Calabria: carabinieri multano dei poliziotti assembrati in un bar

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Proprio quando pensavamo di averle viste proprio tutte, ecco un gruppo di poliziotti assembrati in un bar in provincia di Cosenza, a Corigliano-Rossano, e multati dai carabinieri. Insomma, quando ci chiediamo in che modo sia possibile che dopo un anno di pandemia ci siano ancora dei contagi e degli assembramenti, chiediamolo alle autorità che dovrebbero far rispettare le regole ma che, al contrario, decidono di assembrarsi davanti a un bar.

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Fonte: freepik

Quando leggiamo «carabinieri multano un gruppo di poliziotti» quasi ci sembra una barzelletta, e invece è proprio la triste realtà. Perché un cittadino dovrebbe rispettare la legge, tenere la mascherina alzata, rispettare le distanze, non fare assembramenti, se persino i poliziotti non lo fanno? Coloro che dovrebbero essere un esempio, ma che invece hanno deciso di fregarsene completamente.

Per chi non lo sapesse, la Calabria è in zona arancione, ma, comunque, qualsiasi sia la zona, ci sono sempre delle semplici regole da rispettare: niente assembramenti, la mascherina alzata e rispettare le distanza. Semplici e poche, giusto per assicurarsi di non tornare in zona rossa e vivere un’estate un po’ più normale. I poliziotti, però, forse hanno dimenticato di essere in pandemia, e hanno deciso di assembrarsi. Ma i colleghi carabinieri non gliel’hanno fatta passare liscia.

Poliziotti multati da carabinieri per assembramento davanti a un bar

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Fonte: freepik

È successo che un gruppo di carabinieri ha deciso di fare pausa caffè in un bar, come ci fa sapere La Repubblica. Come stabiliscono le regole, il gruppo ha preso il caffè e poi è uscito fuori dal locale. Non è infatti consentito, né in zona gialla, né in zona arancione, di sostare all’interno del locale. È possible, però, acquistare e poi consumare all’estero. Subito dopo però la pattuglia è rientrata, poiché aveva notato un assembramento di fronte al bancone, quindi all’interno del bar.

Rientrati, quindi, hanno deciso di multare quel gruppo di persone che si trovavano davanti al bancone a bere tranquillamente il proprio caffè, come se non ci fosse una pandemia. Alcuni di questi erano dei poliziotti in riposo, altri persino in servizio e in divina, ma questo non ha fermato le autorità competenti dal fermarli e multarli per assembramento. Insieme a loro c’era anche un dirigente della sanità locale. Il bar, invece, ha dovuto chiudere all’istante.

Il segretario del movimento sindacale autonomo di Polizia (Mosap) è intervenuto sulla vicenda: «Le regole devono essere rispettate da tutti e gli uomini e donne in divisa devono essere i primi a farlo. Detto ciò, tra le forze dell’ordine deve esserci collaborazione, cosa che a quanto pare, per via dell’esasperazione sta venendo meno». Ha poi aggiunto che non si sa come siano andate esattamente le cose «e quanta gente ci fosse in quel bar», tuttavia

«certo è che ci saremmo aspettati lo stesso tam tam mediatico quando abbiamo denunciato l’assenza di dispositivi di protezione individuale o la consegna di quelli scaduti e non idonei o, ancora, la confusione sul piano vaccinale. Ci saremmo aspettati la stessa risonanza quando abbiamo denunciato le costanti aggressioni e invochiamo la dotazione del taser. Comprendo benissimo che questo non ci ridicolizza e quindi non fa notizia».

Fabio Conestà

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Fonte: freepik

Questa storia ci fa solo pensare che i carabinieri hanno agito in maniera esemplare, non fermandosi davanti a una divisa ma multando un’ingiustizia, a prescindere da chi si son trovati davanti. Ci fa però anche pensare che molti ristoratori non hanno a cuore le aperture, poiché se così fosse avrebbero fatto uscire i poliziotti. Per andare avanti, c’è bisogno che le regole vengano rispettate sempre e da tutti, altrimenti ci ritroveremmo nell’Eterno ritorno di Nietzsche.

Ovviamente sappiamo che non tutti i poliziotti sono così e anche che non tutti i carabinieri avrebbero avuto la faccia di multare dei colleghi, ma che questa situazione sia d’esempio per tutti, cittadini e autorità: davanti alla legge dobbiamo essere tutti uguali, e la legge va rispettata per poter andare avanti.

Autore

  • Giulia, 22 anni, blogger. Amo scrivere, leggere, guardare serie tv e anime, i gatti e seguire le giuste polemiche. Instagram: @murderskitty

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