Alessia Piperno torna a casa

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Questa mattina il governo italiano ha annunciato che le autorità iraniane hanno finalmente lasciato in libertà la nostra connazionale Alessia Piperno, che da un mese si trovava in una prigione a Teheran, in Iran. In una nota, il governo ha detto che «dopo un intenso lavoro diplomatico oggi Alessia Piperno è stata rilasciata dalle autorità iraniane e si appresta a tornare in Italia». Sui social, tutti gioiscono, ma è importante non abbassare le luci nei confronti di quello che tutte le donne in Iran, in particolare le giornaliste, subiscono ogni giorno.

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Prima di parlare della lieta notizia, vi ricordiamo la situazione delle donne in Iran, con particolare attenzione per le giornaliste e i giornalisti. «Siamo molto preoccupati per il destino dei nostri colleghi di Evin e ricordiamo alle autorità iraniane che sono responsabili della vita dei giornalisti in prigione», disse in una nota il segretario generale dell’IFJ Anthony Bellanger, chiedendo anche «il rilascio di tutti i giornalisti che sono detenuti ingiustamente a Evin e in altre prigioni» del Paese «per aver svolto il loro lavoro».

Secondo la Coalition for Women in Journalism, circa la metà degli operatori dei media detenuti per la copertura delle proteste sono donne. CFWIJ ha confermato almeno 20 casi di giornaliste detenute in tutto il paese da quando sono scoppiate le proteste. La direttrice Kiran Nazish ha detto a VOA: «In un paese in cui le donne nei media sono in minoranza, questo è un numero significativo e riteniamo che la repressione delle giornaliste sia particolarmente legata al loro genere e al loro giornalismoQuesti arresti continuano, nonostante il fatto che anche la maggior parte dei giornalisti (e attivisti) si nasconda».

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CFWIJ ha anche affermato che mentre alcuni dei giornalisti detenuti sono in grado di parlare con le loro famiglie o con gli avvocati, la maggior parte non è stata in grado di farlo. Inoltre, la famiglia e gli avvocati che cercano informazioni ricevono spesso informazioni errate dalle autorità. «Questo è stato così frequente che la maggior parte delle persone con cui siamo in contatto pensa che ciò venga fatto deliberatamente per fuorviare le famiglie e causare ulteriore angoscia». Tuttavia, le giornaliste iraniane non sono al sicuro neanche fuori dall’Iran.

E poi non c’è bisogno di ricordare neanche la storia di Mahsa Amini: iraniana uccisa perché non indossava bene il velo, o ancora quella di Hadith Najafi, un’altra ragazza uccisa in Iran. Le donne in quel paese non hanno diritti, non vengono rispettate, non hanno libertà di parola e di opinione (questo, però, in comune con tutti gli uomini contrari al regime). Per questo è importante che, anche adesso che Alessia Piperno è stata liberata, si continui a parlare di questa tragica situazione.

Alessia Piperno torna a casa!

Alessia Piperno è una ragazza di 30 anni, blogger di viaggi, che lo scorso luglio era approdata in Iran, dopo aver visitato anche Pakistan, Marocco, Honduras, Messico, Panama, Islanda e Sri Lanka. Il 28 settembre era stata arrestata dopo avere festeggiato il proprio compleanno con alcuni amici a Teheran. Il motivo? Non è stato mai rilasciato, ma fra le ipotesi c’è quella che Alessia Piperno fosse una delle nove persone provenienti da paesi europei arrestate a fine settembre con l’accusa di essere “complici” delle proteste in corso in Iran contro la polizia religiosa e il regime, iniziate dopo la morte in carcere di Mahsa Amini.

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Il padre della ragazza ha raccontato di averla sentita l’ultima volta la mattina del suo compleanno, il 28 settembre: «Ci siamo sentiti al telefono per gli auguri e mi ha detto che la sera avrebbe festeggiato lontano dalla zona dove c’erano le manifestazioni di protesta», ma poi qualche giorno dopo ha denunciato su Facebook in un post ora rimosso che la figlia lo aveva contattato per telefono per dirgli che era stata fermata dalla polizia e che si trovava in carcere, in Iran. E a quel punto si è attivato il ministero degli Esteri, in una lunga battaglia conclusasi poche ore fa.

A sbloccare la trattativa è stata una telefonata tra il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani e il suo omologo di Teheran, Hossein Amirabdollahian. Gli 007 italiani avevano già fatto sapere che Alessia Piperno era chiusa in cella con una ragazza iraniana ma che era in buone condizioni, aveva pasti regolari e aveva potuto incontrare anche un emissario dell’ambasciata. La sua storia, comunque, si è conclusa con un lieto fine, sperando che questa situazione possa essere un monito per come le donne vivono all’estero e come certi paesi siano davvero pericolosi.

Il presidente Meloni ha scritto su Twitter che «dopo un intenso lavoro diplomatico, oggi la nostra connazionale Alessia Piperno è stata rilasciata dalle autorità iraniane e si appresta a tornare in Italia. Voglio ringraziare tutti coloro che hanno contribuito a riportare Alessia dai suoi familiari». L’annuncio è stato dato anche da Palazzo Chigi, mentre Giorgia Meloni ha avvisato personalmente i genitori di Alessia Piperno del rilascio della ragazza che è già in volo verso l’Italia dove è arrivata nel pomeriggio.

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