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#6 – Riviviamo i classici della nostra adolescenza: Hunger Games

Rieccoci qui con la seconda puntata di Riviviamo i classici della nostra adolescenza, con protagonista Hunger Games (saga scelta da voi su Instagram e su Telegram). La scorsa settimana abbiamo visto le diverse metafore di cui sono permeati il film e il libro che non è solo un battle royal ma ha dietro diversi messaggi.

Abbiamo iniziato questa rubrica con Twilight e abbiamo notato come, in realtà, il libro non sia poi così superficiale come molti credono, come non parli solo di una ragazzina che deve scegliere fra un vampiro e un licantropo, fra due bei ragazzi che sono follemente innamorati di lei. E anche con Hunger Games non faremo eccezione.

Sebbene infatti il romanzo di Suzanne Collins sia molto meno criticato rispetto a quello di Stephenie Meyer, anche questo ha avuto le sue sane critiche, in particolare riguardo ad alcuni personaggi (ma, per quanto riguarda il villain, è uno dei più amati e apprezzati sullo schermo).

Perciò, oggi analizzeremo proprio i personaggi della saga cinematografica che ha acceso la fiamma di ribellione negli adolescenti che si sentivano fuori posto e si rifugiavano nelle pagine di libri o nei film dove, in ogni caso, c’era un lieto fine.

Hunger Games: i personaggi principali

Da Katniss a Effy, tutti loro hanno dato un contributo alla formazione delle persone che siamo diventati oggi, ognuno di loro ci ha aiutato a sopravvivere a dei bulli o a una brutta giornata. Non sono solo personaggi di un romanzo, di una saga cinematografica, per noi che li abbiamo vissuti a pieno durante il nostro periodo più delicato, sono dei veri e propri idoli.

Al momento analizzeremo solo i personaggi principali, o meglio il triangolo, mentre nel prossimo articolo vedremo anche gli altri. Per cui, ricordiamoli e vediamo cosa sono riusciti a fare per noi.

Katniss Everdeen

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Fonte: standard.co.uk

Chiaramente non si può non cominciare dalla Ragazza di fuoco, la guerriera che si è sacrificata prima per sua sorella e poi per la stessa Panem, per Peeta, per il futuro dei bambini e di tutti i cittadini. Katniss è una ragazza che non voleva essere un leader ma che si trova a divenire il vero e proprio volto della rivoluzione contro il Presidente Snow.

La chiamano l'”immagine della speranza” e per noi è stato questo. La speranza del cambiamento, quando ancora non esistevano gli influencer che ci spronavano a dimagrire, a comprare questa crema per i brufoli, a cambiare noi stessi per piacerci o a cercare di accettarci così come siamo.

Katniss Everdeen per noi è stata quell’amica che non ci diceva “accetta, tanto deve andare per forza così”, ma ci diceva “non accontentarti, combatti per il tuo futuro e per i tuoi sogni, nessun obiettivo è troppo lontano”. Katniss sfida i potenti, non sta zitta davanti alle ingiustie («Vi ringrazio, per la vostra considerazione»), è una fiamma che arde sempre di più fino a bruciare chiunque le si scagli contro.

Lupo solitario, furba e con un grande istinto di sopravvivenza, Katniss riesce a uscire salva da ben due Hunger Games e, durante il secondo, possiamo notare come il fuoco sia stato capace di sciogliere anche il suo cuore di ghiaccio. Perché per quanto vuoi essere un lupo solitario, essere solitario non vuol dire essere soli. E Katniss Everdeen non è mai stata sola, a partire da quando il suo Peeta le ha acceso quella fiamma dentro.

Peeta Mellark

Peeta è sempre stato visto come il personaggio debole che senza Katniss non sarebbe sopravvissuto, ma in realtà è stato coraggioso sin dal primo momento. Nessuno si è sacrificato per lui quando il suo nome è stato estratto per gli Hunger Games, neanche la sua stessa madre credeva nelle sue possibilità di vincere, ma lui è riuscito prima ad allearsi con i favoriti per sopravvivere e per proteggere Katniss e poi a ritrovare se stesso, dopo la prigionia a Capitol.

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Fonte: 10eLOL

Per Peeta nessuno si è sacrificato ma lui lo ha fatto, per la sua amata, offrendosi come volontario al posto di Haymitch, per fare quest’ultimo viaggio insieme alla Ragazza di fuoco, di cui era da sempre innamorato.

Peeta è quella luce in mezzo al tunnel che ti sprona a camminare e a lottare, perché se la protagonista all’inizio si era arresa, lui le ha lanciato quel pane per aiutarla. Perché se Katniss nel primo Hunger Games ha lottato per la propria vita, per tornare a casa, nel secondo ha combattuto per salvare Peeta. E lo avevano capito tutti tranne lei stessa.

Dicono che Katniss è il volto della speranza, della rivoluzione, ma senza Peeta, senza la sua bontà di cuore, Katniss non avrebbe avuto alcuna speranza dietro cui correre. Se lei è stata la speranza per noi, Peeta lo è stato per lei. E l’ha aiutata anche a costo della propria vita. Per noi, Peeta è la consapevolezza che tutto finisce, che nessun dolore è eterno, che si può ricominciare da capo.

Gale Hawthorne

Gale è un po’ un ragazzo incompreso, follemente innamorato della sua migliore amica, intrappolato nella friendzone e con il costante rimorso di non essersi offerto come volontario al posto di Peeta, sia perché avrebbe potuto aiutare Katniss, che perché le sarebbe potuto stare più vicino.

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Fonte: pinterest

Gale rappresenta per noi il coraggio e la forza, ma anche l’umanità. Perché se da un lato vediamo un ragazzo coraggioso e forte che corre accanto alla sua migliore amica per salvare l’intera Panem, dall’altro è anche un ragazzo estremamente geloso della relazione fra Katniss e Peeta.

 

Ma è anche altruista e mette la vita degli altri dinnanzi alla sua, come quando ha difeso l’anziana a costo di prendersi le frustate sulla schiena. Non è un personaggio molto amato e questo è dovuto al fatto che agisce molto con il cuore, invece che con la mente. Dopo il secondo Hunger Games, lui non salva Peeta per Peeta stesso, ma per Katniss. Lui è accecato dall’amore che prova per lei, tanto da non accorgersi dei propri errori.

Gale e Katniss sono piuttosto simili, entrambi dei guerrieri che hanno dovuto lottare tutta la vita per sopravvivere, ma si sa, sono gli opposti ad attrarsi e, anche nel caso di Katniss, lei preferisce il “dente di leone“, la rinascita.

«Quello di cui ho bisogno per sopravvivere non è il fuoco di Gale, acceso di odio e di rabbia. Ho abbastanza fuoco di Gale, acceso di odio e di rabbia. Ho abbastanza fuoco di mio.

Quello di cui ho bisogno è il dente di leone che fiorisce a primavera. Il giallo brillante che significa rinascita anziché distruzione. La promessa di una vita che continua, per quanto gravi siano le perdite che abbiamo subito. Di una vita che può essere ancora bella. E solo Peeta è in grado di darmi questo.»

Hunger Games

Questo era il triangolo di Hunger Games, quelli che abbiamo amato e che ci hanno fatto crescere. Nella prossima analizzeremo anche Finnick, Johanna, Effy e Haymitch. Siete pronti?

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Giulia

Giulia, 22 anni, blogger. Amo scrivere, leggere, guardare serie tv e anime, i gatti e seguire le giuste polemiche. Instagram: @murderskitty

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