Tag: giornalismo

Shireen Abu Akleh: la giornalista di Al Jazeera “uccisa a sangue freddo” da Israele
News dal mondo

Shireen Abu Akleh: la giornalista di Al Jazeera “uccisa a sangue freddo” da Israele

Le forze israeliane hanno ucciso la giovane giornalista Shireen Abu Akleh, che si stava occupando della situazione a Jenin, nella Cisgiordania occupata quando è stata raggiunta da diversi colpi di arma da fuoco ieri, mercoledì 11 maggio. La giornalista è stata portata d'urgenza in ospedale in condizioni molto critiche, ed è stata dichiarata morta poco dopo, secondo il ministero della salute palestinese. Abu Akleh indossava anche un giubbotto da stampa e si trovava insieme agli altri giornalisti sul posto, quando è stata uccisa. Più volte abbiamo denunciato la situazione di conflitto che c'è fra la Palestina e l'Israele, con le ultime notizie che riguardano ancora una volta le truppe israeliane che uccidono dei palestinesi. Tuttavia, è un conflitto un po' più complicato e, per quest...
Non solo Milo Infante: i giornalisti che cercano Denise Pipitone, vengono indagati
News dal mondo

Non solo Milo Infante: i giornalisti che cercano Denise Pipitone, vengono indagati

Fa storcere molto il naso ma fa soprattutto pensare: perché un giornalista dovrebbe essere indagato per il proprio impegno nell'indagare sul caso Denise Pipitone, sul caso di scomparsa di una bambina di cui non si sa nulla da 18 anni? E soprattutto, perché sono solo quelli che si pongono delle domande ben precise su chi potrebbero essere i colpevoli a finire nel mirino delle forze dell'ordine? Ovviamente si esclude la giornalista di Quarto Grado Ilaria Mura, che nel mirino ci è finita perché indagata per favoreggiamento nei confronti di Gaspare Ghaleb. Ma Milo Infante, Federica Sciarelli, e tutti gli altri giornalisti, perché devono temere di analizzare la verità? Facciamo il nostro solito recap, prima di parlare dell’argomento di oggi. Voglio ricordarvi che qualche mese fa è stato pub...
“Tracce. 100 anni di terroristi”: arriva su Audible il podcast di Guido Olimpio e Alessandra Coppola
Curiosità

“Tracce. 100 anni di terroristi”: arriva su Audible il podcast di Guido Olimpio e Alessandra Coppola

È disponibile da oggi 6 settembre su Audible l'interessante podcast di Guido Olimpio e Alessandra Coppola, nato dalla collaborazione tra Corriere della Sera e Audible: «Un viaggio a ritroso nella storia del terrorismo moderno seguendo le tracce dei terroristi dal primo Novecento ad oggi». Il podcast, il terzo frutto di questa collaborazione, è disponibile sia sulla piattaforma di podcast più popolare che su Corriere.it per gli abbonati al Corriere della Sera, con 10 episodi da 50 minuti. Per chi non conoscesse la piattaforma di Audible, è un'azienda che ha come principale obiettivo quello di intrattenere e informare i propri ascoltatori, e lo fa quando il cliente vuole (quindi non è come una radio in cui bisogna collegarsi in un determinato orario) e soprattutto rendendo possibile ...
«Dove sono le femministe?»: la bassezza dei giornali italiani
Opinioni attuali

«Dove sono le femministe?»: la bassezza dei giornali italiani

Siamo sorprese da come i media, i giornali e i soliti utenti sui social davanti a una situazione tragica e disumana come quella che sta avvenendo in questo preciso momento in Afghanistan trovino persino il tempo di scrivere: «dove sono le femministe?» attaccando un movimento che, mentre loro stanno piagnucolando su un social network seduti sul comodo divano di casa loro probabilmente anche con l'aria condizionata, si trova sul campo a fare qualcosa di concreto o che sta cercando di fare informazione? No, ovviamente non siamo sorprese. Fa quasi ridere come degli uomini si chiedano dove si trovino le femministe quando l'unica cosa buona che hanno fatto per il movimento femminista sia stato... non picchiare le donne? E se ne vantano anche, magari, come se non fosse il minimo della decenza...
Catherine Zeta Jones e la gaffe di Vanity Fair
Opinioni attuali, Vip news

