Euphoria 3 e la polemica su Cassie: Chloe Cherry critica la storyline OnlyFans

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La terza stagione di Euphoria continua a far discutere, e questa volta al centro della polemica c’è la controversa storyline di Cassie, interpretata da Sydney Sweeney. Il personaggio decide di aprire un account OnlyFans, scelta narrativa che ha scatenato reazioni forti tra pubblico, critica e addetti ai lavori. Tra le voci più critiche c’è quella di Chloe Cherry, che nella serie interpreta Faye e che, grazie al suo passato nell’industria per adulti, offre un punto di vista particolarmente diretto e informato su questo tipo di rappresentazione.

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Chloe Cherry contro la storyline di Cassie

Durante un’intervista con Refinery29 riportata da Deadline, Chloe Cherry ha commentato senza mezzi termini la scelta narrativa legata a Cassie. L’attrice ha definito la situazione “pazza da morire” e ha aggiunto: “Tipo, santo cielo, è davvero qui che siamo arrivati come società?”. Partiamo dal presupposto che Chloe Cherry è una ex attrice di film per adulti e una ex star di OnlyFans, prima di iniziare a interpretare Faye Valentine nella seconda stagione di ‘Euphoria’, quindi ecco se c’è qualcuno che può criticare l’ambiente, quel qualcuno è proprio lei.

La gente ha le idee e le fantasie più assurde sul sex work, come se fosse una cosa che ti dà un sacco di potere, e abbiamo visto tutte queste notizie in cui dicono: ‘Oh, una modella di OnlyFans guadagna 700 miliardi di dollari al mese’, e tutti rimangono a bocca aperta”, ha detto a Refinery29. “Onestamente penso proprio che queste cose siano solo fumo negli occhi, e non so. Non capisco nemmeno cosa significhi essere su OnlyFans, onestamente, non so nemmeno cosa ci facciano le persone lì.

La sua è una dichiarazione forte che evidenzia come la rappresentazione del sex work nella serie rifletta un cambiamento sociale molto evidente, ma anche problematico. La sua reazione non è tanto contro la serie in sé, quanto contro ciò che questa scelta narrativa rappresenta a livello culturale. La critica principale riguarda il contesto del personaggio: Cassie non è ritratta come una persona in difficoltà economica estrema, ma come qualcuno che sceglie questa strada pur vivendo in una situazione relativamente privilegiata. Questo, secondo Cherry, rischia di semplificare e distorcere la realtà.

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Uno dei punti più discussi dell’intervento di Chloe Cherry riguarda il concetto di empowerment, spesso associato a piattaforme come OnlyFans. L’attrice ha infatti dichiarato: “Non ha nulla a che fare con l’emancipazione o con il potere. L’economia è pessima, ed è per questo che le persone cominciano a fare questo mestiere“. Queste parole spostano il discorso su un piano più realistico e meno idealizzato. Secondo Cherry, il successo di OnlyFans e di piattaforme simili non può essere letto esclusivamente come una forma di libertà individuale, ma deve essere analizzato anche alla luce delle difficoltà economiche che spingono molte persone verso questo tipo di lavoro.

La gente ha le idee e le fantasie più assurde sul lavoro nel mondo del sesso, come se fosse una cosa che ti dà un sacco di potere, e abbiamo visto tutte queste notizie in cui dicono: ‘Oh, una modella di OnlyFans guadagna 700 miliardi di dollari al mese’, e tutti rimangono a bocca aperta”, ha detto a Refinery29. “Onestamente penso proprio che queste cose siano solo fumo negli occhi, e non so. Non capisco nemmeno cosa significhi essere su OnlyFans, onestamente, non so nemmeno cosa ci facciano le persone lì“.

Il background di Chloe Cherry rende la sua critica più incisiva rispetto a quella di molti spettatori: non si tratta di un’opinione esterna o teorica, ma di una riflessione basata su esperienza diretta. Per questo motivo, le sue parole hanno avuto grande risonanza sui social e nei media, contribuendo ad alimentare il dibattito.

La storyline di Cassie e le reazioni del pubblico

La trama di Cassie nella terza stagione è tra le più discusse dell’intera serie. Il personaggio decide di creare contenuti espliciti online, anche per sostenere uno stile di vita costoso e per cercare una forma di controllo sulla propria immagine e sulle proprie relazioni. Questa rappresentazione ha generato reazioni contrastanti. Alcuni spettatori la considerano coerente con il tono provocatorio di Euphoria, da sempre noto per affrontare temi scomodi senza filtri. Altri, invece, la giudicano eccessiva o poco realistica, soprattutto per il modo in cui viene presentata come una scelta quasi “normale”.

La stessa Sydney Sweeney ha difeso il personaggio, sottolineando la complessità psicologica di Cassie e la sua continua ricerca di approvazione e identità. Tuttavia, il dibattito resta aperto e continua a dividere il pubblico.

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Fin dal suo debutto, Euphoria si è distinta per la rappresentazione esplicita e spesso controversa della sessualità, delle dipendenze e delle relazioni tra giovani adulti. La serie ha costruito la propria identità proprio sulla capacità di affrontare temi difficili in modo diretto e visivamente potente. Con la terza stagione, però, la narrazione sembra spingersi ancora oltre, introducendo dinamiche legate al sex work digitale, alla monetizzazione del corpo e all’influenza dei social media.

Questo tipo di contenuti, se da un lato rispecchiano la realtà contemporanea, dall’altro sollevano interrogativi sulla responsabilità della serie nel rappresentarli. Le parole di Chloe Cherry si inseriscono perfettamente in questo dibattito, mettendo in discussione il modo in cui certe realtà vengono raccontate e percepite dal pubblico.

Un fenomeno culturale più ampio

Al di là della serie, la discussione tocca un tema molto più ampio: il ruolo di piattaforme come OnlyFans nella società contemporanea. Cherry ha definito il fenomeno come “un fenomeno assurdo e strano degli anni 2020“. Una frase che riassume bene il senso di spaesamento di fronte a un cambiamento rapido e complesso, che coinvolge economia, cultura digitale e percezione del corpo. “OnlyFans e il sex work sono diventati più accettati, ma è letteralmente solo a causa del capitalismo e del peggioramento della situazione economica», ha spiegato Cherry.

Negli ultimi anni, OnlyFans è diventato un simbolo di una nuova economia digitale basata sulla monetizzazione diretta dei contenuti personali. Tuttavia, come sottolineato dall’attrice, questo modello solleva anche questioni etiche, sociali ed economiche ancora irrisolte.

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La polemica sulla storyline di Cassie in Euphoria dimostra ancora una volta la capacità della serie di generare dibattito e di riflettere le contraddizioni della società contemporanea. Le dichiarazioni di Chloe Cherry aggiungono una prospettiva critica e autentica, mettendo in discussione alcune narrazioni dominanti sul sex work e sull’empowerment.

Tra intrattenimento e provocazione, Euphoria continua a interrogare il pubblico su temi complessi e spesso scomodi. Resta da vedere come la serie svilupperà questa storyline nei prossimi episodi e se riuscirà a offrire una rappresentazione più sfumata e consapevole di un fenomeno così delicato e attuale.

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Giulia, 27 anni, laureata in Filologia Italiana con una tesi sull'italiano standard e neostandard, "paladina delle cause perse" e insegnante di Italiano Lingua non materna. Presidente di ESN Perugia e volontaria di Univox. Amo scrivere, leggere, guardare serie tv e anime, i gatti e seguire le giuste polemiche. Instagram: @murderskitty

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