Picchia la figlia per anni, il giudice lo assolve: “L’ha fatto per il suo bene”

Condividi

Una ragazza soffre di tossicodipendenza. Sta male, probabilmente neanche si rende conto di star male. Ha bisogno di aiuto. E il padre, un uomo di 71 anni del Salento, per aiutarla, la maltratta e la picchia per anni, e secondo il giudice lo faceva per il suo bene (anche se la picchiava da ancor prima che scoprisse della sua tossicodipendenza). Insieme a lei viene picchiata anche la madre, che aveva la colpa di difenderla. Sul Sussidiario leggiamo che nel 2004 ha malmenato così forte la moglie da procurarle una perdita d’udito. Lui è stato assolto. Italia, Salento, 2023.

padre-picchia-figlia-e-moglie-assolto-salento

Fino a meno di cent’anni fa in Italia era in vigore lo ius corrigendi, ovvero il diritto di un uomo di utilizzare la violenza nei confronti di una moglie o dei figli se questi, secondo il capofamiglia, non erano abbastanza educati. Se gesticolavano troppo, se parlavano di cose non adeguate, se non seguivano gli stereotipi di genere, se non obbedivano, pulivano, cucinavano, andavano bene a scuola e, ovviamente, anche in causa di adulterio, ma solo della moglie. Solo nel 1956 verrà abolito lo ius corrigendi.

Eppure, nell’Italia del 2023, ci troviamo davanti sentenze e conseguenti articoli di giornale con un uomo assolto pur avendo maltrattato per anni figlia e moglie, perché lo avrebbe fatto per il loro bene. La prima perché tossicodipendente, nonostante secondo quanto riportato dalle varie testate le violenze sarebbero iniziate alle scuole medie, quando ancora non era tossicodipendente, e la seconda perché la difendeva quando il marito arrivava persino a picchiarla con una zappa. La violenza non è mai un bene. Non si educa con la violenza, non siamo nel Medioevo, e il fatto che nel 2023 dobbiamo assistere a sentenze del genere è terrificante.

padre-picchia-figlia-e-moglie-assolto-salento

Poi piangiamo per i femminicidi, facciamo articoli commoventi, diciamo che “era un brav’uomo, nessuno poteva immaginare picchiasse moglie e figlia” e tante altre cavolate. Diciamo che non c’erano stati i segnali, e che le donne devono denunciare per venire salvate. Diciamo di stare dalla parte delle donne, vittime di una società patriarcale ferma al secolo scorso. Al 15 giugno, i femminicidi nel 2023 erano 43. Le donne che denunciano sono poche rispetto a quelle che vengono effettivamente uccise, e vi chiedete anche il perché? Voi odiate le donne, e non ve ne vergognate neanche.

Salento: assolto uomo che picchiava moglie e figlia

Secondo quanto riportato dal Quotidiano di Puglia, l’uomo di 71 anni originario di un comune del basso Salento avrebbe avuto un «atteggiamento aggressivo per sottrarre la figlia dal mondo della droga». E la moglie, invece? La moglie veniva picchiata perché difendeva la figlia. La vicenda sarebbe iniziata forse nel 2004, quando a causa delle botte la moglie avrebbe perso l’udito, ma forse anche prima. La ragazza viene picchiata da quando frequentava la scuola media, oltre a continue vessazioni, offese, insulti e minacce.

Ad agosto 2022 le donne sono arrivate al limite, e dopo l’ennesima aggressione fisica, la ragazza ha trovato il coraggio di denunciare il padre. L’aveva presa per il collo prendendola a pugni e schiaffi, ma poi ha deciso di ritirare la querela convinta che il carnefice fosse cambiato, convinta che non avrebbe più picchiato né lei né la madre. Ma poi il 27 marzo scorso, accusata di aver rubato €20 dal portafoglio del padre, è stata picchiata con un bastone insieme alla madre che la difendeva, fino a che il bastone non si è rotto.

padre-picchia-figlia-e-moglie-assolto-salento

L’episodio culmine è quando l’uomo (basta chiamarli mostri o bestie: sono uomini, esseri umani che non hanno il minimo rispetto per il genere femminile) ha colpito la figlia con una zappa, impugnando anche un coltello. La madre ha chiamato i carabinieri e l’uomo è stato arrestato e condotto ai domiciliari a casa del figlio. Il gip Sergio Mario Tosi aveva disposto il giudizio immediato, ma per il giudice monocratico della seconda sezione penale del Tribunale di Lecce, Fabrizio Malagnino, non bisogna procedere per il reato di lesioni personali, poiché la figlia ha ritirato la querela.

Per i maltrattamenti, invece, ritiene che «il fatto non sussiste», assolvendo di fatto l’uomo. «È emerso chiaramente come l’atteggiamento aggressivo fosse dovuto al suo intento di sottrarre la figlia al tunnel della tossicodipendenza in cui ella era caduta, e alla sua frustrazione per non esservi riuscito negli anni», si legge nella sentenza. Riguardo la moglie, le mazzate erano dovute «all’atteggiamento di questa, difensivo nei confronti della figlia». Non sembrano esserci, nella dinamica familiare, «quei continui e costanti patimento e sofferenza psichica e fisica, quello stato di soggezione e prostrazione tali da rendere la convivenza insostenibile». No comment.

Non perderti le nostre news!

Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.