Will Smith risponde a chi lo critica ancora per lo schiaffo agli Oscar

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Dopo esser stato bandito dalla cerimonia degli Oscar per 10 anni in seguito allo schiaffo dato a Chris Rock, Will Smith ancora non è tornato alla vita normale, in quanto le persone ancora non hanno dimenticato e non sono andate avanti. Tuttavia, lui comprende queste persone, come sottolinea in un’intervista per Emancipation – Oltre la libertà, il nuovo film di cui è protagonista diretto da Antoine Fuqua, e non le biasima minimamente per non essere ancora riuscite a perdonarlo per quel che ha fatto qualche mese fa al collega che ha insultato la malattia della moglie.

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Facciamo un recap per chi se lo fosse perso (come avete fatto?): Chris Rock si trovava sul palco degli ultimi Oscar, quando ha visto Will e la moglie Jada Pinkett Smith. La donna soffre di alopecia e condivide anche sui social dei messaggi di sensibilizzazione sulla sua malattia, ma questo non ha fermato il presentatore dal chiamarla «Soldato Jane», in cui la protagonista si rasa la testa a zero. La donna è sembrata abbastanza infastidita e a disagio per il paragone, e poco dopo il marito si è alzato, ha dato uno schiaffo a Rock e, tornato a posto, ha detto di tenere «il nome di mia moglie lontano dalla tua fottuta bocca».

Già in un’altra occasione abbiamo espresso la nostra opinione, ovvero che è giusto che Will Smith abbia reagito quando la moglie è stata pubblicamente umiliata agli Oscar (sebbene avrebbe potuto reagire direttamente lei), con delle parole che non hanno avuto a che fare con un suo comportamento, bensì con una sua malattia, tuttavia non è corretta la reazione che ha avuto, in quanto la violenza non deve mai essere giustifica, che sia da parte di Will Smith, di un ragazzino o da parte di chiunque altro. Non si deve neanche dimenticare, però, che il primo a essere stato un bullo è stato Chris Rock, che non ha neanche chiesto scusa.

«La violenza in tutte le sue forme è velenosa e distruttiva. Il mio comportamento agli Oscar di ieri sera è stato inaccettabile e imperdonabile. Le battute a mie spese fanno parte del lavoro, ma una battuta sulle condizioni mediche di Jada era troppo da sopportare e ho reagito emotivamente. Vorrei scusarmi pubblicamente con te, Chris. Ho esagerato e ho sbagliato. Sono imbarazzato e le mie azioni non erano indicative dell’uomo che voglio essere. Non c’è posto per la violenza in un mondo di amore e gentilezza.

Vorrei anche scusarmi con l’Academy, i produttori dello spettacolo, tutti i partecipanti e tutti coloro che guardano da tutto il mondo. Vorrei scusarmi con la famiglia Williams e alla famiglia di “King Richard”. Mi dispiace profondamente che il mio comportamento abbia macchiato quello che è stato un viaggio altrimenti stupendo per tutti noi».Will Smith su Instagram

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Chris Rock, dalla sua, ha parlato per la prima volta dopo gli Oscar dopo qualche settimana, durante l’Ego Death World Tour, dove si è preso persino una standing ovation. In quell’occasione, ha detto di star «ancora cercando di ragionare bene su cosa è accaduto. Prima o poi parlerò di tutta questa m**da, e sarà un qualcosa di un po’ serio ed un po’ divertente». Insomma, lui sembra non aver sbagliato, come se non avesse detto una cattiveria nei confronti di una persona che soffre di alopecia. Ma per il fratello di Rock, lui è innocente.

«Mi divora a guardare la scena più e più volte perché vedi una persona cara che viene attaccata e non c’è niente che tu possa fare a proposito», ha detto. Ah sì? Una persona attaccata davanti a tantissime altre persone, in diretta internazionale… Mi ricorda qualcosa. Sia chiaro che non pensiamo che Will Smith sia nella parte della ragione. Ma neanche nella parte completa del torto. Entrambi hanno sbagliato, uno con la violenza, e l’altro con le parole. Ma le conseguenze sono solo per uno dei due. E per Will Smith non sono ancora concluse.

Will Smith risponde a chi lo critica ancora

«Posso capire perfettamente se qualcuno non si sente ancora pronto, rispetto questa posizione e credo che ognuno debba avere tutto lo spazio necessario al non sentirsi ancora pronto a vedere il film. Il mio desiderio più grande è che le mie azioni non finiscano per penalizzare il mio team», ha detto Will Smith in un’intervista al giornalista Kevin McCartthy durante una delle interviste che anticipa l’uscita del film, dal prossimo 2 dicembre nelle sale americane in anteprima e dal 9 dicembre disponibile in streaming su Apple TV+.

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«Antoine Fuqua ha fatto il più grande lavoro della sua carriera. Spero che la forza del film, l’attualità della storia possano aprire il cuore delle persone e permettere loto di riconoscere l’incredibile talento artistico che c’è dietro», ha aggiunto l’attore. Il film parla della storia di Peter, interpretato da Will Smith, che è un uomo nato schiavo che fugge dalla schiavitù affidandosi al suo ingegno, alla sua fede incrollabile e all’amore profondo per la sua famiglia per tentare in tutti i modi di eludere i cacciatori a sangue freddo e sopravvivere alle spietate paludi della Louisiana alla ricerca della libertà.

È ispirato alle foto della schiena di “Whipped Peter” (Peter il fustigato) scattate durante una visita medica dell’esercito dell’Unione e pubblicate nel 1863 su Harper’s Weekly. Una delle immagini in particolare, nota come “La schiena flagellata” (The Scourged Back), mostra la schiena nuda di Peter completamente ricoperta da cicatrici, frutto di tutte le frustate ricevute dai suoi schiavisti, contribuì alla crescente opposizione pubblica alla schiavitù. E pensare che proprio in questi giorni ci arriva la notizia dall’Afghanistan con i talebani che frustano delle persone accusate di adulterio e omosessualità, ci fa rabbrividire ancor di più.

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