Salvini a Mosca, l’ambasciata russa italiana dichiara che il viaggio era pagato da loro

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Se Matteo Salvini fosse potuto partire in Russia, il viaggio sarebbe stato pagato dall’ambasciata russa di Roma. «Come sapete, il viaggio di Matteo Salvini era programmato per il 29 maggio scorso. A Mosca, come abbiamo comunicato in precedenza, erano pronti a incontrare il rappresentante italiano al livello appropriato», hanno scritto in una nota, spiegando che poi «a causa delle sanzioni dell’Ue, sono stati sospesi i voli diretti sulla rotta Roma-Mosca», e che il viaggio era stato pagato da loro.

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La notizia di un ipotetico viaggio di Salvini verso la capitale russa è di qualche settimana fa, ma lui ha subito smentito l’articolo che era stato condiviso da La Repubblica secondo cui delle fonti diplomatiche avrebbero riferito di un ipotetico viaggio in Russia del leader della Lega. Salvini, però, fece anche sapere di starci lavorando «riservatamente», quindi chissà che ora non sia arrivato il momento di tornare nel suo paese preferito, e chissà se lo farà con la maglia donatagli dal sindaco polacco!

Tuttavia, poi, si disse «pronto ad andare ovunque per arrivare alla pace». Questo ovunque adesso si è concretizzato in un viaggio a Mosca, «nell’ambito dei contatti avviati al fine di far ripartire i negoziati per porre fine al conflitto in Ucraina». Quando? «A breve», e questo a breve sarebbe dovuto essere domenica 29 maggio. In seguito poi, su Sabato Anch’io su Rai Radio Uno ha riferito:

«Sono in Italia. Non ho certezze che ci andrò, ci stiamo lavorando. E si va se serve, certezze non ce ne sono. La richiesta di aprire i porti viene da più parti: bisogna insistere. Ci sono buone relazioni, rappresentiamo milioni di italianiPer alcuni sarei già partito ieri. Non è un viaggio di piacere: si va se serve. Non vado a nome del governo, do il mio mattoncino.

Il mio è un rafforzare l’opera del governo, non è un sostituirmi a nessuno. Il 2 giugno a Mosca? Non dipende da me. Sono piccolissimo e faccio quello che posso, mattoncino su mattoncino. Il problema non è se Salvini parte o meno ma per quante altre settimane le rassegne stampa parleranno ancora di armi e di crisi. Qualunque politico dovrebbe fare il suo. Mi piacerebbe che tutti potessimo andare a Mosca. Da Letta battuta di dubbio gusto, non vado a giocare a bocce».

Matteo Salvini a Mosca: il viaggio pagato dai russi

«In relazione alle pubblicazioni apparse su alcuni media italiani in merito agli aspetti organizzativi del mancato viaggio del Senatore Matteo Salvini a Mosca, vorremmo chiarire quanto segue», inizia l’Ambasciata della Federazione Russa in Italia in una nota condivisa su Facebook, spiegando che il viaggio del leghista a Mosca non ha avuto luogo a causa della sospensione «dei voli diretti sulla rotta Roma-Mosca», che hanno reso necessario «per la delegazione italiana l’acquisto di biglietti aerei per un volo Aeroflot da Istanbul a Mosca».

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Aggiungono: «a causa delle sanzioni in vigore nei confronti di questa compagnia aerea, è difficoltoso acquistare i biglietti per i suoi voli dal territorio dell’Unione Europea. L’Ambasciata ha assistito Matteo Salvini e le persone che lo accompagnavano nell’acquisto dei biglietti aerei di cui avevano bisogno in rubli tramite un’agenzia di viaggi russa». Ovviamente, poi, «in quanto il viaggio di Matteo Salvini a Mosca non è avvenuto per motivi ben noti, alla fine ci è stato restituito l’equivalente della cifra spesa per l’acquisto dei biglietti aerei in euro (con rispettivi documenti comprovanti)».

Sottolineano infine di non vedere «nulla di illegale in tutte queste azioni». Tuttavia, sono già iniziate le critiche. Lia Quartapelle del PD, responsabile Esteri dei dem, ha chiesto: «Cosa andava Salvini a fare a Mosca a spese della Russia? Non ci racconti la frottola che andava a fare la pace». Simona Malpezzi, stesso partito e capogruppo al Senato: «Invece di attaccare il Pd, Salvini spieghi le ambiguità del viaggio a Mosca».

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Carlo Calenda, leader di Azione: «Mi sembra chiaro che Salvini è legato alla Russia in modo indissolubile e poco trasparente. Gli alleati politici e i rappresentanti della Lega al governo dovrebbero acquisire la consapevolezza che è una persona pericolosa per la sicurezza nazionale. Una persona che senza avvertire il governo che sostiene, si fa organizzare e finanziare un viaggio dall’ambasciata di un Paese sotto sanzioni, autore di una guerra di aggressione e che minaccia l’Occidente di distruzione, o è molto stupido o è in qualche modo legato ai russi».

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