Catherine Zeta Jones e la gaffe di Vanity Fair

L'abbiamo chiamata gaffe perché mancanza di rispetto nei confronti di un'attrice vincitrici di un Oscar e di tantissimi altri premi, con persino un'Onorificenza dell'Impero Britannico, era troppo lungo. Catherine Zeta Jones è stata protagonista contro un fenomeno combattuto dalle femministe da ormai anni: l'anonimità delle donne nei giornali, che diventano «moglie di...», «mamma» o semplicemente vengono chiamate per nome come se fossero delle amiche d'infanzia e non delle donne che si sono impegnate per ottenere il successo che hanno. Ma di questo ne abbiamo già approfonditamente parlato qui. Fonte: Twitter Oggi parliamo di un caso in particolare, quello di Catherine Zeta Jones, attrice a Broadway, al cinema e in televisione, ballerina, cantante, doppiatrice, commendatore dell'Ordin...
Marocco: condannato dopo quasi un anno Omar Radi, giornalista e attivista della sinistra
News dal mondo

Marocco: condannato dopo quasi un anno Omar Radi, giornalista e attivista della sinistra

Avete presente che in Italia durante la discussione del DDL Zan molti esponenti della destra si sono lamentati delle discriminazioni che hanno ricevuto per la loro idea politica? Beh, pensate se vivessero in Marocco e fossero di sinistra. Immaginate se fossero dei giornalisti e degli attivisti della sinistra marocchina, come Omar Radi. Chi è Omar Radi? Omar Radi è il giornalista che è stato arrestato quasi un anno fa, il 29 luglio 2020, con accuse pretestuose. Il giornalista ha 33 anni, è un blogger e un militante dei diritti umani marocchino, co-fondatore del sito di informazione e di inchiesta "indipendente e interattivo" Le Desk. Quello che Omar Radi aveva fatto, che lo ha portato a essere arrestato dalle autorità marocchine, era averle denunciate, con la collaborazione di Amnesty ...
Elliot Page ti chiediamo scusa per il giornalismo italiano
Opinioni attuali

Elliot Page ti chiediamo scusa per il giornalismo italiano

Siamo nel 2021 ed Elliot Page, che lo scorso anno ha fatto coming out come persona transgender, chiedendo di usare i pronomi he/they per rivolgersi a lui, è ancora chiamato con "Ellen" (qualcuno scrive Ellen/Elliot), gli viene dato del femminile e lo si invalida come uomo. Qualcuno afferma addirittura che è la «morte di una donna». Ti chiediamo scusa, Elliot Page, perché anche se ci crediamo tanto superiori, anche se pensiamo di essere woke, anche se ci riteniamo tanto politically uncorrect, ancora non abbiamo imparato il rispetto per le persone e per la loro vita. Fonte: Elliot Page su Instagram In effetti, una situazione del genere non è nuova in Italia. Ancora ricordo i titoli e sottotitoli quando Maria Paola fu uccisa dal fratello solo perché fidanzata con un ragazzo transgender...
Com’è cambiato il giornalismo con i social network?
Opinioni attuali

Com’è cambiato il giornalismo con i social network?

Oggi voglio fare una piccola considerazione, non è un attacco personale mirato a qualcuno di specifico, ma più una riflessione, spesso indirizzata anche a me. Un tempo se facevi il giornalista eri una persona forte, qualcuno che dice sempre la verità e che si schiera. Qualcuno che non ha paura di inserire il proprio nome sotto una serie di considerazione. Oggi, invece, essere giornalista significa anche scrivere un articolo su quale personaggio di Spongebob ti rappresenta. Complice la globalizzazione come anche l'uso dei social network, oggi non ci vuole niente a essere un blogger o un giornalista. Insomma, anche io, un giorno mi sono svegliata e ho detto voglio creare un blog per esprimere le mie idee e le mie opinioni, per informare le persone su quello che accade nel mondo cercando d...