È morto Antonio La Forgia, ex presidente della Regione Emilia Romagna, che all’inizio della settimana aveva cominciato un percorso di sedazione profonda in seguito a una lunga malattia che gli causava tanta sofferenza. L’uomo aveva 78 anni e un tumore. La moglie, Mariachiara Risoldi, aveva spiegato in una lettera che la malattia del marito provocava dolori non contenibili con la terapia antalgica e sottolineando anche che «quello che la legge non contempla è la possibilità di mettere fine alla propria vita in breve tempo».
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Ci lascia Antonio #LaForgia, già presidente della @RegioneER. Uomo colto e garbato, ha rappresentato al meglio la storia politica del centrosinistra della nostra amata Emilia-Romagna. Che la terra ti sia lieve. pic.twitter.com/C0C37Ps5vV
— Andrea Rossi (@andrearossi76) June 10, 2022
Antonio La Forgia: la lettera della moglie
Un dolore troppo lungo
Quadro clinico del 6 giugno 2022. Una metastasi in D10 e sulle costole , raggiunto il midollo, causava una paraplegia , altre sparse lungo la colonna, causavano un dolore in crescita esponenziale non contenibile con la terapia antalgica che non riusciva a tenere il passo con l’aumento dello stesso. Antonio si confronta con la famiglia allargata , a cui è consapevole di arrecare un dolore, ma da cui riceve sostegno e solidarietà e decide di avvalersi della legge 219/2017 rifiutando e sospendendo qualsiasi terapia, ivi incluse quelle salvavita.
Effetto diretto del rifiuto o della sospensione di terapie salvavita, è la morte. Questa, a seconda del trattamento rifiutato o sospeso, non sempre è rapida. Per evitare dolore, nella fase terminale che si viene a creare con il rifiuto o l’interruzione di terapie salvavita, il medico può aiutare il paziente attraverso una sedazione palliativa profonda continua.
Quello che la legge non contempla è la possibilità di mettere fine alla propria vita in breve tempo
Antonio 27 ore fa viene sedato. Gli ultimi quindici minuti ci salutiamo noi. Trentatré anni di vita assieme, un saluto scherzoso. “”Tu lassù non sedurre troppe signore”.
“Quando sarà il momento ti verrò a prendere” sono le ultime parole sussurrate, mentre gli occhi si chiudono.
La mente ironica e brillante di Antonio non c’è più. In una stanza della casa c’è un letto ospedaliero, a fianco le sedie. La famiglia allargata si alterna a fargli compagnia. Ci sente? Soffre? Il viso rilassato fa pensare di no. Ma il respiro è faticoso. Intanto si fa colazione, si pranza, si cena, ci si alterna a dargli carezze.
Quel congedo sereno, amorevole, perfino allegro dopo 26 ore per i familiari assume le sembianze di una inutile tortura.
Mariachiara Risoldi, moglie di Antonio La Forgia
Giulia, 26 anni, laureata in Filologia Italiana con una tesi sull’italiano standard e neostandard, “paladina delle cause perse” e studentessa di Didattica dell’Italiano Lingua non materna. Presidente di ESN Perugia e volontaria di Univox. Amo scrivere, leggere, guardare serie tv e anime, i gatti e seguire le giuste polemiche.
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