Billie Eilish e la sindrome di Tourette: “Appena esco dalla stanza, i tic esplodono”

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Billie Eilish è tornata a parlare pubblicamente della sindrome di Tourette, raccontando ancora una volta quanto sia complicato convivere con una condizione neurologica spesso fraintesa dalle persone. La cantante, ospite del podcast Good Hang di Amy Poehler, ha spiegato che durante interviste, eventi pubblici o apparizioni davanti alle telecamere cerca costantemente di controllare i propri tic, arrivando però a sentirsi fisicamente ed emotivamente esausta. 

GettyImages-1395057885.jpg-1024x576 Billie Eilish e la sindrome di Tourette: “Appena esco dalla stanza, i tic esplodono”

La frase che più ha colpito il pubblico è stata probabilmente questa: “Faccio tutto quello che posso per trattenerli. Ma appena esco dalla stanza, i tic mi esplodono tutti insieme”. Un racconto molto diretto, che ha riacceso l’attenzione mediatica sulla sindrome di Tourette e sul modo in cui viene percepita online e nella vita quotidiana. 

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Billie Eilish convive con la Tourette da quando aveva 11 anni

La cantante aveva già parlato della sua diagnosi negli ultimi anni, spiegando di aver scoperto di avere la sindrome di Tourette a 11 anni. «È una cosa con cui convivo da quando ero bambina. Non ne ho mai parlato prima perché non volevo che definisse chi ero. Non volevo essere “l’artista con la sindrome di Tourette”», aveva detto durante un’intervista con Ellen DeGeneres. Nel tempo, però, molte persone hanno continuato a non rendersi conto della sua condizione proprio perché Billie è riuscita spesso a controllare i sintomi in pubblico. 

Durante un’intervista con David Letterman nel 2022, aveva confidato come «le persone spesso reagiscono ai miei tic ridendo perché pensano che io stia cercando di essere divertente. E io rimango sempre profondamente offesa. Se mi riprendi abbastanza a lungo, vedrai molti tic. Durante il giorno muovo costantemente le orecchie avanti e indietro, alzo le sopracciglia e schiocco la mandibola, contraggo il braccio, contraggo i muscoli. Nonostante si notino poco, per me questi movimenti sono davvero estenuanti».

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Nel podcast con Amy Poehler ha raccontato che i suoi tic non sono soltanto vocali, ma anche fisici: coinvolgono braccia, gola, testa, mani e muscoli del corpo. Alcuni movimenti possono sembrare quasi impercettibili agli altri, ma per lei richiedono uno sforzo enorme da gestire. 

Billie ha anche spiegato che le persone spesso non comprendono davvero cosa significhi convivere con la Tourette. In alcuni casi, racconta, chi la vede avere un tic pensa che stia scherzando o cercando di essere divertente, una reazione che continua a ferirla profondamente: «Le persone non capiscano cosa sia la sindrome di Tourette. Se inizio ad avere un attacco di tic, tipo una serie di tic di fila, la gente mi chiede: “Stai bene?”. Ma questa condizione per me è assolutamente normale. Ad esempio oggi non avete visto le mie ginocchia che ticchettano continuamente sotto questo tavolo? E i miei gomiti? Ho dovuto stringere le braccia per tutto il tempo».

Cos’è la sindrome di Tourette

La sindrome di Tourette è una condizione neurologica caratterizzata dalla presenza di tic motori e vocali involontari. Può manifestarsi con movimenti improvvisi, contrazioni muscolari, versi, colpi di tosse o altri comportamenti ripetitivi difficili da controllare. I sintomi generalmente compaiono durante l’infanzia o l’adolescenza e possono cambiare intensità nel tempo. Contrariamente a molti stereotipi diffusi online, non tutte le persone con Tourette presentano tic particolarmente evidenti o continui. In molti casi i sintomi possono essere lievi o “invisibili”, motivo per cui spesso la condizione viene sottovalutata o non riconosciuta immediatamente. 

Anche per questo motivo le dichiarazioni di Billie Eilish hanno avuto un forte impatto sui social: molte persone hanno ammesso di non sapere nemmeno che la cantante soffrisse di Tourette, mentre altri hanno condiviso esperienze personali simili legate ai tic e alla difficoltà di essere presi sul serio. Ci sono in realtà diversi artisti che soffrono di Tourette: ad esempio, Robbie Williams ha affermato di essere terrorizzato dalle esibizioni live proprio per questo motivo. Lewis Capaldi invece si è proprio dovuto prendere una pausa dalla musica dopo che ha dovuto interrompere un concerto a causa di troppi tic.

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La pressione di essere sempre osservata

Nel caso di Billie Eilish (e in generale dei vip), la situazione è resa ancora più complessa dall’esposizione mediatica costante. Essere una celebrity significa vivere continuamente sotto osservazione, soprattutto online, dove ogni movimento viene analizzato, commentato e spesso trasformato in meme o polemica. La cantante ha raccontato che durante interviste e apparizioni pubbliche tende a mantenere i muscoli costantemente in tensione per evitare che i tic diventino evidenti davanti alle telecamere. Questo però comporta uno sforzo enorme che finisce per accumularsi fino a “esplodere” appena si trova da sola o lontana dagli occhi del pubblico. 

Negli anni Billie ha parlato spesso anche del rapporto difficile con il proprio corpo e con la pressione estetica imposta dai social e dall’industria musicale. La Tourette si inserisce quindi in un discorso più ampio sul peso della fama e sul modo in cui internet tende a giudicare continuamente ogni aspetto della vita delle celebrity. 

E come accade spesso quando una celebrity parla apertamente della propria salute, anche le parole di Billie hanno generato reazioni molto diverse online. Da una parte tantissimi fan hanno apprezzato la sua sincerità e il fatto che continui a normalizzare una condizione neurologica ancora poco conosciuta; dall’altra non sono mancati commenti scettici o offensivi, con utenti che hanno addirittura messo in dubbio la veridicità della sua diagnosi. 

In realtà, proprio la capacità di controllare temporaneamente alcuni tic è uno degli aspetti che molte persone con Tourette raccontano più spesso. Questo però non significa che il disturbo “sparisca”, ma semplicemente che viene trattenuto con uno sforzo mentale e fisico enorme. Billie Eilish continua quindi a usare la propria visibilità anche per parlare di salute mentale e condizioni neurologiche senza filtri, contribuendo a rendere più comprensibili realtà che online vengono ancora troppo spesso ridotte a battute o stereotipi.

E forse è proprio questo il punto più importante delle sue dichiarazioni: ricordare che dietro l’immagine perfetta costruita dai social esistono persone reali, con fragilità, difficoltà quotidiane e battaglie invisibili che spesso il pubblico non vede affatto. 

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Giulia, 27 anni, laureata in Filologia Italiana con una tesi sull'italiano standard e neostandard, "paladina delle cause perse" e insegnante di Italiano Lingua non materna. Presidente di ESN Perugia e volontaria di Univox. Amo scrivere, leggere, guardare serie tv e anime, i gatti e seguire le giuste polemiche. Instagram: @murderskitty

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