Britney Spears: un altro passo verso la libertà

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Continua la lotta di Britney Spears in tribunale. Sono ormai mesi che ne parliamo, da quando la verità ha cominciato a salire a galla un po’ per tutti e abbiamo deciso di ascoltare, dopo 13 anni, quello che la principessa del pop ha da dire. Il primo piccolo passo è stato ottenuto quando ha potuto scegliere da sola il suo avvocato e soprattutto quando ha ottenuto il possesso dei suoi social, decidendo di sua volontà cosa postare e cosa no, cosa dire e cosa no.

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Fonte: Twitter

Qualche mese fa siamo stati felici di farvi sapere che la giudice Brenda Penny aveva stabilito che il padre di Britney Spears, Jamie, non aveva più il totale controllo sulle finanze della figlia 39enne, ma che avrebbe dovuto, da quel momento in poi, collaborare con la Bessemer Trust, una società di servizi finanziari. Quella era solo una prima piccola vittoria per la cantante, soprattutto dopo l’uscita del documentario che racconta questa brutta e tragica storia, Framing Britney Spears.

La storia ha radici nel 2008, anno che noi ricordiamo con il crollo nervoso di Britney Spears (le sue foto con la testa rasata hanno fatto letteralmente il giro del mondo) e in cui il padre Jamie è ufficialmente divenuto il tutorie legale del patrimonio e della carriera della figlia popstar, venendo pagato (come se un padre dovesse essere pagato per accudire la propria figlia) la bellezza di 130 mila dollari all’anno.

Per anni Britney Spears non si era lamentata di questa conservatorship, così viene chiamato in America in termini legali questo tipo di tutela applicata a chi ha disturbi mentali o è troppo anziano, ma lo scorso anno tutto è cambiato (il New York Times ha recentemente pubblicato un articolo in cui si vede che, però, Britney ha provato per anni del conservatorship del padre), quando, tramite il suo legale Samuel Ungham III, aveva fatto sapere in tribunale di essere «fortemente contraria» alla tutela paterna, minacciando anche di non cantare più finché le cose non sarebbero cambiate.

Sono ormai anni che i fan di Britney Spears ma anche amici o colleghi come Miley Cyrus (al pre-Super Bowl ha urlato “Amiamo Britney!”), Cher, Paris Hilton (cara amica della bionda), Ariana Grande lottano per liberarla dalle grinfie paterne, con #FreeBritney, cercando di informare il più possibile il mondo di quello che le sta accadendo. Anche durante l’udienza da cui è uscita con una piccola vittoria, i fan manifestavano all’estero del tribunale con cartelli con scritto #FreeBritney. Il giorno dell’udienza, invece, il fidanzato della cantante ha postato su Instagram una foto con la maglietta “Free Britney”, e continua a supportarla anche in questi giorni.

Se volete leggere la commovente dichiarazione che Britney Spears ha rilasciato qualche settimana fa, le trovate qui in lingua italiana. Se invece volete anche informarvi sul rapporto con la sorella, protagonista di Zoey101, potete farlo qui. Se siete qui per sapere la novità del giorno condivisa da TMZ, e confermata poi da Variety e altre testate, continuate a leggere quest’articolo.

Britney Spears: il padre potrebbe rinunciare alla custodia

Sebbene molti stiano già festeggiando e la news sia passata in un determinato modo a causa di titoli clickbait, in realtà il padre di Britney Spears non ha ancora rinunciato alla tutela della figlia, quasi 40enne. La prima testata a rilasciare la notizia è stata TMZ, con un titolo molto clickbait ma leggendo il corpo dell’articolo capiamo che in realtà non è così come si afferma nel titolo, che recita «Jamie Spears accetta di dimettersi da tutore di Britney». Letto così, sembra che la lotta sia ormai conclusa, ma la verità è un’altra.

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Fonte: Twitter

Jamie Spears ha affermato di voler trovare un accordo con l’avvocato della figlia e con il giudice per dimettersi dal tutoraggio di Britney Spears, un accordo che probabilmente non lo farà finire in galera e che probabilmente gli consenta di poter continuare a sfruttare in qualche modo la figlia (sono ipotesi). La sua avvocatessa ha affermato, leggiamo su Variety, che «non ci sono, infatti, motivi reali per sospendere o rimuovere Mr. Spears come tutore delle proprietà… ed è molto discutibile se un cambiamento del tutoraggio in questo momento sarebbe nel migliore interesse di Ms. Spears».

