Barbie: dalle scienziate contro il Covid-19 alle atlete di Tokyo2020, ma manca la rappresentanza asiatica

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Le Barbie sono state il gioco preferito di tanti bambini e bambine in età infantile. Ci divertivamo a creare tante storie con quelle perfette donne che non rappresentavano esattamente la bellezza naturale e soprattutto che, in genere, erano solo delle belle principesse. Oggi, invece, il brand ha rilasciato delle Barbie con i volti delle dottoresse che hanno lottato contro il Covid-19 e anche una serie di bambole inclusive che rappresentano le atlete delle Olimpiadi di Tokyo 2020. Peccato, però, che si siano dimenticati della rappresentanza asiatica e quindi abbiano rovinato tutto il lavoro di inclusività che stavano cercando di attuare.

Da bambini amavamo giocare con le Barbie e amavamo guardare anche i film con protagonista la bionda che passava dall’essere una principessa a una pittrice a una ballerina e ultimamente anche una rockstar, tuttavia oggi il mondo è, fortunatamente, più inclusivo. La Barbie non è solo bionda con gli occhi azzurri e con un fisico innaturale, ma ne esistono con vari colori di pelle, con diversi tipi di capelli e ovviamente con tanti mestieri. Proprio negli ultimi giorni si è parlato tanto di questo.

Il brand Mattel ha fatto uscire una nuova catena di Barbie con protagoniste le donne della scienza che sono state protagoniste di quest’ultimo anno a causa del Covid-19 e che, mai come ora, hanno ricevuto la riconoscenza che meritano. Sono sei le donne di scienza che sono diventate delle bambole: la dott.ssa Audrey Sue Cruz (USA), la dott.ssa Jaqueline Goes De Jesus (Brasile), la dott.ssa Kirby White (Australia), la prof.ssa Sarah Gilbert (UK), la dott.ssa Chika Stacy Oriuwa e l’infermiera Amy O’Sullivan.

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Insieme a loro, però, sono divenute delle Barbie anche alcune atlete che hanno partecipato alle Olimpiadi di Tokyo. Questa è una collezione molto inclusiva, o meglio così dovrebbe essere. Sono cinque bambole che rappresentano cinque sport introdotti ai giochi olimpici quest’anno per la prima volta: baseball/softball, arrampicata sportiva, karate, skateboard e surf. Tuttavia, pur considerando che sono definite «inclusive e innovative» dai loro creatori, in realtà manca proprio la rappresentanza asiatica e, considerando che le ultimo Olimpiadi si sono svolte proprio a Tokyo, è una dimenticanza pazzesca.

Da bambini non abbiamo mai pensato: «non esiste una Barbie nera» o «non esiste una Barbie con tratti orientali», più che altro perché noi siamo bianchi e occidentali e quindi ci sentivamo rappresentati da quella bambola con cui giocavamo. In un modo o in un altro riuscivamo a immaginare di essere lei. Per questo leggere oggi commenti come “che esagerazione” in merito a questa vicenda mi fa pensare che manchi empatia nel mondo. Perché una bambina occidentale può giocare con un gioco simile a lei, ma una bambina asiatica deve comunque giocare con quella occidentale?

Barbie: dalle scienziate alle atlete

Le prime Barbie su quest’onda inclusiva a essere rilasciate sono quelle delle scienziate. Lisa Mcknight, vice presidente senior e capo globale di Barbie e Dolls alla Mattel, ha affermato che il brand «riconosce che tutti i lavoratori in prima linea hanno fatto enormi sacrifici per affrontare la pandemia e le sfide che ha accresciuto. Per far luce sui loro sforzi, stiamo condividendo le loro storie». Le bambine potranno quindi immaginare di essere delle dottoresse, delle professoresse o delle infermiere, quelle persone che in questi mesi ci hanno aiutato ad andare avanti.

Una delle protagoniste di questo progetto, la prof.ssa Sarah Gilbert, ha affermato di essere orgogliosa di essere divenuta una Barbie: «Sono orgogliosa di ispirare la prossima generazione di ragazze nelle carriere STEM e spero che i bambini che vedono la mia Barbie si renderanno conto di come le carriere vitali nella scienza esistono per aiutare il mondo intorno a noi. Il mio desiderio è che la mia bambola mostri ai bambini carriere di cui potrebbero non essere a conoscenza, come un vaccinologo.»

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Tuttavia, se da una parte hanno centrato l’obiettivo promuovendo queste nuove bambole con dei mestieri che non avevano mai preso in considerazione, includendo anche le curve e le diversità nelle acconciature, dall’altra hanno sbagliato con le atlete olimpiche. Perché, sì, è bello che abbiano inserito diverse tonalità di pelle, gli occhi scuri e chiari, i capelli di colore diverso, ma hanno completamente dimenticato le atlete asiatiche che comunque sono state alcune delle protagoniste di quest’ultima edizione dei giochi, come Sunisa Lee che è la prima hmong-americana che è riuscita a vincere la medaglia d’oro nella ginnastica artistica.

«Non comprerò una Barbie alle mie figlie, non ci rappresentano in alcun modo», ha scritto su Twitter la commissaria della contea di Michigan Macomb, Mai Xiong, immigrata negli Stati Uniti da rifiutata Hmong da quando aveva tre anni. Se quindi da una parte in tante sono soddisfatte di questa nuova collezione che include degli sport che mai erano stati presi in considerazione, dall’altra ci sono delle falle ben evidenti. «La Mattel rende gli #AsianAmericans invisibili mentre pubblicizza la linea di bambole più inclusiva di sempre», scrive l’artista visivo americano giapponese Drue Kataoka.

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In molti, tra l’altro, si domandano come sia potuto succede proprio quest’anno, quando le Olimpiadi si sono svolte proprio in Asia. Ovviamente, però, non tutti si rendono conto della tragicità di questa situazione. Peccato che a non accorgersi di quanto sia importante per una bambina avere una bambola simile a lei, siano proprio quelle persone che una rappresentanza ce l’hanno. Ma alla fine sono i soliti giornali o le solite persone che urlano al politically correct non rendendosi conto che oggi, nel 2021, è più politically uncorrect difendere la comunità LGBT e le minoranze etniche.

«Tokyo 2020 è un evento monumentale che unisce il mondo attraverso lo sport e ispira i fan di tutte le età. La collezione Mattel Tokyo 2020 onora questi sport e ispira una nuova generazione attraverso lo spirito olimpico e l’eccezionale tradizione atletica», ha scritto il Chief Franchise Officer di Mattel Janet Hsu in un comunicato stampa, tuttavia ancora non è arrivata una risposta su questa situazione che include la Barbie asiatica invisibile.

Autore

  • Giulia, 22 anni, blogger. Amo scrivere, leggere, guardare serie tv e anime, i gatti e seguire le giuste polemiche. Instagram: @murderskitty

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