Anatoly Moskvin: Il collezionista di bambole umane – Una Tazza D’horror #18

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Bentornati su Una Tazza D’horror, dove parliamo di casi irrisolti, leggende metropolitane, omicidi inspiegabili e tanto altro ancora. L’altra volta abbiamo parlato di Travis lo scimpanzé, uno scimpanzè che sfigurò una donna strano ma vero, quest’oggi invece, come vedete dal titolo, parleremo di Anatoly Moskvin, il collezionista di bambole. Non mi dilungo più di tanto e buona lettura!

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Chi è Anatoly Moskvin?

Anatoly Moskvin, nato il 1 settembre 1966, è un accademico e linguista russo di Nizhny Novgorod.
Moskvin visse a Nizhny Novgorod, la quinta città più grande della Russia, e disse che iniziò a vagare per i cimiteri con gli amici quando era ancora uno scolaro.

In un articolo scritto poco prima dell’arresto, spiegò il suo interesse per i morti, attribuendoli a un incidente infantile durante il quale assistette a una processione funebre per una ragazza di 11 anni. L’uomo ha affermato che i partecipanti lo avevano costretto a baciare il viso della ragazza morta, scrivendo che: “un adulto ha spinto la mia faccia verso la fronte cerata della ragazza con un berretto ricamato, e non c’era nulla che potessi fare se non baciarla come ordinato“

Dopo essersi laureato presso l’Università Statale di Mosca, divenne famoso negli ambienti accademici. Le sue principali aree di interesse accademico erano la storia e il folclore celtico, nonché le lingue e la linguistica, aveva anche un profondo interesse per i cimiteri, i riti di sepoltura e occulto. Conservava anche una biblioteca personale di oltre 60.000 libri e documenti, oltre a una vasta collezione di bambole. I colleghi accademici lo descrivono come un genio e un eccentrico.
Da adulto condusse una vita isolata. Non si è mai sposato, preferendo vivere con i suoi genitori. Si dice che potesse essere persino vergine.

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Cosa è accaduto?

Dopo aver esumato i cadaveri dalle loro tombe, Anatoly Moskvin ricercò teorie e tecniche di mummificazione dai libri nel tentativo di preservare i corpi. Asciugava i cadaveri usando una combinazione di sale e bicarbonato di sodio, poi nascondeva i corpi in luoghi sicuri, asciutti dentro e intorno ai cimiteri.

Una volta che i corpi erano asciugati, li portava a casa sua, dove usava vari metodi per creare “le bambole cadavere“. Incapace di impedire ai corpi di appassire e contrarsi mentre si asciugavano, avvolgeva gli arti in strisce di stoffa per fornire pienezza, o riempiva i corpi di stracci e imbottiture; a volte aggiungendo maschere di cera decorate con smalto sulle loro facce. In seguito vestiva le bambole cadavere e gli metteva delle parrucche per bambini dai colori vivaci. Moskvin ha inoltre dichiarato di provare grande simpatia per i bambini morti e ha sentito che potrebbero essere riportati in vita sia dalla scienza sia dalla magia nera.

Ha rinchiuso i resti nelle bambole nel tentativo di dare loro dei corpi funzionali da utilizzare fin quando avrebbe scoperto un modo per riportarli in vita, disse che era consapevole che stava commettendo un crimine, ma sentiva che i bambini morti stavano implorando di salvarli. Credeva che salvare i bambini fosse più importante dell’obbedienza alla legge.

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Natalia Chardymova, una delle tante vittime di Moskvin

Era anche motivato dal suo stesso desiderio di avere figli, in particolare una femmina. Anatoly Moskvin era spesso amareggiato del fatto che non avesse mai avuto figli, infatti, aveva cercato di adottare una ragazza contro il volere dei suoi genitori. Tuttavia la domanda gli era stata rifiutata a causa delle basse entrate. Negò qualsiasi attrazione sessuale alle bambole, erano le sue figlie… parlava e interagiva con i cadaveri, cantava canzoni per loro, guardava i cartoni animati con loro, organizzava feste di compleanno e celebrava le vacanze.

Nel 2002 Natalia Chardymova, una bambina di 10 anni, fu uccisa da un tossicodipendente. La madre pregò per 9 lunghi anni su una tomba vuota perchè il corpo della piccola si trovava a casa di Anatoly. Ad ogni compleanno l’uomo lasciava sulla tomba dei bigliettini per la madre che però non capiva e pensava fosse solo uno scherzo di cattivo gusto.

Solo nel 2011 Anatoly è stato scoperto e rinchiuso in un istituto psichiatrico.

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