Ma poi aggiunge: «Tuttavia, anche se Mr. Spears è il bersaglio incessante di attacchi ingiustificati, non crede che una battaglia pubblica con sua figlia per il suo continuo servizio come suo conservatore sarebbe nel suo interesse. Così, anche se deve contestare questa richiesta ingiustificata per la sua rimozione, Mr. Spears intende lavorare con la Corte e il nuovo avvocato di sua figlia per preparare una transizione ordinata a un nuovo tutore». Quindi non è vero che vuole rinunciare al suo incarico e sparire per sempre, non è vero che accetta Britney come persona libera.

Tuttavia, Britney Spears stessa sa già chi vuole che sia il suo tutore: «Ms. Spears rispettosamente sostiene che la Corte dovrebbe nominare il suo candidato, in quanto, si tratta di una preferenza oggettivamente intelligente per nominare un altamente qualificato, fiduciario professionale in questa circostanza. Inoltre, Ms. Spears rispettosamente sostiene che, dato il riconoscimento della Corte al 14 luglio 2021, sentendo che Ms. Spears ha sufficiente capacità di scegliere il proprio consulente legale, ha anche sufficiente capacità di fare questa nomina».

Nei documenti, vediamo su TMZ, continuiamo a leggere: «Indipendentemente dal suo titolo formale, Mr. Spears sarà sempre il padre di Ms. Spears, la amerà sempre incondizionatamente, e si prenderà sempre cura dei suoi interessi», diversa sembra essere la situazione per Lynne Spears, che Britney si rifiutò di vedere quando era nella clinica per salute mentale nel 2019. Secondo il padre, lui è l’unico ad esser stato vicino alla figlia quando «era in crisi, disperatamente bisognosa d’aiuto». «Non solo soffriva mentalmente ed emotivamente, ma veniva anche manipolata dai predatori e in difficoltà finanziarie. Mr. Spears è venuto a salvare sua figlia per proteggerla», negando quindi che l’abbia mai costretta a far qualcosa contro voglia.

TMZ però vuole sentire le due campane, e infatti ha contattato anche l’avvocato di Britney Spears, Matthew Rosengart, ed è stato indifferente sulla decisione di Jamie di potersi dimettere con un accordo: «Siamo soddisfatti ma non necessariamente sorpresi che Mr. Spears e il suo avvocato finalmente riconoscono che deve essere rimosso. Siamo delusi, tuttavia, dal loro continuo vergognoso e riprovevole attacchi a Ms. Spears e altri». Aggiunge poi:

«Non vediamo l’ora di continuare la nostra indagine vigorosa sulla condotta di Mr. Spears, e altri, negli ultimi 13 anni, mentre raccoglieva milioni di dollari dalla tenuta di sua figlia, e non vedo l’ora di prendere la deposizione giurata di Mr. Spears nel prossimo futuro. Nel frattempo, invece di fare false accuse e sparare a sua figlia, Mr. Spears dovrebbe farsi da parte immediatamente».

A Variety l’avvocato invece afferma: «Ho annunciato in tribunale il 14 luglio che, dopo 13 anni di status quo, era il momento per Mr. Spears di essere sospeso o rimosso come tutore e che il mio studio si sarebbe mosso in modo aggressivo e rapido per quel risultato. Dodici giorni dopo, il mio studio ha presentato una petizione per la sospensione e la rimozione di Mr. Spears sulla base di forti, insormontabili basi legali, che sono stati inequivocabilmente sostenuti dalla legge e da tutte le parti coinvolte, tra cui Jodi Montgomery, Britney Spears e il suo team medico».

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Fonte: Twitter

Su People c’è anche un commento di un avvocato di Lynne, la madre di Britney Spears, Gladstone N. Jones: «Lynne Spears è contenta che Jamie abbia accettato di dimettersi. Lynne è entrato in questa conservatoria per proteggere sua figlia quasi tre anni fa. Ha compiuto ciò che si era prefissata di fare. Non avrà ulteriori commenti.» Tuttavia, abbiamo già visto precedentemente che Britney non ha un buon rapporto neanche con sua madre.

Quindi, concludendo: Jamie Spears non si è ancora dimesso dall’essere il tutore di Britney Spears, ma intende lavorare con la corte affinché si trovi un accordo e un nuovo tutore, ancora convinto però di aver fatto un ottimo lavoro e di aver aiutato la figlia. Avremo notizie più certe a riguardo il 29 settembre e sapremo se davvero Britney Spears riuscirà a vincere questa battaglia contro il suo stesso padre. Intanto, incrociamo le dita per lei.

Autore

  • Giulia, 22 anni, blogger. Amo scrivere, leggere, guardare serie tv e anime, i gatti e seguire le giuste polemiche. Instagram: @murderskitty

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