Bitcoin: valore crollato del 15%


Qualche settimana fa vi avevamo parlato di come, soprattutto grazie alle donazioni di Elon Musk, il valore del bitcoin avesse raggiunto dei record, tuttavia nelle ultime ore è drasticamente crollato del 15%, scendendo a 53mila dollari e perdendo quindi fino a un quinto del valore. Tuttavia c’è anche da ricordare che, fino a qualche mese fa, il Bitcoin valeva meno di 20mila dollari, quindi non è detto che non si riprenda o che, addirittura, triplichi il suo valore.

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Il bitcoin è una moneta virtuale istituita nel 2009 da uno (o più) hacker sotto lo pseudonimo Satoshi Nakamoto. Come funziona? A differenza di tutte le altre valute, dell’euro, del dollaro, della sterlina, della kuna, il Bitcoin non è gestito da una Banca centrali che la distribuisce, ma è basato solamente su due principi: un «network di nodi» e «una forte crittografia».

Per utilizzarlo basta creare un portafoglio o un conto virtuale e poi accedere ai siti che offrono il Bitcoin in cambio di denaro. Si può comprare il bitcoin sia tramite un bonifico che con carte ricaricabili. Poi, puoi scegliere se scambiarli oppure spenderli (le attività che li accettano, sia online che fisiche, sono sempre di più). Ma il Bitcoin è una cosa legale e sicura? O rischiate solo di perderci soldi?

L’Unione Europea ha approvato e riconosciuto l’utilizzo dei Bitcoin e delle criptovalute con la Direttiva Ue 2018/843, «stabilendo però che tutti i provider di servizi di portafoglio digitale dovranno applicare controlli sistematici sulla propria clientela per porre fine al regime di anonimato associato alle valute virtuali».

Bitcoin: perché è crollato del 15%

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Il Bitcoin nelle ultime ore ha perso fino al 15,1% (fonte: ANSA) del suo valore, arrivando a quota 51.708,51 dollari, divenendo il peggior calo giornalieri dal mese di febbraio. A riportarlo è stato l’agenza Bloomberg, spiegando che la causa di questo crollo potrebbe riscontrarsi nel fatto che il Tesoro Usa potrebbe avviare un giro di vite sul riciclaggio di denaro sporco tramite il denaro delle criptovalute.

Pensate poi che la banca centrale turca ha persino bannato l’uso di criptovalute come forma di pagamento dal 30 aprile, affermando che l’anonimato dietro alle monete digitali porta un rischio di perdite «non recuperabili». Ha anche vietato alle società che gestiscono i pagamenti e i trasferimenti di fondi elettronici di elaborare le transazioni dalle piattaforme di criptovalute, secondo quanto stabilito da un decreto postato sulla gazzetta ufficiale venerdì scorso.

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Ether, che è la seconda valuta digitale subito dopo il Bitcoin, ha ceduto il 18% prima di poter pareggiare le perdite. Fino a quattro giorni fa la prima valuta aveva segnato un nuovo record, arrivando a 64.869 dollari, in attesa dello sbarco al Nasdaq di Coinbase. Aggiungiamo anche che ci sono notizie dalla Cina secondo cui c’è stato un rallentamento dell’attività di generazione di Bitcoin (detto mining, qui se volete avere più info) a causa di alcuni black out in alcune aree del paese.

Insomma, al momento questo è ciò che sappiamo. Ciò non toglie che il mese prossimo non possa salire di nuovo, come abbiamo già visto, è invariabile e nessuno può sapere se e quando il Bitcoin salirà o crollerà, non resta che sperare.

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