Mirko Farci: la storia di un eroe, il problema di una società


Mirko Farci aveva 19 anni, un grande sorriso sul volto e una forza di volontà immensa. Aveva, perché è stato brutalmente ucciso dall’ex compagno della madre, di cui era stata già denunciata la violenza, ma poco è servito. Mirko Farci ha avuto la forza, il coraggio, la volontà, ma soprattutto l’amore di usare il proprio corpo come scudo per quello della madre. Si è messo davanti a lei, mentre l’assassino lo pugnalava, uno, due, tre, quattro, cinque, dieci, quindici, diciassette volte, fino a fargli esalare l’ultimo respiro.

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Fonte: web

Perché ci dicono di denunciare una violenza e, quando lo facciamo, rischiamo comunque di venire uccise o, in questo caso, di vedere il nostro stesso figlio dover sacrificare la propria vita per salvare la nostra? A che serve denunciare una violenza se poi il criminale, la bestia, non viene fatta marcire in galera? Perché una donna adesso deve convivere con la consapevolezza di essere sopravvissuta al proprio figlio, e tutto si sarebbe potuto evitare se Shaid Masih, pakistano di 29 anni, fosse finito in galera ai cenni della prima violenza.

Oggi abbiamo un morto in più, un ragazzo di 19 anni con tutta la vita davanti che è stato ucciso perché uno psicopatico considera ancora le donne come un oggetto, come una proprietà dell’uomo. Paola Piras, la mamma di Mirko, oggi è stabile, dopo un intervento durato quattro ore. È stabile, è viva, perché Mirko Farci, suo figlio, ha deciso di salvarla. È sopravvissuta alle pugnata ai reni, al volto, alla trachea, all’addome, da parte del suo ex compagno ma dovrà convivere con la morte del figlio, un eroe inconsapevole. E la colpa, oltre dell’assassino, di chi è?

Perché non veniamo protette? Perché anche dopo che denunciamo, anche con un divieto di avvicinamento all’abitazione, del sangue deve essere versato? Perché l’assassino non era già in galera? Perché non si trovava almeno ai domiciliari? Perché dopo aver picchiato una donna è comunque libero di camminare per strada e uccidere? Io non lo dirò, ma lo sappiamo tutti come Paola e Mirko Farci sarebbero potuti essere sani e salvi, insieme, oggi. E invece abbiamo una mamma in ospedale, un figlio morto e una comunità sconvolta.

Come Mirko Farci ha deciso di sacrificare la propria vita per salvare la madre

Era una giornata normale, l’11 maggio 2021. Mirko Farci era insieme alla madre, Paola Piras, a Tortolì, un paese in Sardegna. Poi, però, Shaid Masih, uomo di 29 anni, ha fatto irruzione nella loro abitazione (a cui per legge non poteva avvicinarsi) arrampicandosi su un fluviale. Non sappiamo se il coltello da cucina con cui ha tolto la vita a Mirko facesse parte della casa o se se lo fosse portato da fuori, ma ha minacciato di pugnalare l’ex fidanzata, che aveva già denunciato la sua violenza fisica.

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Mirko Farci, senza pensarci due volte, si è messo davanti al corpo della madre e si è preso 17 pugnalate al posto suo. Come una bestia, l’uomo ha continuato a pugnalare, a colpire, a uccidere il 19enne, davanti agli occhi della madre che non poteva fare niente per proteggere il sangue del suo sangue. Mirko Farci è morto, ucciso da qualcuno di cui le autorità erano state allertate. È morto perché un uomo, se così vogliamo chiamarlo, ha deciso che era giusto uccidere l’ex compagna. Perché nessuno li ha protetti.

La donna è stata trasportata d’urgenza all’ospedale Nostra Signore delle Mercede di Lanusei e, sottoposta a un delicatissimo intervento chirurgico durato 4 ore, è riuscita a sopravvive, sebbene la prognosi sia riservata. L’assassino, invece, Shaid Masih, è scappato, fino a essere catturato e salvato da una folla inferocita che cercava di linciarlo. Dalle sue confessioni, fa sapere l’ANSA, sembrerebbe che nonostante avesse un divieto di avvicinamento, negli scorsi mesi avrebbe comunque scambiato messaggi con la donna e persino ci fosse uscito in pubblico.

