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Mindhunter: non ci sarà una terza stagione?

Mindhunter è una serie molto apprezzata sulla piattaforma di streaming Netflix, ma anche una delle più costose soprattutto considerando che il pubblico non è molto elevato, perciò i produttori hanno in mente di non realizzare la tanto attesa terza stagione, facendo arrabbiare i fan di tutto il mondo che la attendono da fin troppo tempo.

È quindi Mindhunter un’altra vittima del temibile Netflix che preferisce le serie e i film di basso livello amati dagli adolescenti come La Casa di Carta o 13 reasons why? Non esattamente, perché la piattaforma non ha ancora confermato la cancellazione della serie, o meglio non è detto che in futuro non verrà fatta una terza stagione.

In ogni caso, mentre per molte serie (come ad esempio Lucifer o Sense8) sono gli stessi attori e produttori a ribellarsi e a incitare i fan a fare petizioni o chiedere un rinnovamento del film, in Mindhunter sono gli stessi produttori a sostenere questa decisione, anzi, ad essere i primi ad averla approvata, poiché girare questo capolavoro, perché, ammettiamolo, è un capolavoro, significava letteralmente entrare in quel mondo, dimenticando la realtà.

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Fonte: twitter

Mindhunter: trama e trailer

Mindhunter è basato sul libro Mindhunter: La storia vera del primo cacciatore di serial killer americano, scritto da Mark Olshaker e John E. Dounglas. La prima stagione è composta da 10 episodi, la seconda da 9.

  • Prima stagione: «Nel 1977 Holden Ford, negoziatore frustrato dell’FBI, trova un’improbabile collaborazione nel navigato agente Bill Tench del reparto scienze comportamentali e nella professoressa Wendy Carr, con cui inizia a studiare una nuova tipologia di assassino, il cosiddetto “serial killer” e un nuovo metodo di indagine ed identificazione del colpevole chiamato “profilazione”, andando in varie prigioni degli Stati Uniti ad intervistare tutti i maggiori e famosi pluriomicidi che stanno scontando la loro pena.» (Fonte: Wikipedia)
  • Seconda stagione: «Holden e Bill continuano ad intervistare vari criminali statunitensi con l’aiuto di Wendy e Gregg; tra il 1979 e il 1981, Atlanta è lo scenario di inquietanti omicidi seriali, che contano tra le vittime bambini afroamericani, e Holden e Bill cercheranno di scovare il colpevole.» (Fonte: Wikipedia)

Mindhunter: le dichiarazioni dei produttori

Un certo rumor sulla fine della serie tv tanto amata era arrivato già a gennaio, quando gli attori della serie Jonathan Groff, Holt McCallany e Anna Torv sono stati liberati dagli obblighi verso il telefilm, cominciando quindi a far pensare che una terza stagione fosse davvero impossibile.

David Fincher, il produttore esecutivo e showrunner che tra l’altro al momento è impegnato nel progetto di Mank che uscirà su Netflix il 4 dicembre, ha confermato che la serie non continuerà e questo perché è troppo impegnativa. Tutto lo staff e gli attori hanno dovuto vivere «circa sei o sette mesi l’anno» a Pittsburgh, luogo dove è ambientato Mindhunter.

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Fonte: mindhunter

Ha poi affermato che mentre scriveva l’ultima stagione che abbiamo potuto vedere si è «trovato a guardare quello che era stato scritto e giungere alla conclusione di non apprezzarne nessuna parte, gettando via tutto per ricominciare dal principio», sebbene tutti i fan lo abbiano immensamente apprezzato.

Courtenay Miles, prima assistenza regista dello show e poi co-showrunner lavorava 90 ore a settimana solo per la seconda stagione, esaurendo tutte le forze e le energie per poter girare un’altra stagione, nonostante il finale facesse sospettare ai fan che ci sarebbe stato ancora tanto da dire e da vedere.

Tuttavia, nonostante fosse molto apprezzata, per i produttori e anche per Netflix (che, per una volta, ha lasciato carta libera al regista per sapere cosa lui avrebbe voluto fare riguardo alla sua serie), i prezzi erano troppo elevati in base alle visualizzazione. Perciò, i registi hanno deciso di rimandare la decisione alla fine della produzione di Mank:

«Per gli ascolti che aveva era uno show davvero costoso. Abbiamo parlato e detto ‘Finiamo Mank e poi vedrai come ti senti’. Ma onestamente non penso che potremo farlo in modo meno costoso rispetto alla seconda stagione. E bisogna essere realisti: i dollari devono avere un corrispettivo negli spettatori».

Tuttavia, sebbene sembri che la decisione sia ormai stata presa, non è sicuro che non avremo modo di assistere alla terza stagione di Mindhunter, più che altro si ha la certezza che non avverrà nei prossimi anni. Ma, chissà, che fra 5 anni non potremo sapere come va a finire la serie.

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Giulia

Giulia, 22 anni, blogger. Amo scrivere, leggere, guardare serie tv e anime, i gatti e seguire le giuste polemiche. Instagram: @murderskitty

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