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Urlano al complotto perché a Wuhan hanno festeggiato Capodanno, ma non sono capaci di tenere la mascherina per mezz’ora

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Abbiamo il primo drama del 2021: i complottisti continuano a sostenere che il virus sia stato creato in laboratorio a Wuhan e, dopo che «ci hanno infettati tutti» festeggiano Capodanno tutti in piazza. E magari a dirlo sono le stesse persone che sono scese in piazza senza mascherina, senza rispettare le distanze e che si sono lamentate per tutto il primo lockdown urlando alla dittatura sanitaria perché non potevano fare l’aperitivo con gli amici. Vediamo perché Wuhan è riuscita a ripartire mentre in Italia ci sono ancora 22mila casi giornalieri.

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Fonte: twitter

Sì, è tutto partito da Wuhan, su questo siamo tutti d’accordo. Il 31 dicembre del 2019 Pechino allertava l’oms della presenza di una forma di «polmonite di origine sconosciuta», oggi però Wuhan è tornata alla normalità, o comunque a qualcosa che si avvicina di molto al concetto di normalità, mentre noi, in Italia, abbiamo passato il Capodanno in casa, con le solite persone con cui abbiamo passato la quarantena o comunque con un gruppo ristretto di persone, con quei due amici o familiari consentiti dalle deroghe del decreto di legge.

Perché? Ve lo siete chiesti perché a Wuhan che ha avuto ben l’80% di tutti i casi in Cina è riuscita a ripartire, contenendo anche i morti come i contagi, mentre noi che, in fin dei conti, eravamo stati avvisati (alla fine sapevamo dell’esistenza del virus quando è arrivato, ma lo abbiamo comunque sottovalutato) non siamo riusciti a vivere le festività insieme, nella normalità? Perché le piazze di Wuhan erano piene di cittadini che festeggiavano, mentre le nostre erano desolate con le pattuglie di carabinieri he vigilavano la zona?

In fin dei conti, non è difficile capire il perché, basta ripercorrere l’ultimo anno degli italiani e fare 2+2. Non ci arrivate ancora? Bene, ve lo spiego io.

Perché Wuhan è riuscita a ripartire e l’Italia no

No, nessun complotto, state tranquilli. Torniamo a fine febbraio circa, quando abbiamo avuto il primo caso di contagio da Covid-19 a Codogno, in Italia. Pensiamo a cosa abbiamo pensato, a cosa abbiamo fatto, come sono state le reazioni sul web, dei politici. Io non riesco a non ricordare le parole di Matteo Salvini, leader della Lega, che non sapeva neanche lui cosa volesse. Il 21 febbraio diceva «bisogna chiudere tutto», una settimana dopo invece «Il Paese affonda, con i governatori leghisti concordiamo che occorre riaprire tutte le attività e ritornare alla normalità».

Insomma, si passava da A e da B nel giro di pochi giorni, ma comunque il governo ha preso la decisione giusta: chiudere tutto. Come Wuhan, che è stata in lockdown per circa 75 giorni, anche l’Italia chiude tutto e rinchiude i cittadini, per la propria salute, in casa, al sicuro dal virus che ha cominciato a mietere fin troppe vittime. Peccato, però, che non tutti rispettassero i DPCM, insieme a quelli che urlavano alla dittatura sanitaria, che scendevano in piazza a urlare al complotto, ma non solo.

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Fonte: twitter

Sebbene ci fosse un DPCM, in molti hanno continuato a uscire, a cercare scappatoie per farsi passeggiate, per vedersi con gli amici o con il fidanzatino, mentre altri ancora restavano in casa nonostante tutto, nonostante la salute psicologica peggiorasse sempre di più, nonostante si avesse bisogno di rapporti sociali, nonostante molte donne siano state uccise dal marito proprio perché non potevano mettersi al riparo altrove. Ma questi ragazzini, o anche adulti, dovevano per forza uscire e andarsene in giro.

