Mary Shelley: le migliori citazioni della regina del gotico

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225 anni fa nasceva Mary Shelley, la regina del gotico che oggi ricordiamo come mamma di Frankenstein. Inizialmente, però, Mary Shelley, nata Wollstonecraft, non poté pubblicare il suo capolavoro con un nome femminile. Lei, così come altre autrici dell’epoca come Jane Austin, fu costretta a utilizzare uno pseudonimo per avere più credibilità, per convincere gli uomini a leggere il suo scritto. Oggi Frankenstein è un’opera che tutti conoscono, sia grazie al libro che alle diverse trasposizioni cinematografiche, sebbene lei abbia anche scritto altri racconti e altre opere.

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Mary Shelley

Mary Shelley, nata Mary Willstonecraft Godwin, è nata a Londra il 30 agosto 1797 e morì il primo febbraio 1851, divenendo, nella sua vita, una delle più importanti autrici della letteratura inglese e anche la prima a inaugurare il genere gotico. Era sposata con Percy Shelley, anche lui poeta ma di un altro genere, infatti Percy era più propenso alla lirica romantica che al gotico. La madre di Mary Shelley, Mary Wollstonecraft, che era una femminista liberale che scrisse sui diritti delle donne in Rivendicazioni dei diritti della donna, morì dopo 10 giorni dalla sua nascita e infatti lei fu cresciuta dal padre, William Godwin.

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Mary Shelley e il marito

Mary Shelley non era una scrittrice qualsiasi, lei era la vera e propria regina del genere gotico, una ragazza e poi una donna con un grande talento che non ha avuto paura di dimostrare. E per questo motivo oggi la ricordiamo con alcune delle sue citazioni più famose.

Mary Shelley: le migliori citazioni

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Dal biopic di Mary Shelley – Un amore immortale.

Il Sole abbraccia la Terra e i raggi di Luna baciano il Mare. Ma a che vale tutto questo baciare se tu non baci me.

Temo che ci resti poca felicità sulla terra; comunque tutta quella di cui forse un giorno godrò, è centrata su di te.

Nulla contribuisce così tanto alla tranquillità della mente quanto un fermo proposito – un punto sul quale l’anima può fissare il suo occhio intellettuale.

È più felice quell’uomo che crede che la sua città natia sia il mondo intero, di quello che aspira a divenire più grande di quanto la sua natura gli consenta.

L’inizio è sempre oggi.

Stringiamoci più stretti a ciò che ci rimane e spostiamo il nostro amore per coloro che abbiamo perduto, su quelli che ancora sono vivi.

Ho ottenuto di conoscere il suo segreto, e ambedue siamo stati perduti per sempre.

Dopo giorni e notti di un lavoro e di una fatica incredibili, riuscii a scoprire la causa della generazione e della vita; anzi, di più ancora, divenni io stesso capace di dare animazione alla materia morta.

Non avevo idea che tanta infelicità potesse nascere dall’amore.

Quanto sono mutevoli i nostri sentimenti e quanto strano è l’attaccamento passionale alla vita che abbiamo anche nel massimo della sofferenza!

È una farsa il chiamare virtuoso un qualsiasi essere le cui virtù non derivino dall’esercizio della sua propria ragione.

Quante cose saremmo sul punto di conoscere se il timore o la negligenza non frenassero le nostre ricerche.

L’invenzione non è una creazione dal nulla, bensì dal caos.

Oh, attesa, che cosa terribile sei, quando ti accende più la paura della speranza! Come ti attorci intorno al cuore, torturandone le pulsazioni! Come lanci fitte sconosciute per tutto il nostro debole meccanismo, e un momento è come se tu voglia farci tremare come vetro infranto fino a ridurci un nonnulla, un altro come se rinnovassi in noi delle forze tuttavia impotenti; e così ci tormenti con una sensazione simile a quella dell’uomo forte che non riesce a spezzare le sue catene per quanto queste si pieghino nella sua stretta.

I miei sogni furono solo miei; non ho mai dato la colpa a nessun per essi; sono stati il mio rifugio quando ero irritata – il mio piacere più caro quando ero libera.

Un essere umano perfetto dovrebbe sempre mantenere la mente calma e serena e non permettere che la passione o che un desiderio passeggero disturbino mai la sua tranquillità.

L’infelicità è una visitatrice meglio accolta quando viene nella sua forma più scura e ci avvolge in un nero perpetuo, poiché allora il cuore non soffre più di speranza delusa. 

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