I vip sono stati clonati? La vilare teoria del web
Negli ultimi anni, la teoria dei VIP clonati è diventata uno dei fenomeni più virali del web. Secondo questa narrativa, alcune celebrità sarebbero state sostituite da cloni, sosia o addirittura copie artificiali create da élite segrete, e da quando gli Epstein file sono stati rilasciati, queste teorie sono solo raddoppiate. Quella che potrebbe sembrare una fantasia fantascientifica è oggi una vera e propria tendenza online, alimentata da TikTok, Reddit e YouTube. E tra i nomi più discussi nelle ultime settimane spicca proprio Selena Gomez.

La teoria sostiene che star della musica, del cinema e dello spettacolo vengano “rimpiazzate” quando cambiano aspetto in modo evidente, attraversano crisi personali o pause mediatiche e mostrano comportamenti considerati “diversi dal solito”. Vedasi ad esempio il caso di Britney Spears, al centro di queste teorie dei VIP clonati da quando è ritornata sui social, completamente diversa da quella che ricordavamo (sarà che, forse, sono passati vent’anni ed è stata sotto tutela paterna dal 2008 al 2021, senza poter minimamente essere indipendente?).
Secondo i sostenitori, in ogni caso, dietro queste sostituzioni ci sarebbero organizzazioni segrete, governi o gruppi di potere globale. Si è parlato ad esempio tanto degli Epstein Files, in cui ci sarebbero persino delle prove di questo scambio avvenuto. Tuttavia, non esistono prove concrete, ma ciò non ha impedito alla teoria di diventare virale.
Brittney Spears was CLONED according to the Epstein files 👀 pic.twitter.com/YypZ4eVMA0
— Truth Seeker (@_TruthZone_) February 6, 2026
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ToggleI casi più famosi di VIP clonati: da Paul McCartney a oggi
La teoria dei cloni non nasce con i social. Uno dei primi esempi è quello di Paul McCartney. La celebre teoria “Paul is Dead” sostiene infatti che Paul McCartney, bassista dei The Beatles, sia morto nel 1966 e sia stato sostituito in segreto da un sosia, per evitare uno shock globale tra i fan e mantenere unita la band. La voce iniziò a diffondersi seriamente nei campus universitari americani alla fine degli anni ’60, fino a diventare un vero fenomeno culturale nel 1969. Lo stesso McCartney, anni dopo, ironizzò sulla storia pubblicando nel 1993 un album intitolato Paul is Live, prendendo in giro l’intera teoria.
I sostenitori del complotto indicano diversi presunti “indizi” nascosti nelle canzoni dei Beatles. Uno dei più famosi riguarda il brano Strawberry Fields Forever, dove secondo alcuni John Lennon direbbe “I buried Paul” (“ho seppellito Paul”) alla fine della canzone. In realtà, la frase sarebbe semplicemente “cranberry sauce”.
Altri esempi riguardano messaggi nascosti ottenuti riproducendo i brani al contrario: si dice che Revolution 9 contenga la frase “Turn me on, dead man”, mentre I’m So Tired nasconderebbe “Paul is dead, man, miss him, miss him”. Tuttavia, ascoltando questi brani al contrario, è facile interpretare suoni casuali come parole con qualsiasi significato si voglia trovare.

Negli anni, altri nomi sono stati coinvolti Avril Lavigne (sostituita da “Melissa”), Eminem, Kanye West, la già citata Britney Spears e Jim Carrey. Eminem è finito al centro di queste teorie dei VIP clonati nel 2006, quando iniziò a circolare una teoria secondo cui sarebbe stato sostituito. Una spinta recente a questa narrativa è arrivata dal brano Cloned Rappers di Tom MacDonald, che sostiene che gli Illuminati avrebbero “prelevato campioni ossei per clonare i rapper”, con l’idea che “se non riescono a controllarti, eliminano la versione originale di te”.
Nel testo, MacDonald cita esplicitamente artisti come Gucci Mane, Kodak Black ed Eminem, affermando addirittura che quest’ultimo “non rappa più davvero dai tempi di Encore”. Al di là di queste affermazioni, però, non esistono prove concrete a sostegno della teoria. Le voci sulla presunta morte di Eminem riemergono ciclicamente online, ma senza alcun fondamento. Nel 2024, ad esempio, il Detroit News ha pubblicato un necrologio dedicato al rapper, scatenando confusione tra i fan: si trattava in realtà di una trovata promozionale per il suo album The Death of Slim Shady.
