“È successo di nuovo”: il nuovo scandalo nella ginnastica americana riapre la ferita Larry Nassar

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Per anni la Ginnastica USA aveva promesso che dopo lo scandalo di Larry Nassar nulla del genere sarebbe mai più successo. Dopo centinaia di testimonianze, processi, documentari e milioni di dollari di risarcimenti, il mondo della ginnastica statunitense aveva costruito una nuova narrativa attorno alla sicurezza degli atleti e alla protezione delle giovani ginnaste. E invece oggi, quasi dieci anni dopo, molte persone stanno usando una frase inquietante: “It happened again” (è successo di nuovo).

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Al centro del nuovo caso c’è Sean Gardner, ex allenatore di ginnastica accusato di aver abusato di giovani atlete e di aver installato una telecamera nascosta nel bagno di una palestra in Mississippi per filmare bambine mentre si cambiavano. Gardner ha recentemente ammesso la propria colpevolezza per tre capi d’accusa federali legati allo sfruttamento sessuale di minori e rischia decenni di carcere. Secondo gli investigatori, nella sua abitazione sarebbero stati trovati circa 50 video e oltre 400 immagini ottenute attraverso registrazioni clandestine nella palestra Jump’In Gymnastics di Purvis, Mississippi, tra il 2017 e il 2018. 

Ma ciò che sta facendo esplodere il caso negli Stati Uniti non riguarda soltanto le accuse contro Gardner. Il vero punto è un altro: secondo diverse ex ginnaste e avvocati coinvolti nelle cause civili, USA Gymnastics avrebbe ricevuto segnalazioni sul comportamento dell’allenatore già nel 2017 senza però impedirgli di continuare a lavorare con minori.

Le prime segnalazioni erano arrivate anni prima

Secondo l’inchiesta di CBS News e Associated Press, alcune famiglie avevano già espresso preoccupazioni sul comportamento di Gardner quando lavorava in Mississippi. Una madre aveva scritto a USA Gymnastics denunciando “abbracci troppo lunghi” e atteggiamenti considerati inappropriati nei confronti delle giovani ginnaste. Anche la proprietaria della palestra avrebbe parlato di possibili “grooming behaviors”, cioè comportamenti manipolatori usati spesso dagli abusanti per costruire fiducia e controllo sulle vittime. 

Nonostante questo, Gardner riuscì comunque a trasferirsi nel 2018 alla prestigiosa Chow’s Gymnastics & Dance Institute in Iowa, una delle accademie più famose della ginnastica americana, conosciuta per aver allenato campionesse olimpiche come Shawn Johnson e Gabby Douglas. Ed è proprio lì che diverse ginnaste sostengono di aver subito nuovi abusi. 

L’avvocato John Manly, che in passato aveva rappresentato oltre 180 vittime di Larry Nassar, ha dichiarato che Gardner “non avrebbe mai dovuto mettere piede in una palestra”. Secondo Manly, bastava una verifica superficiale per trovare segnali sufficienti ad aprire un’indagine seria. 

“Le ragazze avevano parlato perché non succedesse più”

La testimonianza che sta colpendo maggiormente l’opinione pubblica americana è quella di Finley Weldon, oggi ginnasta universitaria, che sostiene di aver subito abusi da Gardner quando era adolescente. Intervistata da CBS News, Weldon ha pronunciato una frase diventata simbolica del caso: «Le ragazze del caso Nassar sono state coraggiose e hanno parlato affinché questo non accadesse mai più. E invece è successo di nuovo».

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Secondo la giovane atleta, Gardner faceva battute sessuali inappropriate, poneva domande invasive sulla vita privata delle ginnaste e utilizzava il contatto fisico durante gli allenamenti in modo ambiguo e disturbante. Altre ex atlete hanno raccontato dinamiche simili, parlando di manipolazione emotiva, contatti fisici non necessari e comportamenti normalizzati all’interno della cultura competitiva della ginnastica. 

Una delle parti più inquietanti dell’inchiesta riguarda il fatto che molte ragazze raccontano di non aver capito immediatamente la gravità di quei comportamenti proprio perché erano stati normalizzati nel contesto sportivo. Una ex ginnasta del Mississippi ha raccontato che alla fine di ogni allenamento le ragazze si mettevano in fila per ricevere un abbraccio, un bacio sulla fronte e una pacca sul sedere dal coach. “Era così normale che nessuna di noi ci pensava davvero”, ha spiegato. 

Il caso Sean Gardner sta mettendo di nuovo sotto accusa SafeSport

Dopo lo scandalo Larry Nassar, il Congresso americano aveva creato il Center for SafeSport, un organismo indipendente incaricato di investigare sugli abusi negli sport olimpici. L’obiettivo era evitare che federazioni sportive e allenatori potessero insabbiare denunce o proteggere figure potenti all’interno del sistema.

Ma oggi molte persone accusano proprio SafeSport di aver fallito nuovamente. Secondo diverse cause civili, l’organizzazione avrebbe ricevuto segnalazioni su Gardner anni prima della sua sospensione ufficiale nel 2022. 

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Associated Press ha parlato apertamente di un possibile “Nassar 2.0”, sostenendo che il watchdog sportivo avrebbe avuto numerose occasioni per bloccare definitivamente Gardner senza però intervenire con sufficiente rapidità. Secondo alcune fonti citate dall’AP, l’organizzazione sarebbe stata rallentata da conflitti interni, paura di conseguenze legali e gestione caotica delle indagini. 

Ed è proprio questo il dettaglio più devastante dell’intera vicenda: il fatto che tutto questo stia accadendo dopo il più grande scandalo di abusi sportivi della storia americana.

La ginnastica continua a essere uno sport costruito sul silenzio

Il caso Gardner sta riportando al centro una discussione molto più ampia sulla cultura della ginnastica agonistica. Per anni questo sport è stato accusato di normalizzare controllo estremo, disciplina assoluta e obbedienza totale agli allenatori. Molte ex ginnaste hanno raccontato di essere cresciute in ambienti dove mettere in discussione un coach veniva percepito quasi come un tradimento.

Ed è probabilmente questo il motivo per cui casi simili continuano a emergere ciclicamente. Il problema non sembra riguardare soltanto singoli allenatori abusanti, ma un intero sistema sportivo che per decenni ha premiato il silenzio, la paura e la subordinazione totale delle atlete ai tecnici.

Per questa ragione il nuovo scandalo sta provocando una reazione emotiva così forte negli Stati Uniti. Per molte persone non è soltanto un altro caso di abuso sportivo. È la prova che, nonostante tutte le promesse fatte dopo Larry Nassar, il sistema che avrebbe dovuto proteggere le giovani ginnaste potrebbe non essere cambiato abbastanza.

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Giulia, 27 anni, laureata in Filologia Italiana con una tesi sull'italiano standard e neostandard, "paladina delle cause perse" e insegnante di Italiano Lingua non materna. Presidente di ESN Perugia e volontaria di Univox. Amo scrivere, leggere, guardare serie tv e anime, i gatti e seguire le giuste polemiche. Instagram: @murderskitty

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