Per non parlare poi di quando è stato chiuso tutto e le persone sono scese dal nord senza minimamente preoccuparsi di poter contagiare i propri cari, senza pensarci due volte. A Wuhan, invece, l’intera città è stata isolata dal mondo e dalla Cina stessa, per tutelare il resto della popolazione. Nessuna deroga per rientro in abitazione o residenza (e, per carità, io sono favorevole a queste deroghe perché bisogna salvaguardare anche la salute mentale, ma che almeno si decida o si obblighi a fare un tampone). Ma andiamo avanti.

Parliamo di quando Wuhan è uscita dal lockdown e di quando ne è uscita l’Italia. Siamo stati completamente chiusi da marzo a maggio, a giugno poi sono state riaperte anche le regioni. Cosa ci si aspettava dagli italiani? Ovviamente responsabilità, che mantenessero le distanze e indossassero la mascherina. In fin dei conti, dopo un lockdown durato due mesi, non ci sarebbe stato neanche il bisogno di dirlo. E invece… Invece gli italiani se ne andavano in giro senza mascherina perché «non respiravano bene», come se avere un tubo in gola perché non riesci davvero a respirare sia più comodo.

Sempre il caro Salvini non sapeva che per parlare con una signora deve indossare la mascherina, e questo perché lui stesso, insieme a Giorgia Meloni e ad altri esponenti e sostenitori della destra, erano scesi in piazza a manifestare. Capito? In piena pandemia mondiale loro sono scesi in piazza a manifestare, con mascherine abbassate (non è il caso della Meloni che ha almeno avuto il buon senso di tenerla sempre alzata, mentre il collega della Lega la abbassava persino per fare i selfie).

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Fonte: propagandalive

Ma continuiamo. È estate, bel tempo, mare. Le persone viaggiano, rendono i casi ingestibili persino in Sardegna che, invece, aveva pochi casi. Spunta sul web Angela da Mondello che sostiene che non ce n’è coviddi, e questa persona diviene così importante da essere invitata da Barbara D’Urso e registrare una canzone in cui dice che non ce n’è coviddi. Nel videoclip, girato in piena zona arancione senza mascherine e senza distanza, lei e gli altri amici buttano per terra quelle mascherine.

Andiamo ancora avanti? Parliamo delle feste, parliamo degli assembramenti, parliamo dei negozi, dei ristoranti, dei bar, dei pub, dei locali che, pur di avere più clienti, non rispettavano le norme. Chi la dimentica quella discoteca a Ostuni che, quest’estate, è stata chiusa per 5 giorni (solo 5 giorni!) perché aveva ospitato 800 (ottocento!!!) persone in più rispetto alle norme Covid-19. E, un attimo, 800 in più alle norme Covid-19, ma anche 600 in più a quelle per la sicurezza.

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Fonte: twitter

E davvero ci chiediamo perché a Wuhan sono riusciti a ripartire? Sarà forse perché hanno preso tutti sul serio questa situazione senza sottovalutarla, pensando a se stessi come agli altri cittadini, e quindi sono riusciti a ripartire? Sarà forse perché in Italia quest’estate come anche negli scorsi mesi chiunque ha fatto il cavolo che gli pareva? Oddio, chiunque. Ci sono ovviamente le persone con un po’ di sale in zucca e amor proprio e per gli altri che sono riusciti a stare in casa o comunque rispettare sempre i DPCM. Ma molti, purtroppo, no.

A Wuhan sono ripartiti perché a Wuhan hanno rispettato tutti le sacrosante regole e, nonostante ciò, nelle foto di Capodanno che hanno fatto il giro del web, indossano comunque tutti la mascherina. In Italia invece li vedi girare tutti fieri senza mascherina, con una sigaretta in mano e quel sorriso strafottente di chi se ne frega di qualsiasi cosa, credendosi il re del mondo. A Wuhan sono ripartiti non per un complotto, ma per il rispetto alle regole da parte di tutti. Amen.

Autore

  • Giulia, 22 anni, blogger. Amo scrivere, leggere, guardare serie tv e anime, i gatti e seguire le giuste polemiche. Instagram: @murderskitty

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