Di Maio dice addio al M5S: vuole creare un nuovo gruppo

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Luigi Di Maio ha ufficialmente annunciato di lasciare il Movimento 5 Stelle. Già in mattinata l’Ansa aveva riportato la notizia secondo cui al Senato e alla Camera si stavano raccogliendo delle firme dei parlamentari del Movimento che avrebbero continuato a dare il proprio appoggio a Luigi Di Maio per formare dei gruppi autonomi, in quanto per costituirne uno servono 20 deputati. Tuttavia, sembra che a fianco dell’ex M5S ci siano 60 deputati e 11 senatori.

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Il nuovo gruppo si chiamerà “Insieme per il futuro“, e fino a questo pomeriggio non c’era un «numero esatto dei componenti», «perché potrebbero aggiungersi ulteriori indecisi dell’ultima ora, ma penso che nel pomeriggio avremo il numero definitivo», e infatti così è stato. Sono state diverse le persone che hanno voltato le spalle a Giuseppe Conte, presidente del Movimento, per seguire invece il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio.

Tutto, comunque, è partito dal crollo alle amministrative e alla vigilia della comunicazioni di Mario Draghi in Aula. Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio criticò la gestione di Conte, dissociandosi da una bozza dei senatori del partito in cui si chiedeva lo stop dell’invio di nuove armi all’Ucraina. «Si apre una fase transitoria, i numero per il gruppo ci sono alla grande ma nessuno sa nulla di nome e simbolo», ha detto un parlamentare vicino al ministro. I commenti, poi, sono stati diversi, sia da parte di colleghi che da parte del Twitter.

Luigi Di Maio fonda un nuovo gruppo e abbandona il M5S

«Quella di oggi è stata una giornata molto importante, al Senato è stata votata la risoluzione che rafforza il governo e il presidente Draghi, che andrà al prossimo Consiglio europeo con il forte sostegno delle forze politiche che sostengono l’esecutivo. Dopo settimane di ambiguità, turbolenze e attacchi, oggi siamo arrivati a un voto netto. Oggi io e tanti altri colleghi lasciamo il Movimento 5 Stelle, lasciamo quella che da domani non sarà più la prima forza politica in Parlamento», ha detto Luigi Di Maio alla stampa all’Hotel Bernini di Roma.

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«Ringrazio il Movimento, che in questi anni mi ha dato tanto, ma anch’io credo di aver dato il massimo. Nessuno ha intenzione di creare una forza politica personale. Ci mettiamo in cammino, partendo dagli amministratori locali. Dovrà essere un’onda con al centro le esigenze territoriali. Non ci sarà spazio per l’odio, il populismo, sovranisti ed estremismi», ha aggiunto. Prima della conferenza stampa, Luigi Di Maio ha informato il Presidente della Repubblica della sua scelta.

Riguardo ai seguaci di Luigi Di Maio, su 227 parlamentari del Movimenti (155 alla Camera e 72 al Senato), a seguirlo sono stati 60 deputati e 11 senatori, tra cui si trovano l’ex sottosegretario Gianluca Vacca, Sergio Battelli, Alberto Manca, Caterina Licatini, Luigi Iovino, Andrea Caso, Davide Serritella, Daniele Del Grosso, Paola Deiana, Filippo Gallinella, Francesco D’Uva, Vincenzo Spadafora, Iolanda Di Stasio, Cosimo Adelizzi, Carla Ruocco, Marialuisa Faro, Vittoria Casa, Gianluca Rizzo.

E ancora: Mattia Fantinati, Generoso Maraia, Patrizia Terzoni, Pasquale Maione, Giovanni Luca Aresta, Maria Pallini, Andrea Giarrizzo, Chiara Gagnarli, Nicola Grimaldi, Luciano Cillis, Elisabetta Barbuto, Anna Macina, Marianna Iorio, Luca Frusone, Giuseppe D’Ippolito, Silvana Nappi ed Emanuele Scagliusi. Al Senato per ora seguono Di Maio: Emiliano Fenu, Fabrizio Trentacoste e Antonella Campagna, Vincenzo Presutto, Primo Di Nicola, Simona Nocerino, Leonardo Donno e Sergio Vaccaro, e altri ancora. Alessandro Di Battista, invece, fa sapere su Facebook di abbandonare il Movimento, ma non per unirsi a Luigi Di Maio:

«Della nuova scissione del Movimento 5 stelle ( e della nascita del nuovo gruppo “atlantisti e europeisti” o “moderati e liberali”, non mi importa nulla. Ho lasciato il Movimento esclusivamente per questioni politiche quando venne presa la decisione scellerata (e suicida) di entrare nel governo dell’assembramento. Ciò che avviene oggi è soprattutto frutto di quei giorni. Un movimento nato per non governare con nessuno ha il diritto di evolversi e governare con qualcuno per portare a casa risultati. Non ha alcun diritto di governare con tutti per portare a casa comode poltrone. Si chiama ignobile tradimento. Non senso di responsabilità.

Forse adesso, e soltanto adesso, alcuni attivisti del Movimento stanno comprendendo le ragioni delle mie scelte passate (e anche di quel che dicevo in passato)».

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Intanto arrivano anche i commenti dei due Matteo: Salvini ovviamente fa sapere che lui è superiore a tutto, che a lui «interessa zero lo scontro Di Maio-Conte. A me interessa lo sconto benzina, luce e gas. Non entro nelle beghe degli altri partiti, sicuramente avere un ministro degli Esteri che non rappresenta manco il suo partito è problematico». Renzi, invece: «Oggi finisce la storia del Movimento 5 stelle. È stata una esperienza politica che abbiamo combattuto perché secondo noi faceva male al Paese. Ora che il grillismo è scomparso, come avevamo previsto, basta così. Non parliamone più. Torniamo alle cose serie, torniamo alla politica».

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