L’inutile polemica sulla circolare per parlare di un articolo della Costituzione: educare al rispetto non è un’ideologia

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Non siamo troppo sorpresi dalla polemica sulla circolare che invita le scuole a parlare di rispetto ed educazione, ma soprattutto della nostra Costituzione. Non siamo sorpresi, perché le stesse destre hanno dimostrato in più occasione di non aver alcun rispetto ed educazione nei confronti di una fetta di popolazione. Tuttavia, leggere dei commenti in cui si ritiene addirittura che parlare di educazione e rispetto in una scuola serva a compromettere gli adolescenti, è davvero inaccettabile.

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Ne abbiamo lette davvero di tutte. «Non mandiamo i bambini a scuola», «I genitori comunque continueranno a fare la loro parte da casa…li abbiamo per molto più tempo e non è che i ragazzi di oggi si bevano proprio tutto», «Non mi immischio io nella sessualità dei miei figli, ci mancherebbe che lo facesse un estraneo. Se la fanno veramente faccio un casino che la metà basta», commenti che dimostrano quanta ignoranza ci sia in Italia. Ignoranza, e anche poca voglia di leggere una circolare.

Perché, vedremo, nella circolare si chiede di parlare di discriminazioni e della Costituzione italiana, siamo davvero curiosi di sapere in che modo parlare di «temi legati alle discriminazioni, al rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali» possa far diventare i ragazzi omosessuali. Tralasciando il fatto che non si può diventare omosessuale, lesbiche, transgender. Lo si è, e basta. Sapere dell’esistenza di persone LGBT, può solo aiutare i ragazzini a comprendersi, e altri a educarsi, dove neanche i genitori riescono ad arrivare.

E certamente, i genitori non sono sempre in grado di educare al meglio i propri figli, altrimenti non esisterebbero il bullismo, l’omofobia, il razzismo. Ovviamente, non diamo sempre la colpa ai genitori, i ragazzi ormai sono abbastanza intelligenti da capire da soli cos’è giusto e cos’è sbagliato, ma a volte non basta ed è necessario che la scuola intervenga. Addirittura, qualcuno ha pensato che sia meglio la «scuola parentale. Insegna di più una frase di tuo padre, un commento, che una lezione superficiale. Figuriamoci poi dannosa».

Circolare contro l’omotransfobia: le destre non hanno compreso la differenza fra rispetto e plagio

Domani sarà la Giornata internazionale contro l’omotransfobia, e nel DDL Zan si chiedeva che si parlasse nelle scuole delle discriminazioni a cui sono sottoposte le persone LGBT, in modo da educare gli studenti al rispetto sin da bambini. Si chiedeva che si parlasse delle persone LGBT, facendo sapere della loro esistenza e probabilmente anche distruggendo la cattiveria di alcuni luoghi comuni, come quelli che li vede additati come “femminucce” o, nel caso delle donne lesbiche, come “maschiacci“.

Tuttavia, si pensava che con la bocciatura del decreto non si sarebbe parlato di rispetto ed educazione, ma così non è stato. Il ministero dell’Istruzione ha inviato a tutte le scuole italiane di ogni ordine e grado una circolare per «creare occasioni di approfondimento con i propri studenti sui temi legati alle discriminazioni, al rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali». Dove viene scritto che bisogna parlare di persone LGBT? Dov’è che, come fa sapere il partito della Meloni, si promuove «l’ideologia gender»?

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Paola Frassinetti ed Ella Bucalo, responsabili del dipartimento Istruzione e della Scuola di FdI, insieme alla senatrice Isabella Rauti, responsabile dipartimento Pari Opportunità, Famiglia e valori non negoziabili, hanno definito come «sconcertante la circolare del ministero dell’Istruzione guidato da Patrizio Bianchi con la quale si invitano le scuole di ogni ordine e grado a celebrare il prossimo 17 maggio la ‘Giornata internazionale contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia’. Un tentativo inaccettabile di far rientrare dalla finestra quello che il Parlamento italiano ha fatto uscire dalla porta: il ddl Zan».

Aggiungono che «Fratelli d’Italia presenterà immediatamente interrogazioni alla Camera e al Senato chiedendo al ministro Bianchi di ritirare questa circolare con la quale si vorrebbero spalancare le porte delle scuole all’ideologia gender. Inoltre invitiamo le famiglie a prestare attenzione e a pretendere che qualsiasi iniziativa proposta dagli istituti scolastici preveda il consenso preventivo informato dei genitori». Ovviamente, però, anche la Lega fa sentire la propria voce.

Il sottosegretario all’istruzione Rossano Sasso, esponente della Lega ha scritto su Facebook che «un conto è combattere e condannare giustamente ogni tipo di discriminazione; un altro è fare propaganda di genere attraverso attivisti Lgbt ideologizzati cari a Pd e M5s. Se Pd e M5s vogliono imporre il ddl Zan, devono farlo votare in Parlamento e non sponsorizzarlo negli uffici del ministero. Esiste il consenso informato e bisogna avere rispetto dei genitori e del patto educativo di corresponsabilità, così come bisogna avere rispetto dell’art. 29 della Costituzione».

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Arriva anche la risposta dalla sinistra. La senatrice Alessandra Maiorino, coordinatrice del comitato per le politiche di genere e per i diritti civili del M5s ha scritto che «l’unico vero scandalo è chi vorrebbe insegnare invece la discriminazione ai nostri ragazzi e alle nostre ragazze, chi vorrebbe deturpare la loro naturale propensione all’apertura verso il mondo e alla sua meravigliosa varietà con un concetto gerarchico di essere umano, dove alcuni sono meno umani degli altri, e quindi non possono godere degli stessi diritti». Ritiene «osceno che protestino verso questa iniziativa del ministero, che si fonda, come ricorda la stessa circolare, sull’articolo 3 della nostra Costituzione». Anche Barbara Floridia, senatrice del M5S, ha scritto che

«È triste assistere alle strumentazioni della Lega e dei giornali di destra, che in queste ore gridano allo scandalo per una circolare del ministero dell’Istruzione che invita le scuole a creare occasioni di approfondimento in ogni scuola di ogni ordine e grado. Sono centinaia nel nostro Paese le aggressioni e le violenze a sfondo omofobo, molte delle quali avvengono purtroppo in ambiente scolastico. Anche per questo la scuola ha il dovere di lottare contro l’isolamento e contribuire a un dibattito lucido e consapevole tra gli studenti.

La posta in gioco è seria, le conseguenze dell’omofobia e della transfobia sono note: emarginazione, insuccesso o abbandono scolastico, fino a comportamenti autolesionisti o addirittura suicidi. Da parte mia piena sintonia con la circolare del ministero dell’Istruzione e pieno appoggio a tutte le scuole che metteranno in campo iniziative e attività a sostegno della lotta contro l’omofobia, la transfobia e la bifobia».

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