Anche Mara Carfagna lascia Forza Italia

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Dopo Mariastella Gelmini e Renato Brunetta, anche Mara Carfagna ha preso la decisione di abbandonare Forza Italia dopo il volta spalle al governo di Draghi, dove i tre erano anche ministri. Il trio Gelmini – Brunetta – Carfagna ci ha fatto tornare indietro a tempi oscuri, ma l’incubo sembra essere finito (immaginate se però a settembre ci troveremo a rimpiangerlo). Le dimissioni sono arrivate dopo che Forza Italia ha scelto di non votare la fiducia a Mario Draghi e quindi al suo governo.

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Mariastella Gelmini, Mara Carfagna e Renato Brunetta

Mariastella Gelmini ha detto che, sebbene la crisi si fosse «aperta a causa delle convulsioni del M5S: non era facile riuscire a prendersi la responsabilità di portare il Paese al voto in mezzo a una crisi senza precedenti, con l’inflazione ai massimi da quaranta anni, e una guerra», Forza Italia non ha fatto niente per dare una mano all’Italia. Ritiene che «la FI che ho conosciuto in questi venticinque anni di militanza e di impegno politico, sarebbe stata dalla parte di Mario Draghi, che ha fatto un ottimo lavoro, è un convinto europeista, e che certo non è di sinistra».

Renato Brunetta, invece, ritiene che «non votando la fiducia a Draghi, Forza Italia ha tradito la sua storia e i suoi valori. Non sono io che lascio, è Forza Italia che lascia se stessaNon votando la fiducia a Mario Draghi il mio partito ha deviato dai valori fondanti della sua cultura: l’europeismo, l’atlantismo, il liberalismo, l’economia sociale di mercato, l’equità. I cardini della storia gloriosa del Partito popolare europeo, a cui mi onoro di essere iscritto, integralmente recepiti nell’agenda Draghi e nel pragmatismo visionario del Pnrr».

Tra l’altro, solo qualche mese fa anche Elio Vito, il politico che si è sempre distinto fra tutti gli omofobi e razzisti che condividevano con lui le poltrone aveva deciso di abbandonare Forza Italia. «Mi auguro che questa decisione possa contribuire ad aiutare le giovani ed i giovani del nostro Paese a ritrovare il senso della fiducia nelle Istituzioni, nel Parlamento e più in generale nella politica», scrisse su Twitter, dando poi ufficialmente le sue dimissioni dopo 25 anni di politica con il partito di Berlusconi. E adesso anche Mara Carfagna, l’unica dei tre ministri di Forza Italia che era rimasta nel partito, ha deciso di seguire la scia dei suoi colleghi.

Mara Carfagna abbandona Forza Italia

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Silvio Berlusconi, Mariastella Gelmini e Mara Carfagna

Mara Carfagna ha ufficialmente dato le dimissioni dal partito di Berlusconi, Forza Italia. Dopo la caduta del governo Draghi, aveva inizialmente detto di non condividere la posizione presa dal suo partito, annunciando una «seria riflessione politica». Evidentemente questa riflessione si è conclusa con la decisione di abbandonare, dopo 20 anni, Forza Italia, seguendo quindi la strada dei colleghi. A darne la notizia è La Repubblica.

«Tirerò le somme a breve», ha detto Mara Carfagna intervistata dal quotidiano, tuttavia sembra che la decisione sia ormai già presa. Anche lei, comunque, vuole sottolineare in primis che la sua «lealtà personale a Berlusconi resta, e tutti lo sanno». Poi si spiega: «La riflessione che sto facendo parte da due dati di fatto: gli applausi di Putin alla crisi e le centinaia di messaggi di sindaci e imprenditori che da giorni mi dicono ‘ma siete impazziti?’».

«Per quattro anni, mi sono battuta all’interno del partito per difendere la sua collocazione europeista, occidentale e liberale, dall’abbraccio del sovranismo. Una parte considerevole di Forza Italia la pensava allo stesso modo. Siamo stati sconfitti, più volte, l’ultima in modo bruciante: neppure consultati sulla crisi del governo di salvezza nazionale che noi stessi avevamo voluto. Ora mi chiedo: ha un senso proseguire una battaglia interna? O bisogna prendere atto di una scelta di irresponsabilità e instabilità, fatta isolando chi era contrario, e decidere cosa fare di conseguenza?».

Mara Carfagna

Non ha voluto esprimersi sulla decisione di non appoggiare Draghi ma Salvini e Meloni, così come non commenta la linea di Berlusconi e dei dirigenti. «Mi interessa il futuro: i soldi del Pnrr e le opere pubbliche collegate, le intese per gli approvvigionamenti invernali di gas, una manovra economica espansiva e protettiva al tempo stesso. Cose pratiche, concrete, che bisognava mettere in sicurezza prima del voto del marzo prossimo e rivendicare come successi un minuto dopo», afferma.

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Mara Carfagna a La Repubblica

Poi, Mara Carfagna continua: «Era questo l’esame di maturità che FI avrebbe dovuto chiedere a Lega e FdI: dimostriamo agli italiani, all’Europa e all’Occidente che siamo un fronte responsabile, serio, capace di rispettare i patti fino in fondo. Si è fatto il contrario. Ciò che conta ora è ripristinare l’affidabilità italiana, messa gravemente a repentaglio dalla crisi e da chi l’ha provocata». «La mancata fiducia a Draghi indica la rinuncia a ogni autonomia della componente liberale dalla destra sovranista», ha aggiunto.

Infine, conclude: «Fino al 19 luglio FI non avrebbe avuto alcun dubbio sulla linea in caso di problemi del governo: favorire la conclusione ordinata della legislatura, mettere in sicurezza famiglie e imprese, sostenere il premier più rispettato d’Europa per poi poterne rivendicare i successi in campagna elettorale. Dal 20 luglio il Rubicone è stato varcato. È stata fatta una scelta di totale discontinuità con la nostra storia e con le nostre relazioni europee e occidentali…Sono rimasta sulla sponda dove sono sempre stata.

Di fronte a un bivio tra sottomettermi a una visione che non è la mia e rispettare quella in cui ho sempre creduto, non ho avuto alcun dubbio. In questo momento la priorità è mettere in sicurezza il Paese, non esporlo a salti nel buio». Chissà se il trio Mara Carfagna – Renato Brunetta – Mariastella Gelmini tornerà sui propri passi. Ma al momento, abbiamo davvero poche certezza.

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