Femminicidio annunciato a Quartu Sant’Elena: uccisa una 50enne

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Aveva 50 anni Mihaela Kleics, era stata sul letto con i vestiti impregnati del suo sangue, in seguito a tantissime coltellate. L’assassino è il suo compagno, Sandro Sarais, 56enne che ha persino tentato il suicidio, tagliandosi gola e polsi. Perché non solo ha ucciso una donna, ma voleva anche non pagare per quello che ha fatto. Il cadavere è stato scoperto ieri nella tarda mattinata, ma l’omicidio è avvenuto almeno quattro giorni fa. Ad allertare le forze dell’ordine è stata la sorella della vittima, che si trova in Romana e che non riusciva a contattarla da tre giorni.

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Questo non solo è l’ennesimo femminicidio, ma è anche l’ennesimo femminicidio annunciato. Mihaela Kleics aveva querelato il compagno lo scorso agosto, per poi ritirare la denuncia, ma con questo tipo di querela il procedimento d’ufficio scatta subito e quindi tutti gli atti erano stati già trasmessi alla Procura. Un femminicidio annunciato perché le forze dell’ordine erano già intervenute nelle scorse settimane, perché i medici erano già andati a casa della donna per curarla dalle ferite inflitte dal compagno. Un femminicidio annunciato, perché lui le aveva già urlato «ti ammazzo».

E anche davanti all’ennesima tragedia che colpisce una donna per mano di un uomo, dobbiamo sentire i boys indignati perché loro non ucciderebbero mai una donna e perché è un omicidio non un femminicidio. No. Quello di Mihaela Kleics non è un femminicidio. Non è stata uccisa da una persona a caso che si è svegliata e ha deciso di uccidere qualcuno a caso. È stata uccisa dal compagno violento, che la picchiava e che ha messo fine alla sua vita per sempre. E anche davanti a ciò, voi avete il coraggio di scrivere not all men.

Il femminicidio annunciato di Mihaela Kleics

Lei, Mihaela Kleics, 50enne romena che viveva nella piccola mansarda al terzo piano di una palazzina in via della Musica a Quartu Sant’Elena. Lui, Sandro Sarais, 56enne italiano di Nuraminis, comune sardo. Litigavano spesso, tanto che, una volta trovato il cadavere, la polizia non ha avuto dubbi: «Abbiamo subito concentrato le ricerche su di lui, eravamo già intervenuti per alcuni litigi e la donna aveva anche presentato una formale denuncia», ha detto all’ANSA il comandante provinciale dei carabinieri di Cagliari, Cesario Totaro.

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Intatti, nelle scorse settimane gli inquilini della palazzina avevano chiamato preoccupati le forze dell’ordine per le urla che sentivano dalla mansarda. Raccontano: «Li abbiamo sentiti litigare. Lui urlava: ‘ti ammazzo, ti ammazzo’, mentre lei lo invitava ad andarsene. È una morte annunciata». Persino lo scorso sabato sono state chiamate le forze dell’ordine, mentre nei mesi passati è dovuta intervenire anche l’ambulanza per curare la donna.

Sul posto sono intervenuti i militari della Compagnia e della Stazione di Quartu, i collegi del Nucleo investigativo del comando provinciale di Cagliari e gli specialisti del Ris, in modo da fare un sopralluogo all’interno della mansarda. Sul posto anche la magistrata di turno Nicoletta Mari e il medico legale, Roberto Demontis, al quale sarà anche affidato l’incarico dell’autopsia (fonte: ANSA). La casa è stata trovata in ordine, nessuna forzatura, c’era solo tanto sangue nella camera da letto.

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Sandro Sarais, colui che ha ucciso Mihaela Kleics, ha poi tentato il suicidio tagliandosi le vene e la gola, ma è stato rintracciato ieri pomeriggio grazie alle celle telefoniche. Si trovava nelle campagne di Castiadas vicino a un cavalcavia. Ora si trova in ospedale in stato di fermo e nelle prossime ore sarà ascoltato dagli inquirenti. Intanto il presidente del Consiglio regionale Michele Pais, anche a nome dell’intera Assemblea sarda ha commentato la vicenda.

«Ancora una volta dobbiamo piangere una vittima innocente uccisa da una mano assassina. L’omicidio di Quartu rievoca le morti di Quartucciu e le violenze gravi di Sennori, Tortolì e Cagliari. Una spirale di orrore che non si attenua: oggi è un altro giorno triste per l’Isola», ha commentato. Noi facciamo le condoglianze alla famiglia di Mihaela Kleics, e speriamo che Sandro Sarais possa marcire in galera per sempre, come chiunque considera le donne come un proprio oggetto.

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