Shang-Chi e La Leggenda dei Dieci Anelli – La nostra recensione

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Fonte: Pinterest

Settembre è il mese dei nuovi inizi e così è stato anche per la Marvel, che ha portato al cinema Shang-Chi e la Leggenda dei Dieci Anelli, film che presenta la new entry nei supereroi dell’MCU interpretata dall’attore Simu Liu.

Oggi insieme recensiamo il film uscito nelle sale proprio il primo settembre, dopo i numerosi rinvii causati dalla pandemia di Covid-19, e che sarà presente sulla piattaforma digitale di Disney+ intorno alla seconda metà di ottobre.

La nostra recensione è spoiler free, ma se non volete venire a conoscenza di tutti i particolari, vi consigliamo di fermarvi qui.

Shang-Chi: chi è il nuovo supereroe della Marvel?

Il protagonista è un maestro nelle arti marziali, che nel film viene presentato come il figlio di Xu Wenwu (interpretato da Tony Leung), alias il Mandarino, il quale grazie al potere dei Dieci Anelli secoli prima ha formato un’organizzazione terroristica con il fine di accumulare potere. Il nome del Mandarino per i fan della Marvel inoltre non è del tutto nuovo, perché come molti ricorderanno, è presente in Iron Man 3. Un finto Mandarino infatti è stato interpretato da Trevor Slattery (Ben Kingsley) e lo rivedremo all’interno del film, prigioniero di Xu Wenwu.

Addestrato sin da piccolo come un assassino, dopo aver svolto il primo incarico affidatogli dal padre a soli quattordici

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anni, decide di scappare a San Francisco e vivere lì la sua vita in incognito, con il nome di Shaun.
Divenuto parcheggiatore di auto insieme alla sua migliore amica Katy (interpretata da Awkwafina) continua a vivere una vita che non sembra soddisfarlo al 100%, sino a quando un giorno, mentre è sull’autobus che lo conduce a lavoro, non viene aggredito da un gruppo facente parte dei Dieci Anelli, che intendono rubargli un ciondolo donatogli da sua madre prima che morisse.

Poiché il gruppo dei Dieci Anelli nomina Xialing, sorella di Shaun, abbandonata anni prima dal fratello, dopo che quest’ultimo si è trasferito a San Francisco, il nostro protagonista decide di raggiungerla e lì cercare insieme di fermare il padre dall’intento di conquistare Ta-Lo, il magico villaggio da cui proveniva Jiang-Li, made dei due giovani.

Al villaggio scopriranno che il vero nemico da affrontare non è il Mandarino, il quale proprio lì a Ta-Lo avrà la sua redenzione, ma il Divoratore di Anime, un demone distruttore che anni prima era stato sconfitto e confinato oltre una barriera, ma che grazie al potere dei Dieci Anelli è riuscito a liberarsi.

La nostra recensione

Motli fan del Marvel Cinematic Universe erano un po’ titubanti quando hanno scoperto dell’uscita di questo nuovo film. Si sa, abbandonare i vecchi personaggi come Captain America, Iron Man o la Vedova Nera non è mai semplice e per questo spesso si finisce con il guardare male le new entry, eppure questo nuovo eroe è riuscito perfettamente a fare breccia nei nostri cuori, non tanto come personaggio ma per l’epicità che ha portato con sé.

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Oltre a fare un considerevole numero di incassi -ricordiamo che è il secondo film della Marvel presente al cinema dopo l’uscita di Black Widow e dopo la pandemia- questo nuovo prodotto MCU rappresenta il vero e proprio inizio a questa nuova fase dei film dell’MCU e la sua entrata in scena sembra aver soddisfatto un po’ tutti.

Già il titolo “La Leggenda dei Dieci Anelli” preannuncia un certo carattere mitico nel corso del film: i Dieci Anelli infatti sono dei gioielli che donano a chi li indossa forza e capacità di lanciare raggi di energia. Sono oggetti intrisi di magia, un elemento costante per tutta la durata del lungometraggio.

Noi fan della Marvel siamo abituati alla magia all’interno dei film, basti pensare a Loki, a Thor, a Wanda o a Doctor Strange, ma ciò che differenzia il nuovo supereroe da tutto ciò è il suo tributo alla storia della Cina, con un cast quasi del tutto orientale e a tratti con parti un po’ stereotipate di quello che è il mondo dell’Oriente.

Arti marziali, dragoni, demoni, foreste magiche fanno sì che il film appaia come un anime al pari di Dragon Ball o Naruto, ma con quell’elemento Marvel a differenziarlo, come i riferimenti a film precedenti, personaggi già incontrati e ancora le scene post-credit che mandando più in confusione lo spettatore, il quale non può far altro che domandarsi cosa accadrà nei prossimi film.

L’epicità del film sembra però stonare con quello che è il protagonista: “Shaun” infatti non appare epico e leggendario come accade invece per altri supereori. Inizialmente sembrerebbe essere più un inetto che non ha ancora compreso quale sia il suo posto al mondo e che ha sempre il bisogno di una spalla (in questo caso la sua migliore amica Katy o la sorella Xialing) per capire davvero cosa deve fare e come dovrebbe agire.

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Più di lui ha colpito la figura del padre, il Mandarino, un uomo di carattere, che nella vita ha avuto l’opportunità di poter cambiare grazie all’amore e che sempre a causa di questo ha commesso l’errore di tornare l’uomo spietato che era un tempo, finendo per compromettere anche il rapporto con i propri figli. Eppure Xu Wenwu alla fine riesce a sacrificarsi proprio per il protagonista del film, riconoscendo i propri errori e dando così al figlio l’opportunità di rimediare a quanto aveva causato.

Le nostre considerazioni finali

Per terminare la nostra recensione possiamo dire che quest’ultimo gioiello è un film che i fan della Marvel Cinematic Universe non possono farsi scappare, specialmente perché costituisce un nuova tessera del grande puzzle che sono i lungometraggi Marvel. A tratti un po’ banale, questo film riesce comunque a tenerti incollato allo schermo, con i soliti impeccabili effetti speciali, con l’azione, con il mistero, ma anche con la tipica comicità degna dei Marvel Comics.

E voi avete avuto l’occasione di guardare questo film al cinema? Se sì, dateci i vostri pareri!

Autore

  • Giorgia, 22 anni di amore verso la letteratura, il cinema, la scrittura e ogni forma di arte. Serie tv e libri sono il mio pane quotidiano.

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