Adescava ragazzine su Twitter e le faceva a pezzi

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Una storia agghiacciante e macabra che vorremmo non fosse reale, che vorremmo fosse solo una leggenda per incitare gli adolescenti a fare attenzione al web. Ma è tutto vero: un 29enne adesca ragazzine su Twitter per poi ammazzarle e fare a pezzi i loro corpi.

Il suo nome è Takashiro Shirasci e probabilmente sarà condannato a morte dopo aver confessato di aver brutalmente ucciso 8 innocenti ragazzine (e un ragazzino fidanzato con una delle vittime), descrivendo in maniera approfondita e studiata il modo crudele in cui ha tolto il presente e il futuro a quelle ingenui e tristi ragazzine che gli raccontavano di pensieri suicidi.

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Fonte: chenews.it

Tuttavia, potevano essere salvate, mentre lui le uccideva e poi faceva a pezzi i loro corpi per semplice godimento personale, uccidendo anche il fidanzato di una delle sue vittime, che aveva scoperto tutto. Questa è una di quelle macabre storie che non pensiamo mai possano accadere nella vita reale, perché ci piace pensare che gli psicopatici assassini esistano solo nei film o nelle serie tv, o al massimo nel passato.

Gli omicidi risalgono al 2017, anno in cui è stato scoperto dal fratello di una delle vittime che aveva trovato molto ambigui dei messaggi che aveva inviato sul profilo della sorellina e che, quindi, gli ha teso una trappola in cui poi si è presentata la polizia giapponese per arrestarlo e metter fine al suo orrore. Dentro casa sua, sono stati trovati i cadaveri, o meglio i pezzi di cadaveri, delle ragazzine.

Killer delle ragazzine: come le uccideva

Vi invito a non continuare a leggere se siete molto sensibili, perché potrebbe ferirvi o disturbarvi. 

Il suo piano di godimento personale nel vedere soffrire e poi morire delle vite innocenti inizia su Twitter, dove individua le più fragili, ingenue e tristi, le ragazzine con pensieri suicidi oppure autolesioniste, offrendo loro di aiutarle a morire. A volte diceva persino che si sarebbero suicidati insieme, ma lui voleva solo vedere come soffrissero davanti ai suoi occhi.

Il modo in cui accompagnava alla morte le sue vittime era sempre lo stesso: le contattava, loro si fidavano e quindi si allontanavano dalla propria famiglia e da chiunque cercasse di aiutarle seriamente, che avrebbe potuto salvarle sia da Takahiro che da se stesse. Poi le portava nel suo appartamento vicino Tokyo, a Zama, e le stuprava e poi strangolava.

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Fonte: chenews.it

Ma quando un fratello apprensivo ha letto i messaggi strani sull’account della sorellina scomparsa, si è messo d’accordo con un’altra ragazza per contattarlo e organizzare un incontro, a cui si è presentata la polizia arrestandolo e dando finalmente giustizia alle giovani ragazzine senza futuro.

Quando la polizia ha fatto irruzione nell’appartamento, ha trovato davanti ai propri occhi una scena raccapricciante: i corpi delle nove vittime erano sparse in diversi frigo e contenitori refrigerati.

Quest’ottobre il killer avrà la sua sentenza, dichiarandosi colpevole di tutti e nove i delitti. Considerando che in Giappone si utilizza ancora la pena di morte, probabilmente a lui toccherà la pena più grave.

Autore

  • Giulia, 22 anni, blogger. Amo scrivere, leggere, guardare serie tv e anime, i gatti e seguire le giuste polemiche. Instagram: @murderskitty

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