Senior Year – Cheerleader per sempre: recensione del nuovo film Netflix

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Nuovo film su Netflix e ovviamente nuova recensione. Oggi abbiamo visto Senior Year – Cheerleader per sempre, con protagonista una Rebel Wilson che sembrava essere sparita dalla scena. In realtà, si è molto dedicata a se stessa e alla sua salute, prendendosi una pausa dal mondo del cinema, ma è finalmente tornata con questo film Netflix, una commedia per teenager, in cui interpreta una ragazza, la più popolare della scuola, che si sveglia dopo 20 anni di coma… Con il cervello però sempre della 17enne che era prima dell’incidente.

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La protagonista è Rebel Wilson, che interpreta Stephanie Conway (la versione teen è Angourie Rice), mentre la sua fiamma, il cosiddetto figo della scuola, è Justin Hartley. Ovviamente non è un teen drama se non c’è una nemesi, e la nemesi di Stephanie è Tiffany, con il volto di Zoe Chao. Gli amici della protagonista invece sono Seth (Sam Richardson) e Martha (Mary Holland). Il padre di Stephanie è interpretato invece da Chris Parnell. Se ciò non bastasse, c’è anche un cameo della fantastica Alicia Silverstone, star iconica di Ragazze a Beverly Hills. Questa la trama:

Senior Year segue Stephanie Conway, una studentessa delle superiori che è determinata a essere nominata reginetta del ballo solo perché i suoi piani si interrompono bruscamente quando un’acrobazia da cheerleader andata storta la fa finire in coma. Vent’anni dopo Stephanie si sveglia. Ora ha 37 anni, decide di tornare al liceo per realizzare finalmente il suo sogno da ragazza. Ma la ricerca di Stephanie per conquistare ancora una volta il liceo ed essere nominata reginetta del ballo nel giro di poche settimane è più difficile di quanto pensasse all’inizio, e scopre che c’è di più nella vita oltre a essere popolare.

Senior Year: cosa ne pensiamo

Personalmente mi è piaciuto. Ovviamente non è un film serio che ti lascia qualcosa, ma è stato abbastanza piacevole da vedere. Apprezzo Rebel Wilson da Pitch Perfect e vedere questa nuova sé, in cui non si fa ironia sul suo peso ma la si vede come una ragazza davvero sexy, mi ha fatto piacere, soprattutto perché lei stessa ha parlato di quanto fosse difficile per lei essere vista nei film solo come la cicciona simpatica. Quindi già il cast, è stato davvero bello, in particolare perché quando Rebel ha la possibilità di essere se stessa, dà il meglio di sé.

Cos’altro mi è piaciuto? La trama. Probabilmente è un po’ banale, ma alla fine per i fan dei teen drama va benissimo. Abbiamo quello stile di vita alla mean girls, con le popolari, le cheerleader, una sorta di “guida per essere popolare”, e questo è stato molto bello da (ri)vedere. La cosa che però mi è piaciuta di più è stata la lotta fra generazioni, o meglio i cambiamenti. Vent’anni fa non si vivevano le superiori come oggi. Si fa molta più attenzione ai sentimenti e anche alle minoranze.

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Senior Year. (Featured) Angourie Rice as young Stephanie Conway in Senior Year. Cr. Boris Martin/Netflix © 2022

Se un tempo essere popolare significava avere tanti amici, oggi significa avere tanti followers, e questo ci dà anche qualcosa su cui pensare. Allo stesso modo, però, fa anche vedere la doppia faccia di alcune persone popolari, che lottano per l’uguaglianza e per le giuste battaglie, ma che alla fine lo fanno solo per alimentare il proprio ego e per piacere agli altri. Insomma, lo fanno per far parlare di sé. Abbiamo anche visto come le influencer vengono viste: delle leggende, delle divinità, ma che alla fine sono persone esattamente come noi.

In Senior Year vediamo una ragazzina di diciassette anni nel corpo di una quasi quarantenne che deve imparare a vivere di nuovo. Quando è entrata in coma c’erano le reginette della scuola, c’erano le cheerleader popolari, i balletti sexy, tutta un’altra storia rispetto a oggi, dove c’è l’uguaglianza, il rispetto e il tentativo di non sessualizzare le donne. In Senior Year questi due aspetti convivono nella lotta della protagonista per provare a divenire popolare in un mondo che non conosce.

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Anche se, nella realtà, chiunque si fosse risvegliato da un coma di vent’anni e avesse fatto un profilo social, avrebbe avuto già migliaia di followers, come avviene ogni volta che qualcuno è colpito da qualche disgrazia. Ciliegina sulla torta, comunque, è stato vedere Alicia Silverston nel finale di Senior Year, che le dimostra che non è tutto oro ciò che luccica, ma soprattutto che essere popolare alle superiori non ti migliora la vita, e che spesso tutto è apparenza.

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