Ravenna: ragazzi neri lasciati fuori dal concerto di Capo Plaza, la mamma di uno di loro denuncia

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Siamo nel 2022 e ci tocca ancora leggere delle notizie di denunce per razzismo. Non può proprio esistere che venga vietato l’ingresso a un gruppo di ragazzini solo perché non sono bianchi. La scusa che Marinabay ha utilizzato è che due settimane prima il figlio della donna che ha denunciato la vicenda aveva creato problemi in quanto ubriaco (lui ha 16 anni, chi gli ha venduto l’alcool?) e quindi ritenuto “pericoloso“, ma com’è possibile che a rimanere fuori dal concerto di Capo Plaza del 13 agosto siano stati solo ragazzini neri? Sarà che qualcuno ci fa credere che, indistintamente, tutte le persone nere siano pericolose?

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Capo Plaza

Scusate se pongo questa domanda, ma il dubbio è lecito. Siamo sotto elezioni e la campagna elettorale viene fatta sulla pelle delle persone, degli stessi ragazzini che si dice di voler proteggere. Più o meno, perché i ragazzini da tenere lontani dall’ideologia gender sono solo quelli bianchi, di quelli neri non importa, sono pericolosi e vogliono portare la loro cultura qui in Italia, poco importi che questi ragazzini siano nati qui o, nel capo del concerto al Marinabay, siano stati adottati e cresciuti da genitori italiani.

Basta andare sui profili social di Giorgia Meloni o di Matteo Salvini per renderci conto della shitstorm mediatica in atto da mesi, anzi, da anni, nei confronti delle persone nere. Un immigrato fa qualcosa di cattivo? Post. Un italiano fa letteralmente lo stesso? Non è importante. Quindi per chi segue solo questi individui, appare come se la criminalità fosse solo una componente delle persone nere, e poi finiamo per vedere dei ragazzini fuori da un concerto, per cui hanno addirittura pagato il biglietto.

E la cosa forse persino più triste è che davanti a una denuncia del genere, c’è gente che storce il naso e che crede che “non è stato fatto per razzismo“. Perdonatemi, ma mi viene davvero strano credere che, di un intero gruppo d’amici, venga vietato l’ingresso solo al ragazzino nero, e che insieme a lui poi, fuori dal locale, ci fossero solo ragazzini neri. La verità, ovviamente, verrà a galla, e noi ci auguriamo davvero con tutto il cuore che non sia come pensiamo. Perché oltre a triste, sarebbe davvero terrificante.

Vietato l’ingresso a un ragazzino nero al Marinabay: la denuncia sui social per razzismo

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Fonte: Pexels

A denunciare in primis l’accaduto online è Gabriella Nobile, portavoce dell’associazione Mamme per la pelle, che è un’associazione di promozione sociale che ha come obiettivo il sostegno nei confronti di chi subisce atti di razzismo e l’eliminazione degli ostacoli  impediscono l’effettiva uguaglianza nella società multietnica, formale e sostanziale, tramite un post Facebook. Poi, anche la madre adottiva del ragazzino, Silvia Calzolari, ha parlato con Fanpage, spiegando la storia.

Il contesto è il concerto di Capo Plaza del 12 agosto. Il ragazzino in questione è Biniyam, ha 16 anni. «Non sta più nella pelle, il suo idolo è in concerto vicino casa sua. Ha preso il biglietto mesi prima, sa tutte le canzoni a memoria, si organizza con gli amici, convince mamma e papà ad andare anche se è tardi la sera», e quindi alle 23.15 arrivano al Marinabay, che si trova a marina di Ravenna. Tuttavia, tutti i suoi amici (bianchi) riescono a entrare, mentre a lui è negato l’accesso «senza nessuna motivazione».

Così chiama i genitori che ovviamente «si recano sul posto e fermano una volante per raccontare l’accaduto». Gli viene risposto che «il locale può fare quello che vuole, è un luogo privato». Quindi potrebbero anche vendere alcool a minorenni? O, per ipotesi, spacciare? Cito la nostra Costituzione: «Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale, e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali». Le forze dell’ordine non dovrebbero farla rispettare?

Fuori insieme a Biniyam ci sono un gruppo di ragazzi nordafricani, anche loro restati fuori. Ma non è una questione di razzismo. «Questo accade ormai di continuo e siamo sicure che nei prossimi mesi, con l’acuirsi della campagna elettorale delle destre, sarà sempre più frequente. Gli atti di razzismo stanno aumentando vertiginosamente e noi siamo molto preoccupate per tutti i nostri figli», denuncia Gabriella Nobile, annunciando che «Mamme per la pelle farà un esposto in procura e chiamerà tutti i media. Speriamo che così facendo questo locale razzista venga presto chiuso».

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Marinabay, intanto, risponde, dicendo che «il nostro locale è multietnico sia per gli addetti ai lavori che per gli avventori, il ragazzo in questione non è stato fatto entrare perché circa 2 settimane precedenti all’evento di venerdì, in stato di alterazione alcolemica era stato sorpreso a bere una bottiglia di vino di grosse dimensioni nel piazzale esterno al locale ed ha creato disagi all’ingresso del locale», annunciando addirittura che «provvederemo a sporgere denuncia per diffamazione stante l’accusa di discriminazione razziale, infondata in fatto e in diritto».

Peccato che, insieme a Biniyam, altri quattro ragazzi hanno scritto a Gabriella Nobile, «che non erano mai stati li e non sono entrati», quindi sì, non vediamo davvero l’ora che Marinabay si tuteli «nelle sedi opportune da ogni accusa infamante», perché al momento la verità appare essere una, tutto il resto solo scuse. E sia chiaro, noi ci auguriamo davvero che le cose non siano andate così, non per il locale, ma per tutti i ragazzini neri che vengono quotidianamente discriminati.

Concerto di Capo Plaza del 12 agosto. Biniyam ha 16 anni. Non sta più nella pelle, il suo idolo è in concerto vicino…

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