Hantavirus, la nave Hondius è arrivata a Tenerife: cosa sta succedendo in questo momento
La nave da crociera MV Hondius, al centro del focolaio di hantavirus che negli ultimi giorni ha attirato l’attenzione internazionale, è finalmente arrivata a Tenerife. L’imbarcazione, partita settimane fa dall’Argentina per una crociera polare, è attraccata nel porto di Granadilla dopo giorni di tensione, controlli sanitari e timori legati ai casi registrati a bordo. Ora l’attenzione è tutta concentrata sulle operazioni di sbarco dei passeggeri, considerate particolarmente delicate dalle autorità sanitarie spagnole e dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.
Cos’è l’hantavirus? Rischiamo una nuova pandemia? Finiremo in quarantena? Leggete questo articolo: Hantavirus, cosa sta succedendo davvero? Dal focolaio sulla nave Hondius ai controlli in Italia

Il caso ha iniziato a fare notizia dopo la conferma di diversi contagi da hantavirus sulla nave, insieme ad almeno tre decessi collegati al focolaio. Secondo le informazioni diffuse nelle ultime ore, a bordo della Hondius si trovano circa 140-150 persone tra passeggeri ed equipaggio, provenienti da diversi Paesi. La situazione ha rapidamente coinvolto autorità sanitarie internazionali, governi europei e organismi di monitoraggio epidemiologico, soprattutto per la particolarità del ceppo individuato: il virus delle Ande, una delle rarissime varianti di hantavirus che possono trasmettersi anche tra esseri umani, seppur in circostanze molto limitate e rare.
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ToggleLo sbarco a Tenerife e il piano sanitario speciale
L’arrivo della nave a Tenerife non significa però un ritorno immediato alla normalità per chi si trova a bordo. Le autorità spagnole hanno infatti organizzato una procedura di evacuazione e sbarco estremamente controllata, definita da diversi media come un’operazione sanitaria senza precedenti per la Spagna.

I passeggeri verranno fatti scendere a piccoli gruppi da cinque persone, trasferiti con imbarcazioni separate fino alla terraferma e poi accompagnati direttamente all’aeroporto per essere rimpatriati nei rispettivi Paesi. In molti casi sono previste quarantene preventive, monitoraggi sanitari e isolamento temporaneo. Alcuni governi, come quello britannico e francese, hanno già annunciato protocolli specifici per i propri cittadini una volta rientrati in patria. Sembrerebbe comunque che tutti i passeggeri «continuano a essere asintomatici», ha affermato la ministra spagnola della Sanità, Monica Garcia.
Secondo Reuters, le operazioni di evacuazione saranno coordinate in base alla nazionalità dei passeggeri, mentre una parte dell’equipaggio resterà a bordo per permettere alla nave di proseguire successivamente verso i Paesi Bassi, dove dovrebbe essere sottoposta a sanificazione completa. I primi a essere sbarcati sono gli spagnoli, seguiti da Olanda, Paese di bandiera dell’Hondius che prenderà in carico anche i cittadini di Germania, Belgio, Grecia e parte dell’equipaggio. «L’ultimo aereo sarà quello in partenza dall’Australia previsto per lunedì pomeriggio», ha spiegato la Ministra Garcia.
Imágenes del MV HONDIUS, ya anclado en el puerto de Granadilla, en Tenerife.#GuardiaCivil #Hondius pic.twitter.com/WHt4JljiQ7
— Guardia Civil (@guardiacivil) May 10, 2026
Perché l’hantavirus sta facendo così paura
Gran parte della preoccupazione sull’hantavirus nasce dal fatto che, dopo la pandemia di Covid-19, qualsiasi notizia riguardante virus, quarantene e navi isolate genera immediatamente un forte impatto mediatico e psicologico. Tuttavia, gli esperti e la stessa OMS stanno cercando di rassicurare la popolazione: l’hantavirus non viene considerato una minaccia paragonabile al Covid.
Gli hantavirus sono virus generalmente trasmessi dai roditori attraverso urine, saliva o escrementi contaminati. Nella maggior parte dei casi il contagio avviene proprio tramite esposizione ambientale e non da persona a persona. Il ceppo delle Ande rappresenta un’eccezione rara, perché può trasmettersi anche tra esseri umani in situazioni di contatto molto stretto e prolungato. Proprio questa caratteristica ha fatto scattare l’allerta internazionale intorno alla Hondius.
Nonostante questo, l’OMS continua a sottolineare che il rischio per la popolazione generale resta basso, anche grazie alle misure di isolamento e monitoraggio attivate immediatamente dalle autorità sanitarie: «Ho bisogno che mi ascoltiate chiaramente, questo non è un altro Covid», ha affermato il capo dell’Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus, arrivato in Spagna sabato per supervisionare l’evacuazione della nave.
Il caso Italia e la sorveglianza sanitaria

Anche l’Italia è stata coinvolta indirettamente nella vicenda. Il Ministero della Salute ha infatti attivato una sorveglianza sanitaria su quattro persone residenti in Italia che avevano condiviso un volo KLM con una delle vittime del focolaio. Al momento non risultano casi confermati nel nostro Paese, ma le autorità stanno comunque monitorando la situazione in via precauzionale.
La vicenda ha inevitabilmente riacceso online discussioni, paure e paragoni con i primi mesi del Covid, anche se gli esperti continuano a ribadire che la situazione è molto diversa. Non esiste infatti una trasmissione facile e diffusa del virus nella popolazione generale, e il numero di casi rimane circoscritto. Inoltre, il monitoraggio internazionale è stato attivato molto rapidamente rispetto a quanto accaduto in passato con altre emergenze sanitarie.
In queste ore il focolaio della Hondius viene osservato attentamente da autorità sanitarie, OMS ed enti europei di controllo epidemiologico. Le prossime fasi saranno fondamentali soprattutto per capire se emergeranno nuovi casi tra i passeggeri rimpatriati nei vari Paesi.
Nel frattempo, Tenerife resta il centro operativo di una delle vicende sanitarie più discusse degli ultimi giorni, tra protocolli di emergenza, quarantene preventive e un’enorme attenzione mediatica che dimostra ancora una volta quanto il tema dei virus continui a influenzare profondamente il dibattito pubblico globale.
Giulia, 27 anni, laureata in Filologia Italiana con una tesi sull'italiano standard e neostandard, "paladina delle cause perse" e insegnante di Italiano Lingua non materna. Presidente di ESN Perugia e volontaria di Univox. Amo scrivere, leggere, guardare serie tv e anime, i gatti e seguire le giuste polemiche. Instagram: @murderskitty






