Mondiali Qatar: Fiorello invita le squadre a ritirarsi

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Beh, è facile dire a tutte le squadre del mondo a ritirarsi dai Mondiali in Qatar, quando l’Italia non è riuscita a qualificarsi, ma accettiamo comunque il nobile gesto di Fiorello che in diretta dalla Rai, nella trasmissione “Aspettando Viva Rai2!“, ha sgridato l’emittente per aver «speso 200 milioni per prendere i diritti» di questi Mondiali che si svolgono in un Paese dove i diritti umani sono costantemente calpestati. Noi, negli ultimi mesi, ne abbiamo parlato più volte e per più occasioni, ma è bello che se ne sia parlato anche in televisione. Sarebbe allo stesso modo utopico che qualcuno si muova davvero per salvare queste persone.

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L’ultima è stata che l’omosessualità è un “danno mentale“, e a dirlo è stato l’ambasciatore dei Mondiali di Calcio 2022 in Qatar, Khalid Salman, ex calciatore della nazionale. Esattamente, durante un’intervista alla tv tedesca Zdf, ha anche affermato che «durante i mondiali di calcio arriveranno molte cose nel nostro Paese. Parliamo dei gay». «La cosa più importante è la seguente: tutti accetteranno che vengano nel nostro Paese. Ma loro dovranno accettare le nostre regole». Ma non è proprio così che funziona: dovrebbero essere loro ad accettare l’esistenza delle persone LGBT, in quanto esseri umani.

Pensiamo al report di SVT Sport, insieme a NKR e DR, in cui hanno affermato di aver contattato i 69 hotel consigliati dal sito FIFA per pernottare in Qatar durante il mondiale di calcio, e non tutti sembrano essere disposti a ospitare persone queer. Molti si sono rifiutati di avere delle persone LGBT nel proprio hotel, altri invece hanno avvertito che rischiano di essere arrestati. Per questo motivo Josh Cavallo ha voluto denunciare ancora una volta questa situazione.

Lo sportivo, lo scorso anno ha detto di essere «orgoglioso di annunciare pubblicamente che sono gay», ha raccontato di aver «combattuto la mia sessualità per oltre sei anni ormai, ma ora sono felice di potermene finalmente liberare. Tutto quello che voglio fare è giocare a calcio ed essere trattato allo stesso modo». Ha raccontato della realtà di cosa si prova a essere un calciatore professionista omosessuale, e del suo percorso per accettarsi e per amarsi, per trovare il coraggio di parlarne pubblicamente.

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Perché «nel calcio, hai una piccola finestra per raggiungere la grandezza, e fare coming out pubblicamente potrebbe avere un impatto negativo sulla tua carriera. Come calciatore gay, so che ci sono altri calciatore che vivono nel silenzio. Voglio aiutare a cambiare questo, a mostrare che tutti sono i benvenuti nel mondo del calcio, e che c’è il diritti di essere autentici», ha scritto. Delle parole forti, importanti e di grande impatto che speriamo possano arrivare al cuore di chiunque, non solo delle persone LGBT ma soprattutto degli omofobi, per far sì che si rendano conto di sbagliare.

Fiorello denuncia la situazione in Qatar

«Noi abbiamo bloccato il nostro campionato, il campionato più bello del mondo, per dare spazio ai Mondiali in Qatar, un paese dove tutti gli abitanti sul loro zerbino hanno scritto “Diritti umani”. Li calpestano ogni giorno. E noi chiudiamo il campionato per tutto questo?», ha detto Fiorello durante Aspettando Viva Rai2!, l’appuntamento quotidiano in diretta alle 7.15 sul suo profilo Instagram e a seguire su RaiPlay. Con la sua solita ironia, si chiede: «quando mai in Qatar hanno giocato a pallone? Quando mai lì c’è stato un campionato di calcio? Dove giocavano? Nei pozzi di petrolio? Non c’era lo spazio. C’erano le trivelle».

Poi, la proposta: «tutti dovrebbero ritirarsi da questo mondiale», facendo riferimento alla polemica nata a seguito delle dichiarazioni dell’ambasciatore dell’evento ed ex calciatore professionista Khalid Salman di cui abbiamo parlato nei paragrafi precedenti, ma quella è solo la punta dell’iceberg! «Un Paese dove tutti gli abitanti, “i qataresi” (ride, ndr), sul loro zerbino hanno scritto “Diritti umani”. E loro li calpestano ogni giorno». Insomma, non la tocca neanche pianissimo, ma ci va giù pesante.

Chiede poi ai suoi spettatori: «Avete sentito cosa hanno detto degli omosessuali? Tutti i tifosi e gli addetti ai lavori saranno chiusi in una Fan Zone, in uno spazio ristretto, e se poi escono da lì saranno arrestati. E noi chiudiamo il campionato per tutto questo?». Infine, fa una sorta di frecciatina alla Rai, che «ha speso 200 milioni per prendere i diritti di questi mondiali».

Ricordiamo tra l’altro che in Qatar sarà vietato sbandierare la bandiera LGBT… Ma c’è già una soluzione, che arriva dall’associazione francese Stop Homophobie in collaborazione con Pantone, nota azienda statunitense che si occupa principalmente di tecnologie per la catalogazione dei colori e della produzione del sistema di identificazione di questi ultimi: hanno reazione una Colors of Love, ovvero una bandiera speciale completamente bianca, con scritti però i codici dei colori della bandiera LGBT. Insomma, una sorta di bandiera arcobaleno senza però essere colorata! Per manifestare contro l’omofobia, senza rischiare di essere arrestati.

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