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Euphoria 3 è stata davvero un flop? I numeri raccontano una storia diversa

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Per mesi la terza stagione di Euphoria è stata al centro di polemiche, discussioni e critiche. Il salto temporale, alcune scelte narrative controverse, la morte di personaggi amatissimi e un finale che ha lasciato più domande che risposte hanno diviso il pubblico come mai prima d’ora. Sui social si è parlato spesso di una stagione deludente, di una serie che aveva perso la sua identità e di un Sam Levinson incapace di replicare la magia degli esordi.

Eppure, guardando i numeri, emerge una realtà molto diversa. Perché se è vero che la critica e parte dei fan si sono spaccati davanti all’ultima stagione, è altrettanto vero che Euphoria continua a essere uno dei più grandi successi della storia recente di HBO.

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Un finale discusso, ma seguito da milioni di persone

Secondo i dati diffusi da HBO, il finale di serie ha raggiunto 8,7 milioni di spettatori nei primi tre giorni dalla messa in onda. Un risultato leggermente superiore rispetto alla première della stagione, che si era fermata a 8,5 milioni. Potrebbe sembrare una differenza minima, ma racconta qualcosa di importante: nonostante le critiche e il passaparola spesso negativo, il pubblico è rimasto. Anzi, è aumentato.

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Chi si aspettava un crollo degli ascolti episodio dopo episodio è stato smentito dai fatti. Molti spettatori hanno continuato a seguire la serie fino alla fine, probabilmente spinti dalla curiosità di scoprire il destino di Rue, Cassie, Maddy, Jules e degli altri protagonisti, o semplicemente perché erano affezionati ai personaggi iniziali. Del resto, i finali controversi hanno spesso questo effetto: fanno arrabbiare, fanno discutere, ma riescono comunque a tenere tutti incollati allo schermo.

Il dato forse più sorprendente riguarda la media complessiva della stagione. HBO ha dichiarato che la terza stagione ha raggiunto una media di 25 milioni di spettatori a livello globale. Un aumento del 17% rispetto alla seconda stagione, che nello stesso periodo si fermava a circa 21,5 milioni. Numeri che rendono difficile parlare di flop. Anzi, dal punto di vista commerciale e degli ascolti, Euphoria 3 è stata probabilmente la stagione più vista dell’intera serie.

Questo dimostra una verità che spesso si tende a dimenticare: il successo di un prodotto non coincide necessariamente con l’unanimità delle opinioni. Alcune delle opere più discusse sono anche quelle che attirano più pubblico.

Una serie che è diventata un fenomeno culturale

Quando la prima stagione debuttò nel 2019, nessuno immaginava che Euphoria sarebbe diventata una delle serie simbolo di una generazione. Nel corso degli anni il cast è diventato una vera e propria fabbrica di star. Zendaya è diventata una delle attrici più richieste di Hollywood, mentre Sydney Sweeney, Jacob Elordi e Hunter Schafer hanno visto la propria carriera esplodere grazie alla serie.

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Nel frattempo, Euphoria è diventata molto più di un teen drama. Ha influenzato moda, make-up, linguaggio social e persino il modo in cui la televisione racconta il disagio giovanile. Forse è anche per questo che ogni scelta narrativa della terza stagione è stata analizzata al microscopio.

La vera questione, infatti, non riguarda il successo commerciale. Nessuno può sostenere seriamente che Euphoria 3 sia stata un fallimento dal punto di vista del pubblico. I dati dimostrano il contrario. Il dibattito riguarda piuttosto l’eredità artistica della serie.

Molti fan hanno criticato la gestione di personaggi come Jules, considerata quasi irrilevante nel finale. Altri hanno contestato la morte di Rue, giudicandola eccessivamente tragica dopo un percorso di crescita lungo tre stagioni. C’è poi chi non ha mai accettato alcune storyline introdotte negli ultimi episodi, considerate frettolose o poco sviluppate. Eppure proprio queste scelte hanno alimentato la conversazione online.

Secondo HBO, il finale è stato l’episodio più discusso dell’intera stagione sui social network, generando il 140% di conversazioni in più rispetto alla première. In altre parole, tutti ne parlavano.

Un finale che probabilmente continueremo a discutere

Forse è questa la vera eredità di Euphoria. Non una serie perfetta, sempre coerente e che mette tutti d’accordo, ma una serie che riesce ancora a generare dibattito, emozioni e interpretazioni completamente diverse tra loro. Il finale della terza stagione difficilmente entrerà nella storia come uno dei più amati della televisione. Per molti spettatori resterà una conclusione amara, frustrante e a tratti incompleta.

Tuttavia, i numeri dimostrano che il pubblico non ha smesso di guardare. Anzi, ha continuato a seguire la storia fino all’ultimo minuto. E in un’epoca in cui l’attenzione degli spettatori dura sempre meno, forse questo è il successo più grande che una serie possa ottenere.

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Giulia, 27 anni, laureata in Filologia Italiana con una tesi sull'italiano standard e neostandard, "paladina delle cause perse" e insegnante di Italiano Lingua non materna. Presidente di ESN Perugia e volontaria di Univox. Amo scrivere, leggere, guardare serie tv e anime, nuotare, i gatti e seguire le giuste polemiche. Instagram: @murderskitty

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