa davvero a tutti i cittadini e che non esistono coppie di serie A o di serie B.

Perché come il Covid-19 è pericoloso fuori dalla regione, lo è anche all’interno, per cui per quale motivo noi non possiamo vedere chi amiamo, ma chi vive nella stessa città o regione ne ha avuto la possibilità?

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Adesso la gran parte dell’Italia è in zona rossa, le coppie e le famiglie saranno comunque di nuovo separate, tuttavia, prima o poi, diventeremo di nuovo zone gialle. Non facciamo come l’anno scorso. Non considerate noi congiunti fuori regione ancora dei turisti, non lasciateci in bilico ai nostri pensieri continuando a rimandare ancora e ancora la data in cui si aprono le regioni. Va bene, non permettete gli spostamenti per turismo. Ma fate una deroga per permetterci di vedere le persone che amiamo. Anche noi ne abbiamo il diritto.

In tutta Europa esistono delle deroghe, cos’abbiamo noi congiunti fuori regione di diverso? Ursula von der Leyen, la Presidente della Commissione Europea, aveva esplicitamente chiesto di creare delle deroghe perché l’amore non è turismo. Ma a quanto pare per l’Italia questo non vale. Per l’Italia le coppie sono solo quelle sposate o che convivono, solo quelle che possono vedersi ogni giorno. Meritiamo di essere felici e di amare, soprattutto in questo difficile periodo.

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Giulia

Giulia, 22 anni, blogger. Amo scrivere, leggere, guardare serie tv e anime, i gatti e seguire le giuste polemiche. Instagram: @murderskitty

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