I messaggi sui social per Mirko Farci

Vorrei davvero non iniziare questa sezione con un messaggio, ma cercando sui social i vari ricordi che le persone hanno di Mirko Farci, mi sono imbattuta nella feccia umana. Come avviene con qualsiasi femminicidio, stupro o violenza subita da una donna, la colpa è sempre della donna. Mirko Farci, secondo alcuni individui, è morto perché la madre si è fidanzata con quell’uomo. «Colpevole materiale il migrante, morale la madre», si legge su Twitter.

In che modo una donna poteva anche solo immaginare che un uomo che amava avrebbe potuto prima picchiarla o poi uccidere suo figlio? Qui di colpevole ce n’è uno solo ed è l’assassino. Se poi proprio dobbiamo aggiungere qualcuno, è la legge che non sbatte in galera chi picchia le donne o chiunque usi la violenza e, se non riuscite a comprendere una cosa del genere, non siete diversi da chi uccide. Paola Piras ha l’unica colpa di essersi innamorata dell’uomo sbagliato. Ma Paola ha denunciato, le autorità erano state avvertite. Le autorità avrebbero dovuto proteggere Paola, non Mirko.

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Fonte: web

Sui social, intanto, chi vuole bene a Mirko Farci lo ricorda, con gli occhi colmi di lacrime e il cuore rabbioso. La sua professoressa, Luisa Usala, lo ricorda come un «alunno meraviglioso e non sono parole di convenienza, sono tutte vere, buono gentile, sempre sorridente e bello. Mi dicesti che tu a casa ci stavi davvero bene, ed è proprio lì che ti ha tolto la serenità quel mostro che altro non può chiamarsi….difendere gli altri era il tuo motto è te lo sei portato addosso sino ad oggi e per sempre….».

«Oggi vestiamo un lutto così grande e profondo, a scuola tutti a stare in un silenzio assordante, tutti uniti nel dolore e nel rispetto, tutti aa avere un cuore logorato da questo mondo così strano che dal bello in un attimo passa al crudele. Oggi tutti a pregare e meditare, a capire perché tutto ci sembri spesso così lontano da noi ma molte volte è più vicino di quanto si pensi….non si può giustificare un atto così vile e mostruoso, oggi piangiamo un grande, un ragazzo speciale da sempre», continua.

Conclude, la professoressa: «OGGI PIANGO PER TE CHE SEI STATO TRA GLI ALUNNI PIU’ RISPETTOSI E GENTILI, BUONI E FIDUCIOSI NELLA VITA, VOLENTEROSI E AMATO DA TUTTI, Oggi e’ un BRUTTO GIORNO. DIO confido in te, aiuta la mamma che alla vita rimane attaccata per un filo, aiuta il fratellino, i nonni, gli zii e la zia Stefania❤️ Aiutaci a superare questo momento tragicamente indescrivibile. RIP❤️❤️❤️❤️❤️❤️❤️ CIAO MIRKO».

Anche la zia di Mirko Farci, Stefania Piras, scrive un lungo post su Facebook, ringraziando per tutta la solidarietà e il calore che sta ricevendo insieme alla sua famiglia e ricordando quanto Mirko fosse importante per lei. Conclude: «Il nostro amato ragazzo, proprio ad un mese esatto dal suo compimento del ventesimo anno di età, ha lasciato questa terra e tutti noi a piangere per un delitto che si poteva, anzi che si DOVEVA evitare. Ennesima dimostrazione, purtroppo, del fallimento del nostro sistema».

La solidarietà e la vicinanza di tutti voi, il calore che ci dimostrate spero possano aiutarci a sopportare questo…

Pubblicato da Stefania Piras su Martedì 11 maggio 2021

Ci dicono che siamo una pessima generazione che pensa solo a se stessa, menefreghista e irrispettosa. Io a chi ci appella in questo modo, racconterò la storia di Mirko Farci, di un eroe che ha deciso di sacrificare il suo futuro e i suoi sogno per poter salvare la madre, di un ragazzo, di un uomo, che ha protetto una donna da un altro uomo. Che ha deciso di intervenire in una situazione più grande di lui, senza pensarci due volte. Che nessuno dimentichi Mirko.

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