È quindi una dinamica che si ripete spesso nel momento in cui la celebrità non corrisponde più all’immagine cristallizzata nella memoria del pubblico, prende piede subito l’idea della “sostituzione”. Si dimentica però un aspetto fondamentale: gli attori o i cantanti non sono personaggi immutabili, ma esseri umani che cambiano nel tempo, proprio come noi. Nel caso di Jim Carrey, inoltre, molti dei ruoli che lo hanno reso iconico risalgono a oltre trent’anni fa, ovvero un periodo in cui è del tutto normale che il suo aspetto fosse diverso rispetto a oggi.
Il caso Selena Gomez: la teoria più virale del 2026
Tra tutte le celebrità coinvolte nell’ultime settimane, Selena Gomez è diventata una delle protagoniste principali di questa narrativa. Secondo i sostenitori della teoria, la star Disney sarebbe stata sostituita dopo problemi di salute avvenuti intorno al 2017, anno segnato dal trapianto di rene a causa del Lupus. Secondo alcuni, infatti, sarebbe morta proprio per questa malattia. Le principali “prove” citate includono:
- Cambiamenti fisici: differenze nel viso, negli occhi e nelle espressioni, persino un neo che prima non c’era (lo sappiamo che i nei possono comparire anche da adulti?)
- Comportamento diverso: atteggiamenti considerati “non coerenti” con il passato, come se la personalità di una persona non possa cambiare, soprattutto crescendo
- Video comparativi: montaggi TikTok con “prima e dopo”, come se con l’età (e con una malattia) il corpo di una persona non possa cambiare
- Screenshot sospetti: immagini non verificate che la collegherebbero a scandali
Uno degli elementi più emotivamente forti citati dai sostenitori della teoria riguarda Justin Bieber. Secondo questa narrativa, il cantante, che ha avuto una relazione intensa e altalenante con Selena Gomez e di cui ancora oggi si parla fin troppo, sarebbe stato a conoscenza della presunta “verità”. A sostegno di questa idea viene spesso menzionato un tatuaggio sul polso sinistro di Bieber: un angelo realizzato nell’aprile 2013. All’epoca, diversi media avevano notato come il volto raffigurato, una donna con ali, somigliasse molto a una foto di Selena pubblicata su Elle nel luglio 2012.
Nel contesto della teoria del clone, però, quel tatuaggio assume un significato completamente diverso: non più un gesto romantico legato alla loro storia, ma una sorta di memoriale. Secondo i sostenitori del complotto, sarebbe un tributo permanente alla “vera” Selena, nonostante il matrimonio attuale di Bieber con la modella Hailey Bieber.
Come se non bastasse, questa teoria si è intrecciata con un’altra zona oscura del web: quella legata ai documenti di Jeffrey Epstein. In un contesto online dove la speculazione domina, uno screenshot non verificato è diventato un elemento centrale della narrativa. L’immagine, priva di contesto, data e qualsiasi conferma ufficiale, contiene una breve frase: “diecided about Selena”.
Per molti utenti su TikTok, questo sarebbe il cosiddetto “smoking gun”, la prova decisiva. Da qui nasce un’ulteriore evoluzione della teoria: la vera Selena avrebbe “saputo troppo” su una presunta rete legata a Epstein, e quel messaggio dimostrerebbe che fosse un bersaglio. È fondamentale però chiarire che questa email non è mai stata autenticata. Nessun documento legale o indagine ufficiale ha mai collegato Selena Gomez a Epstein, e lo screenshot non specifica nemmeno a quale “Selena” si riferisca.
Clonazione reale vs fantasia
Un elemento che confonde molte persone è il fatto che la clonazione esista davvero, ma solo in ambito scientifico e su scala limitata. Ad esempio, è possibile clonare animali domestici, anche se con molte difficoltà e risultati non sempre identici. Tuttavia, non esiste tecnologia per creare cloni umani adulti, non è possibile trasferire memoria o personalità e un clone non sarebbe mai identico nel comportamento. Quindi l’idea di sostituire una celebrità con un clone perfetto resta pura fantascienza.
La teoria dei VIP clonati, inclusa quella su Selena Gomez, non è supportata da prove reali. Tuttavia, il suo successo dimostra il rapporto ossessivo con le celebrità, la difficoltà di accettare il cambiamento di una star che ci ha accompagnato sin da quando eravamo bambini e il potere degli algoritmi nel diffondere narrazioni, anche quando sono completamente assurde.
Più che un mistero da risolvere, questa teoria è uno specchio della cultura digitale contemporanea. E probabilmente continuerà a evolversi, coinvolgendo nuove star e nuove “prove” sempre più virali.
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Giulia, 27 anni, laureata in Filologia Italiana con una tesi sull'italiano standard e neostandard, "paladina delle cause perse" e insegnante di Italiano Lingua non materna. Presidente di ESN Perugia e volontaria di Univox. Amo scrivere, leggere, guardare serie tv e anime, i gatti e seguire le giuste polemiche. Instagram: @murderskitty






