Svolta nel caso Saman Abbas: lo zio ha indicato dove si trova il corpo della giovane

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Per mesi abbiamo seguito con apprensione il caso di Saman Abbas, la giovane diciottenne scomparsa da maggio 2021, quindi da più di un anno. Su di lei i riflettori si sono subito accesi in quanto una delle prime ipotesi vedeva coinvolti proprio i genitori, che l’avrebbero uccisa dopo che si è rifiutata di accettare un matrimonio combinato. Tuttavia, abbiamo continuato a sperare che fossero solamente delle ipotesi, che Saman fosse viva e al sicuro in qualche parte del mondo, a nascondersi da dei genitori che considerano la propria bambina come un oggetto da vendere al miglior offerente. Il ritrovamento di un cadavere dove lo zio ha indicato che ci fosse il corpo della nipote, però, lascia poche speranze.

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Saman Abbas

La storia di Saman Abbas comincia il 27 ottobre 2020, quando la ragazza si rivolge ai servizi sociali comunali per chiedere aiuto: lei non vuole sposarsi, né con suo cugino, né con nessun altro che le sia imposto dai genitori. Come le sue coetanee, vuole possedere la libertà di scegliere sulla propria vita e sul proprio futuro, e quindi viene accolta a novembre in un centro a Bologna. L’11 aprile, però, ritorna a casa. La sua scomparsa risale proprio alla fine di questo mese, e coincide con il ritorno della famiglia che, senza se e senza ma, mentre la figlia è scomparsa, decide di tornare in Pakistan, loro paese d’origine.

Sin dal principio gli indagati sono cinque: i genitori, uno zio e due cugini, questi ultimi poiché sono presenti in un video del 29 aprile in cui si vedono tre persone con un secchio, due pale e un piede di porco dirigersi nei campi dietro casa. I genitori e la famiglia ovviamente nega tutto, il padre, Shabbar Abbas, ha riferito a Il Resto del Carlino che la figlia è viva e si trova in Belgio, tuttavia loro non si fanno trovare, né in Pakistan né in Italia. Intanto, oltre a tutti gli affezionati della tragedia, a cercare Saman Abbas c’è il suo fidanzato, il ragazzo scelto da lei e con cui avrebbe voluto scappare.

La ragazza era tornata a casa ad aprile solo per avere nuovamente i suo documenti, ma «al mio arrivo a casa i miei genitori non mi hanno picchiata, ma si sono arrabbiati rimproverandomi di tutto quello che avevo fatto nei mesi scorsi come scappare in Belgio e andare in comunità. Per quanto riguarda i miei documenti, io li ho visti nell’armadio di mio padre, chiusi a chiave», aveva confessato la diciottenne al ragazzo. Saman Abbas aveva già detto al fidanzato di sentirsi in pericolo.

Durante gli scorsi mesi poi è stato una continua ricerca dei familiari, uno zio fu arrestato in Francia, Danish Hasnain, che secondo il fratello di Saman l’avrebbe uccisa (al contrario, scagiona i genitori). Sempre il fratello minore ha raccontato di come il 30 aprile ci fosse stata una riunione per organizzare l’omicidio di Saman, e sembrerebbe che uno dei presenti avesse detto: «Io faccio piccoli pezzi e se volete la porto anch’io a Guastalla, e la buttiamo là, perché così non va bene». Al momento dei cinque indagati solo la madre risulta ancora irreperibile (il padre è stato arrestato in Pakistan pochi giorni fa), mentre una soffiata ha indicato dove si troverebbero i resti della povera Saman Abbas.

Saman Abbas: ritrovati i resti, si attende test del DNA

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La soffiata arriva dal primo degli arrestati della famiglia: lo zio Danish Hasnain, che al momento si trova, insieme ai due cugini di Saman Abbas, nel carcere di Reggio Emilia. L’uomo avrebbe condotto gli inquirenti nel luogo dove la 18enne ormai più di un anno fra sarebbe stata sepolta e, purtroppo, son stati rinvenuti dei resti umani. Adesso si attendono i risultati del test del DNA, ma le speranze che hanno nutrito per più di un anno chiunque avesse Saman nel proprio cuore, sono davvero poche.

Hasnain, 34enne, avrebbe accompagnato gli agenti della penitenziaria e i carabinieri nel punto esatto dove si trovava il corpo di Saman Abbas, sotterrato in un casolare diroccato a Novellara, a poche centinaia di metri dall’abitazione dove la vittima viveva con la famiglia, quindi un luogo che conoscevano molto bene. Il cadavere è stato trovato dentro un sacco nero, a due metri di profondità circa. Il luogo, tra l’altro, era stato già perlustrato nei mesi scorsi, tuttavia non era stato trovato nulla e dopo 67 giorni le operazioni sul campo erano state sospese.

Come ha spiegato il procuratore Gaetano Calogero Paci sarà necessario fare richiesta di incidente probatorio urgente alla Corte di assise per procedere con una perizia nel contraddittorio delle parti, dal momento che è già fissato il processo. I giudici quindi nomineranno un perito per dare il via alle operazioni che prevedranno anche l’estrazione del Dna per avere la conferma si tratti di Saman Abbas.

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Saman Abbas e il fidanzato

Intanto il fidanzato della giovane, Saqib Ayub, che oggi ha 23 anni e che vive sotto protezione in una città del Nord Italia, ha detto di essere «soddisfatto per l’arresto di Shabbar, ma la notizia del ritrovamento di un corpo vicino a casa di Saman mi riempie di dolore e tristezza. Fino all’ultimo momento ho vissuto con la speranza che fosse ancora viva».

«Aspettiamo le analisi della polizia scientifica. Se il corpo ritrovato fosse di Saman desidererei che avesse una degna sepoltura, é rimasta anche fin troppo tempo in un posto inospitale. Spero sia fatta giustizia e che i responsabili paghino per quello che hanno fatto. Chiedo un po’ di privacy in un momento così difficile e delicato», ha detto in altre dichiarazioni rese note dall’avvocato Falletti.

Proprio il legale, dice che il ragazzo «è molto provato da quando gli ho comunicato la notizia, attendiamo insieme il proseguo, monitorando gli sviluppi della situazione. Attendiamo e speriamo che anche Shabbar possa essere consegnato alla giustizia e che venga sottoposto ad un regolare processo in Italia. In egual misura auspico che anche la moglie venga arrestata, ciò rappresenterebbe processualmente l’inizio delle attività con tutti gli imputati presenti in modo che ognuno venga giudicato per le proprie responsabilità».

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