Alternanza scuola-lavoro: 17enne ustionato gravemente

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Quanti devono rimanere feriti o peggio morire prima che il governo decida di abolire lo sfruttamento altresì chiamato alternanza scuola-lavoro? Abbiamo parlato di Lorenzo Parelli e di Giuseppe Lenoci, entrambi due giovanissimi studenti che hanno perso la vita durante quella che Matteo Renzi ha chiamato «esperienza formativa che unisce sapere e saper fare, orienta le aspirazioni dei giovani e apre la didattica al mondo esterno». Ma a che serve la didattica sul mondo del lavoro se poi devi morire prima di riuscire a prendere il diploma?

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Lorenzo Parelli, morto di alternanza scuola-lavoro

Quello del ragazzo di 17 anni rimasto gravemente ustionato in un’officina di Merano è il terzo incidente sul lavoro del 2022. Che poi, perché chiamarlo incidente sul lavoro se alla fine dei conti questi adolescenti non vengono pagati e se non vengono pagati è un vero e proprio sfruttamento? D’altronde, l’abbiamo spiegato anche quando Alessandro Borghese ha accusato i giovani di non voler lavorare gratis, come se non fosse normale non voler lavorare gratis: per lavorare, serve uno stipendio. Non esiste più la schiavitù e non si può giustificare un’esperienza in cui ti rompi le ossa con un certificato.

Dopo i due casi di omicidi sul lavoro, migliaia di studenti sono scesi in più di 40 piazze d’Italia, cercando di far comprendere al governo, che ovviamente non ascolta minimamente le uniche vittime delle loro decisioni, che l’alternanza scuola-lavoro va abolita, e va fatto subito, perché non può esistere che due studenti muoiano né che uno si ustioni gravemente mentre sarebbero dovuti essere a scuola. Questo problema è strettamente legato alla sicurezza sul lavoro, chiaramente, che fa fin troppe vittime ogni giorno. Mettere in sicurezza i luoghi lavorativi e lasciate gli studenti a scuola, a studiare.

«Lorenzo Parelli e Giuseppe Lenoci sono vittime di un’Italia in cui muoiono tre lavoratori ogni giorno, e in cui si è deciso di mandare gli studenti a lavorare gratis nelle stesse condizioni. Strappiamo e diamo fuoco ai simboli di Confindustria perché sappiamo chi ha voluto una scuola modellata sugli interessi dei padroni», dissero gli studenti in piazza a Torino che, davanti all’Unione Industriale, hanno bruciato il foglio con il simbolo di Confindustria, lanciando anche delle uova contro lo stemma.

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Manifestazione contro l’alternanza scuola-lavoro

«Il Pd è il primo responsabile delle morti di Lorenzo e GiuseppeL’alternanza scuola-lavoro utilizza giovani studentesse e studenti come forza lavoro gratuita, a discapito di qualsiasi norma di sicurezza. Questa non è la nostra idea di scuola. In particolare in un momento di emergenza come questo, la scuola deve essere strumento di crescita sociale e culturale, e non occasione di sfruttamento. In un Paese dove nel 2021 ci sono stati 1400 morti sul lavoro, lo Stato dovrebbe investire in sicurezza e non nella creazione di ulteriore precarietà.

Non ci bastano le finte lacrime e l’indignazione da parte dei responsabili, vogliamo l’immediata abolizione dell’alternanza scuola-lavoro e investimenti concreti sull’istruzione e l’edilizia scolastica».

Gli studenti e attivisti a Napoli

Ennesimo studente vittima dell’alternanza scuola-lavoro

È il terzo incidente grave quest’anno, e non siamo neanche a metà anno. Ha 17 anni lo studente rimasto gravemente ustionato a Merano nella giornata di ieri. Si trovava in un’officina di Bolzano intorno alle 15, impegnato nell’alternanza scuola-lavora, ed è rimasto ferito a causa di un ritorno di fiamma. È stato subito trasportato all’ospedale San Maurizio di Bolzano, con ustioni in più parti del corpo, poi trasferito in un centro specializzato in Baviera, a Murnau, dove ora è ricoverato in condizioni gravi. Insieme a lui è rimasto ferito anche un operaio di 36 anni.

Secondo la ricostruzione dei carabinieri, il 17enne stava utilizzando sostanze chimiche per effettuare una pulizia industriale e il contatto con uno strumento alimentato a energia elettrica avrebbe innescato le fiamme. L’Ispettorato del lavoro della Provincia autonoma di Bolzano è stato già avvertito, mentre la zona è stata isolata per consentire a chi di competenza di effettuare degli accertamenti. Tuttavia, quest’ennesimo incidente ha fatto tornare sulle bocche di tutti i problemi collegati della sicurezza sul lavoro e dell’alternanza scuola lavoro.

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Manifestazione contro l’alternanza scuola-lavoro di qualche mese fa a Firenze

Riguardo ciò, ricordiamo che il presidente della Repubblica Sergio Mattarella aveva anche incontrato i familiari di Lorenzo Parelli, la prima vittima dell’alternanza scuola-lavoro di quest’anno, dicendo: «mai più tragedie come quella del giovane Lorenzo Parelli, entrato in fabbrica per un progetto scuola–lavoro». Per la festa del Primo Maggio aveva ripetuto: «la sicurezza nei luoghi di lavoro è un diritto, una necessità, assicurarla un dovere inderogabile». Ma evidentemente son state solo parole.

Intanto si è espresso anche Luca Redolfi, coordinatore nazionale dell’Unione degli studenti: «Quest’ultimo incidente in officina si aggiunge a una lunga lista di morti sul lavoro e all’interno delle scuole. Sono fatti causati da un sistema malato, volto solamente al profitto. Vogliamo sicurezza dentro e fuori le scuole, vogliamo che l’Alternanza scuola lavoro e gli stage vadano aboliti in favore dell’istruzione integrata che metta in critica il sistema produttivo attuale per costruire dai luoghi della formazione un modello diverso di società». Sono state annunciate altre mobilitazioni studentesche in tutta Italia.

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