Loki: recensione terzo episodio

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Ben trovati in questa recensione del terzo episodio della serie Loki, serie tv targata Marvel creata da Michael Waldron. La serie è basata sull’omonimo personaggio dei fumetti Marvel Comics, e alla stregua delle precedenti produzioni WandaVision e Falcon and the Winter Soldier è ambientata dopo gli eventi del film Avengers: Endgame.

Anche questo terzo episodio ci ha regalato rivelazioni, sorprese insieme a qualche momento commovente, ma andiamo ora più nel profondo di questa recensione. Ricordiamo ai nostri lettori che la serie sarà articolata in sei episodi da circa un’ora ciascuno, che saranno trasmessi in streaming ogni mercoledì sulla piattaforma Disney+.

Piccola premessa: d’ora in poi utilizzerò il nome Sylvie per riferirmi alla nostra protagonista femminile, non sarà più utilizzato l’appellativo Lady Loki come nelle recensioni precedenti.

Loki: recensione 1×03 spoiler FREE

La prima scena mostra Sylvie in un bar insieme all’agente C-20; le due sembrano essere grandi amiche e Sylvie interroga la giovane riguardo l’organizzazione della TVA, le domanda quanti agenti sono a guardia dei Time Keepers e in che modo riconoscere gli ascensori che la potrebbero condurre da loro.

La stessa scena viene mostrata dall’esterno e vediamo Sylvie che sta compiendo l’incanto su C-20 per creare un ricordo diverso nella mente della ragazza. Nella scena successiva Sylvie giunge alla TVA mediante il portale che aveva aperto all’interno del Roxxcart e tenta invano di incantare un agente, scoprendo a sue spese che perfino i suoi poteri non funzionano all’interno della base del TVA.

Poco dopo vediamo arrivare Loki, che nella puntata precedente aveva inseguito Sylvie all’interno del portale, i due si scontrano per poi venire raggiunti dal giudice Renslayer e da alcuni agenti del TVA. Per evitare di essere cancellato dalla timeline Loki prende in mano il timepad di Sylvie e riesce a teletrasportare entrambi lontano dal TVA.

Nonostante l’abile mossa del protagonista il timepad ha esaurito le batterie e quindi i due non possono abbandonare il pianeta. Loki e Lady Loki cominciano a battibeccare e lei continua a ripetere di non voler essere chiamata Loki. I due si teletrasportano poco prima di un’altra apocalisse nel 2077 sul pianeta Lamentis-1, che sta per essere completamente devastato dalla caduta di una luna. Sylvie tenta di incantare Loki fallendo miseramente, o almeno così sembra.

Decidono dunque di fare una tregua e di andare alla ricerca di uja fonte di energia per poter ricaricare il timepad e andarsene dal pianeta prima della sua completa distruzione. Qui assistiamo al dialogo in cui il personaggio di Lady Loki dichiara ufficialmente di aver cambiato nome e di voler essere chiamata Sylvie per motivi al momento ancora ignoti.

I protagonisti raggiungono un’abitazione dove una signora li accoglie con un cannone ad aria e rivela che tutti gli altri abitanti si sono recati presso L’Arca, una nave spaziale in grado di farli scappare prima dell’impatto fatale. L’ingegnoso quanto esilarante travestimento da guardia di Loki unito alla magia di Sylvie permette loro di salire sul treno, e dopo un ennesimo battibecco i due intavolano un dialogo molto profondo, simbolico del momento di nostalgia che è stato presente sin dalla prima puntata della serie.

Sylvie riapre gli occhi e vede Loki che nel frattempo stava intrattenendo i passeggeri del treno con canti scandinavi, e Loki decide di rispondere alla domanda su cosa sia l’amore per lui, descrivendolo con una metafora in cui l’amore è come un pugnale. Loki e Sylvie intraprendono un nuovo mirabolante scontro per essere poi scaraventati fuori dal vagone. Purtroppo in seguito alla caduta il timepad si rompe, e Sylvie va su tutte le furie.

Mentre i due cercano di tornare sui propri passi per arrivare all’arca Loki riesce a farsi raccontare dalla ragazza il metodo per incantare le persone, e qui abbiamo anche la grossa rivelazione della puntata: gli agenti della TVA non sono stati creati dai Time Keepers, in realtà sono varianti alle quali è stato fatto il lavaggio del cervello.

Il dialogo non viene approfondito perchè i protagonisti giungono nei pressi della città e iniziano a scontrarsi con alcune guardie. L’episodio si conclude con i due che guardano attoniti l’Arca venire completamente distrutta, Loki paralizzato di fronte alla scena e Sylvie che se ne va via alle sue spalle.

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Loki: approfondimento spoiler ALERT

Nella prima scena “flashback” che vediamo in questo terzo episodio C-20 viene interrogata da Sylvie utilizzando i suoi poteri illusori, mentre entrambe bevono una granita, notiamo che quest’ultima è immune all’”emicrania da gelato“, poichè grazie al padre Laufey lei è per metà gigante di ghiaccio e ciò la rende immune al grande dolore provocato da questi infidi pezzetti di ghiaccio aromatizzati.

In questo episodio veniamo anche a conoscenza dell’origine dei minuteman e di gran parte dei “dipendenti” della TVA, non sono nient’altro che varianti sfruttate, forse grazie a ciò i nostri due dell’inganno riusciranno a farsi alleato Mobius, forse in cambio di un giro su una moto d’acqua.

Probabilmente quest’ultimo è così fissato con gli anni 90’ perché forse venne prelevato proprio in quegli anni, un altro indizio ci viene dato dalla prima apparizione dell’agente della TVA nei fumetti in Fantastic Four uscito proprio nel 1991.

Nella scena centrale dell’episodio in cui Loki e Sylvie chiacchierano sul treno scopriamo che i due hanno un passato simile, entrambi sono stati adottati, quest’ultima però non ha ricordi della sua madre originaria mentre, come ben sappiamo, Loki ha dei ricordi meravigliosi di sua madre Frigga.

Poco dopo, nella stessa scena abbiamo la conferma che Loki è canonicamente bisessuale anche nel MCU, il tutto mentre reso ancora più iconico da una meravigliosa illuminazione che rispecchia i colori della bandiera bisex.

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Infine vediamo Loki visibilmente brillo cantare una canzone proveniente dal repertorio folk asgardiano, forse per testare la veridicità delle origini di Sylvie, concludendo lo show spaccando un bicchiere a terra, classico “rituale” proveniente dalle tradizioni del suo “amato” regno, gesto fatto anche da Thor nel primo film omonimo.

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